krzys29
02.02.03, 18:18
Wloski dziennik www.repubblica.it pisze,ze inzynier NASA wyslal list
do prezydenta Busha z zadaniem natychmiastowego wstrzymania lotow z powodu
coraz wiekszego ryzyka awarii .Pan Nelson pracowal dla NASA 36 lat .Prezydent
Bush nie raczyl nawet odpowiedziec na tamten list.Prom Columbia swoj pierwszy
lot wykonala w 1981 roku.Ostatnia misja byla 27-ma .Specjalisci uwazaja ,ze
katastrofa mogla byc spowodowana wypadkiem przy starcie ,kiedy uszkodzony
zostal plat ochrony termicznej .W momencie powrotu,kiedy prom wchodzi w
atmosfere,jego predkosc wynosi 25 razy predkosc dzwieku .Statek dodatkowo
wykonuje specjalne manewry (podobne do narciarskich) w celu
wychamowania .Wtedy wytwarza sie ogromna temperatura ,dziura w placie
ochronnym mogla okazac sie zrodlem katastrofy .Na siedem minut przed strata
lacznosci czujniki pokazywaly nienormalny wzrost temperatury w niektorych
czesciach promu .
Duzy plat ochrony termicznej statku spadl kolo rancha prezydenta Busha w
Texasie .
Zweglona czaszke i tulow odnaleziono w Hemphill .Natomiast spalona noge
zabrano z pola w hrabstwie Sabine .Na stronie internetowej gazety jest duzo
ciekawych zdjec min. widac odnaleziony kask astronauty .
Un ex ingegnere della Nasa chiese all'amministrazione Bush
di sospendere i voli della navetta per evitare una catastrofe
Columbia, scoppiano le polemiche
"Lo Shuttle non era sicuro"
La questione del guasto all'ala sinistra segnalato alla partenza
Trovati in Texas i resti dei sette astronauti
ROMA - Dopo l'angoscia e l'incredulità, è il giorno delle polemiche e delle
ipotesi che possano spiegare la tragedia dello Shuttle Columbia,
disintegratosi ieri nel cielo del Texas a pochi minuti dall'atterraggio con i
suoi sette astronauti a bordo. Era sicura la navetta più "anziana" della
flotta Nasa? Cosa può aver provocato questo disastro in una manovra che è
considerata di routine?
Le domande si affollano e rimbalzano da un capo all'altro del mondo. In
particolare ci si chiede se il Columbia, già protagonista di più o meno
grandi "incidenti di percorso" nella sua lunga storia (il primo lancio è
dell'81), fosse una navetta a prova di sicurezza. La risposta di un ex
ingegnere della Nasa, che oggi riporta il domenicale britannico Observer,
è "no". Don Nelson, questo il suo nome, tentò invano nell'estate scorsa di
ottenere che il presidente George W. Bush bloccasse i voli dei traghetti
spaziali fino a quando non fossero stati risolti vari problemi di sicurezza.
In una lettera inviata alla Casa Bianca, l'ex ingegnere che aveva lavorato
alla Nasa per 36 anni fino al 1999, scrisse al presidente chiedendogli di
intervenire per "prevenire un altro incidente catastrofico ad uno Shuttle".
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Nelson era stato nel team iniziale dei progettisti dello Shuttle, aveva
partecipato a tutte le modifiche compiute sui traghetti spaziali e negli
ultimi undici anni era stato uno degli esperti nella valutazione di progetti
avanzati di trasporto spaziale. Nella sua lettera al presidente - riferisce
il giornale britannico - Nelson affermava che la Commissione sulla sicurezza
aerospaziale non aveva dato una risposta ai crescenti segnali che facevano
ritenere probabile un incidente ed enumerava tutta una serie di guasti
avvenuti dal 1999 in poi.
La Casa Bianca respinse la sua richiesta di sospensione dei voli e Nelson
tornò alla carica con la Nasa in ottobre, ma senza ottenere ascolto. "Il mio
più grande rammarico - dice Nelson - è che avremmo dovuto esplorare la
possibilità di costruire un modulo con cui gli astronauti potessero lasciare
lo Shuttle, cosa che la Nasa ha sempre respinto".
L'Observer riporta anche le dichiarazioni fatte nell'aprile scorso dall'ex
presidente della Commissione per la sicurezza aerospaziale Richard Bloomberg
che disse: "In tutti gli anni in cui ho lavorato qui non sono mai stato tanto
preoccupato per la sicurezza degli Shuttle come ora".
Insieme alle domande, il tentativo di ricostruire le ultime fasi di "vita"
del Columbia, prima che la navetta perdesse i contatti con la terra. Il
direttore del volo Milt Heflin ha detto che i primi segnali di qualcosa di
anomalo sono giunti sette minuti prima di perdere il contatto: dall'ala e dal
carrello di sinistra venivano indici di pressione anomali e poi,
dall'esterno, indici di temperatura troppo elevati. Otto sensori non
normali, "come se qualcosa avesse tagliato i cavi". Si pensa ora alle
piastrelle di protezione termica staccatesi al decollo, di cui almeno un
pezzo aveva urtato proprio l'ala sinistra.
Ron Dittemore, responsabile del programma degli Shuttle, non esclude un nesso
tra l'episodio e la tragedia, anche se l'impatto dell'incidente era stato
giudicato "accettabile" dopo una serie di verifiche. Era già accaduto che
piastrelle della protezione termica si staccassero da una navetta al decollo.
Dittemore aggiunge: "Quando ci siamo accorti che anomalie venivano da
elementi diversi, abbiamo capito che c'era un problema". Ma, a quel momento,
era impossibile intervenire, così come, durante la missione, non era
possibile effettuare una passeggiata spaziale, per riparare le piastrelle.
Ma si pensa anche a un errore umano, o a un problema tecnico, che abbia
alterato l'angolo di rientro nell'atmosfera. O a qualcosa che abbia a che
fare con l'età della Columbia, che volava dall'aprile 1981, e stava
terminando la sua ventottesima missione. Ma ci vorranno settimane, forse
mesi, per capire come sia successo il disastro, costato la vita a sei
americani, tra cui due donne, e al primo astronauta israeliano.
Intanto resti umani sono stati trovati in due località texane, a Hemphill -
un cranio e un torso - e nella contea di Sabine - una gamba carbonizzata -
mentre detriti dello Shuttle sono stati recuperati finora in una ventina di
località del Texas e in almeno cinque della Louisiana, su una striscia di
territorio lunga oltre 200 km. Fra le cose rinvenute, c'è un distintivo della
missione, perfettamente conservato, con i nomi di tutti gli astronauti.
Un pezzo di una delle piastrelle che devono proteggere lo Shuttle dal
surriscaldamento al rientro nell'atmosfera è caduto a un centinaio di
chilometri dal ranch del presidente George W. Bush, a Crawford, nel Texas. I
rottami finora trovati sono presi in custodia dall'Fbi: saranno tutti
raccolti, a quanto si apprende, in una base dell'aviazione della Lousiana, a
Barksdale, nei pressi di Toledo Bay. I reperti potranno essere essenziali
nell'inchiesta per accertare le cause e la dinamica della tragedia spaziale.
Le autorità continuano a ripetere l'invito a non toccare i detriti, perché
possono essere tossici.
E oggi, a meno di 24 ore dalla tragedia del Columbia, il cargo russo Progress
M-47 è partito regolarmente dal cosmodromo di Bajkonur, nella Repubblica ex
sovietica del Kazakhstan, per raggiungere in orbita la Iss, la Stazione
Spaziale Internazionale cui porterà scorte di viveri, combustibile e
strumentazione per i tre astronauti attualmente a bordo: gli statunitensi
Kenneth Bowesox e Donald Pettit più il russo Nikolai Budarin.
Il cargo ha già raggiunto l'orbita prevista, mentre l'aggancio con la Iss è
previsto per mertedì 4 febbraio. Mosca ha in programma in totale tre voli
cargo verso la Iss e due voli della navetta spaziale 'Soyuz-TmA' con
equipaggio nel corso del 2003. Si tratterà degli unici collegamenti con la
stazione internazionale, dopo l'interruzione dei lanci degli Shuttle
americani decisa ieri dalla Nasa in seguito all'incidente del Columbia.
(2 febbraio 2003)
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