Forum Sport Sport
ZMIEŃ
    Dodaj do ulubionych

    Milan padrone d Europa

      • Gość: :) Milan-Nakata, Braida nega IP: *.acn.pl / 10.65.0.* 09.07.03, 15:13
        Il direttore generale del club rossonero: "L'affare non esiste. Albertini?
        Potrebbe andare alla Lazio. In questo mercato non c'è niente di sicuro". A
        Milano piace Hidetoshi Nakata, come al giapponese più famoso del mondo piace
        Milano. Milan e Inter che strizzano l'occhio al fantasista del Sol Levante,
        Roman Abramovich, nuovo padre-padrone del Chelsea, che è pronto a ricoprirlo
        d'oro. Faccia pure, parrebbe dire Ariedo Braida, direttore generale del club
        rossonero, "perché l'affare Nakata al Milan non esiste".
        Ieri lo aveva affermato in maniera sfumata. Oggi è tornato alla carica con toni
        decisi e perentori, al punto da affermare: "Quello che si scrive e si dice è
        quasi completamente falso". Braida rincara la dose. "Capisco che si deve
        scrivere qualcosa - sottolinea -, ma di tutto quello che leggo è vero solo
        l'uno per cento". Uno per cento, già. Come dire che pur qualcosa si è mosso.
        Braida è tornato a parlare anche di Demetrio Albertini e di uno scambio di
        prestiti che dovrebbe portare in rossonero Pancaro. "Albertini - ha dichiarato
        il d.g. rossonero - potrebbe andare alla Lazio, ma la situazione è molto
        diversa da quella che leggo sui giornali. Il punto è che in questo mercato non
        c'è niente di certo".
        La chiosa descrive a 360 gradi il delicato momento economico del calcio
        italiano: "Non è più il mercato di un tempo, quando i giocatori si scambiavano,
        si vendevano. Ora ogni operazione è frutto di un lavoro lunghissimo, il mercato
        di adesso è praticamente il niente. Nessuno ha più voglia, soldi e tempo per
        impegnarsi a lavorare a un grande colpo. Si attinge ai settori giovanili. È
        cambiato tutto...".
      • Gość: :) Milan, tanta voglia di Stam IP: *.acn.waw.pl 10.07.03, 21:14
        Chiamiamola arte dell'attesa. Camera con vista sul calcio, osservando
        presentazioni e colpi di mercato. Così, mentre la Juve lancia Appiah in
        bianconero, dopo Miccoli e Legrottaglie, l'Inter spara a tutta pagina
        l'avvento di Van der Meyde, Fadiga e Luciano, il Milan attende al varco,
        limitandosi a sistemare la voce "uscite". Ariedo Braida, direttore sportivo
        del Milan, è stato chiaro: "Non vendiamo, e tranne cose clamorose non
        compreremo: il Milan è fatto". Fa eccezione Demetrio Albertini, che per i
        rossoneri sembra proprio di troppo. Incompatibilitá di carattere con
        Ancelotti, si dice..."Ma no, è puramente un fatto tecnico - chiarisce -
        nient'altro". Insomma, le sortite dei bianconeri e dei nerazzurri non sembrano
        preoccupare l'entourage rossonero, convinto che la rosa non abbia bisogno di
        eccessivi ritocchi. Cafu sarà utile nel gioco di fascia, ma è innegabile che
        ancora manchi qualcosa per dare più competitività alla squadra, anche se i
        tifosi stanno dando prova di entusiasmo a suon di abbonamenti: 28 mila circa,
        ovvero più 28,4%, rispetto al dato, stesso periodo, dell'anno scorso.
        Un segnale di affetto che in via Turati è arrivato forte e chiaro. Quasi a
        voler sottolineare che un regalino il popolo rossonero lo accetterebbe
        volentieri. L'oggetto del desiderio si chiama Jaap Stam, statuario difensore
        olandese della Lazio, che la società biancoceleste ha più volte definito
        incedibile al pari di Stankovic (quasi una preghiera di Roberto Mancini), ma
        che ha valutato 20 milioni di euro, come dire che, se il contante arriverà,
        allora l'affare si potrà realizzare. Il Milan attende, aspetta il momento
        giusto, così come è accaduto lo scorso anno con l'operazione Nesta, "rubato"
        dal ritiro laziale e in ventiquattro ore trasformato in rossonero. E' la
        politica dei piccoli passi. C'è chi giura che non saranno poi molti.
      • Gość: :) Milan, immagine vincente IP: *.acn.waw.pl 13.07.03, 22:51
        La quota 30 mila abbonamenti è stata agganciata. Addirittura più 29% (8.526
        tessere) rispetto al dato dell'anno scorso. Che tradotto in soldoni significa
        9.143.734,00 euro, contro i 6.248.248,00 del 2002. Un salto di qualità
        innescato ovviamente dalla conquista della coppa dei Campioni e della coppa
        Italia, nonostante un mercato che, Cafu a parte, deve ancora riservare il vero
        colpo grosso.
        Fondamentale anche la campagna pubblicitaria realizzata da "Show Up", per
        avvicinare il popolo milanista alla squadra, sull'onda dello slogan "E tu
        perché sei rossonero?". A dare il primo esempio è stato il capitano con un
        frase a impatto che sintetizza il legame della famiglia Maldini con la
        società: "E' la mia casa, lo è sempre stata", firmato Paolo, "rossonero per
        tradizione".
        A ciasuno il suo messaggio. Come quello di Billy Costacurta, straordinario
        highlander della squadra. "Certi sogni non finiscono mai... rossonero per
        sempre", è un efficace testimonianza di affetto ai colori. Perfettamente in
        linea con la sua devastante progressione è la dichiarazione d'amore di
        Serginho: "Un amore senza limiti di velocità... rossonero per carattere".
        Si sono sbizzarriti l'art director Marco Linguanti e il copy Carlo Pratella,
        con la consulenza di Massimo Daù. Come nel caso di Gattuso: "Non sono io che
        corro. Sono gli altri che camminano", ringhioso. E ancora
        Shevchenko: "Portiere a sinistra palla destra", con chiaro riferimento al
        rigore decisivo dell'Old Trafford segnato a Buffon. Caratteriale lo slogan di
        Redondo: "Mai dire mai... rossonero per tenacia". Opportunista il messaggio di
        Inzaghi: "Adoro realizzare i loro assist e i nostri sogni". Coriacea la
        testimonianza di Ambrosini: "Una vittoria non mi appaga. Una sconfitta non mi
        ferma... rossonero per dare il massimo". Risolutivo quello di Dida: "Era
        un'occasione unica e io mi sono buttato".
      • Gość: :) Inzaghi pensa al tris di Coppe IP: *.acn.waw.pl 14.07.03, 21:36
        A 5 giorni dal ritiro del Milan, Pippo punta decisamente a Supercoppa di Lega,
        europea e Intercontinentale. "Beckham? Mai parlato male di lui". Riecco Pippo
        Inzaghi, colui che apre e chiude in bellezza. L'attaccante rossonero segnò il
        primo gol ufficiale della scorsa stagione, 1-0 a San Siro contro il Liberec, e
        l'ultimo: il 2-2 in finale di coppa Italia contro la Roma. A cinque giorni dal
        raduno del Milan, si stropiccia ancora gli occhi. "Quelle due notti
        (Manchester e quella di San Siro contro la Roma, ndr), rimarranno indelebili
        nella storia. Ce le stiamo godendo ancora. Anche se, da sabato, torneremo a
        concentrarci sul futuro, su queste tre nuove coppe che ci aspettano e che
        vogliamo fortemente vincere", esordisce Inzaghi.
        Il goleador, insomma, guarda avanti. Chiamiamola fame di gol (da vero
        cannibale) e di nuovi trionfi. Racconta: "Rispetto a un anno fa partiamo con
        una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi. Sono d'accordo con Ancelotti:
        adesso abbiamo più fiducia in noi stessi. Il calendario ci riserva tre grandi
        finali oltre a campionato, Champions e coppa Italia. Tre belle partite contro
        tre grandi avversari. La prima è il 3 agosto. Probabilmente né noi né la Juve
        saremo al meglio, però è anche vero che ci raduniamo negli stessi giorni,
        nello stesso periodo, per cui ci troveremo nella stessa condizione, nello
        stesso stato di forma".
        Sul tema del mercato rossonero Inzaghi ha la sua opinione: "Le altre squadre
        si sono rafforzate, il Milan con due vittorie in tre competizioni aveva
        evidentemente un bisogno di rinforzarsi meno pressante e meno impellente.
        Trovo poi correttissimo da parte della società confermare e dare fiducia ai
        giocatori che hanno vinto. Comunque sia, Cafu è un ottimo acquisto. Se arriva
        Stam siamo contenti, ma anche se non arriva siamo pronti a lottare per
        arrivare in fondo a tutte le competizioni anche nella prossima stagione".
        La chiosa di Pippo è su Beckham: "Proprio oggi ho letto che avrei parlato di
        Beckham facendo degli apprezzamenti negativi nei suoi confronti. Non è
        assolutamente vero, non ho parlato con testate inglesi, né so chi siano i
        giornalisti che firmano e divulgano queste cose. Tutto questo mi ha dato
        fastidio, perché non è mio costume parlare di colleghi che, peraltro, non
        conosco. E soprattutto non ne parlo in malo modo. Mi spiace che sia stato
        riportato in Italia quanto attribuitomi da un giornale inglese che non conosco
        e con cui non ho assolutamente parlato".

      • Gość: :) Kaladze ha in mente lo scudetto IP: *.acn.waw.pl 15.07.03, 22:32
        Il difensore del Milan punta sì alle Supercoppe e all'Intercontinentale, ma in
        testa ai suoi pensieri c'è il campionato, dove i rossoneri "sono stati meno
        bravi". Quella sera all'Old Trafford era il più emozionato. Tensione
        stemperata nella gara. Poi l'esplosione di gioia. Oggi, a quarantotto giorni
        dal trionfo di Manchester, Kakhaber Kaladze guarda al futuro con un nuovo
        entusiasmo e, soprattutto, con un obiettivo ben preciso: puntare allo
        scudetto; fare bene, cioè, dove il Milan è "stato meno bravo". La ricetta è
        semplice: "Adesso sappiamo quanto è bello vincere e per questo desideriamo
        provare ancora quelle emozioni".
        Sabato 19 c'è il raduno e il 3 agosto la Supercoppa italiana contro la
        Juventus a New York. Date molto ravvicinate, con il rischio di una
        preparazione non adeguata all'impegno. Ma il georgiano è rassicurante: "Non
        sarà un problema giocare dopo pochi giorni dall'inizio della stagione. Non
        saranno un problema nemmeno le partite che seguiranno. So che, come me, anche
        tutti gli altri compagni di squadra si stanno già allenando. Non tanto sulla
        corsa, quanto sulla preparazione fisica, a livello muscolare, anche con tanti
        addominali. Non sarà un problema sostenere queste partite anche perché sono
        importanti sia per la società, sia per noi giocatori: le affronteremo subito
        con lo spirito giusto".
        Un sondaggio effettuato tra i tifosi rossoneri rivela che le tre finali che il
        Milan dovrà affrontare da qui a dicembre, hanno una classifica ben precisa. La
        più pericolosa risulta essere quella con la Juventus, seguita dal match con il
        Boca Juniors (Intercontinentale) e da quella con il Porto (Supercoppa
        europea). Il difensore la pensa diversamente: "Credo sia giusto mettere allo
        stesso livello Juventus e Porto. Sono due grandi squadre, che hanno vinto in
        Europa, dove è particolarmente dura. Una ha vinto lo scudetto ed è stata
        finalista in Champions League, l'altra ha conquistato la coppa Uefa. Il Boca,
        sinceramente, lo conosco poco e fa parte di un altro calcio. Lo scopriremo
        piano piano".
      • Gość: :) Ambrosini ha ancora fame IP: *.acn.waw.pl 17.07.03, 20:20
        Il centrocampista del Milan: "Vincere Champions e coppa Italia è stato bello,
        ma non siamo appagati". E sul mercato: "Servono davvero rinforzi?". Le vacanze
        sono finite. Massimo Ambrosini torna abbronzato e sorridente da Formentera,
        dove è stato in barca con la fidanzata e un paio di amici. Sabato il Milan si
        ritroverà a Milanello, con una Champions League e una coppa Italia in
        più. "Non vedo l'ora di ricominciare - dice il centrocampista rossonero sul
        sito della società -, perché ho grandi stimoli. La passata stagione è stata
        bella e importante. Ma non c'è per questo appagamento, abbiamo ancora fame".
        Stesso posto, Milanello, stesso Milan. "Il fatto che i dirigenti abbiano
        deciso di riconfermare il gruppo della scorsa stagione - spiega Ambrosini - è
        un segnale importante che dà continuità alla squadra, un attestato di stima
        che dà fiducia e che sarà utile per la prossima stagione". Ma le altre si sono
        rinforzate, il Milan no. O forse sta aspettando il momento giusto per il
        grande colpo, Stam? Ambrosini non si sbilancia, a lui il Milan va benissimo
        così: "Posso immaginare che per i tifosi la novità di un acquisto possa
        portare un pizzico di entusiasmo in più, ma ne abbiamo veramente bisogno? La
        campagna abbonamenti sta andando benissimo".
        Il segreto del Milan è il gruppo. Ambrosini riparte da lì. "Nella passata
        stagione la squadra è stata brava a comprendere le difficoltà e sopportare a
        turno i momenti difficili in cui magari non si giocava molto. Siamo stati
        bravi a non mettere gli interessi personali davanti al gruppo. Questo è stato
        il segreto dell'anno scorso e questo potrà essere il segreto per i successi
        della prossima stagione". Qualcuno ha obiettato: Milan forte in Champions, ma
        non in campionato. Ambrosini risponde: "In Europa avevamo la consapevolezza di
        essere forti, di poter vincere dovunque e contro chiunque. In campionato
        abbiamo sbagliato l'approccio nel girone di ritorno. In casa con Atalanta,
        Lazio, Chievo abbiamo perso delle buone occasioni. A quel punto forse gli
        obiettivi sono cambiati e abbiamo puntato sul secondo posto".
        Altri sottolineano che con la Juve, a Manchester, il Milan ha vinto solo ai
        rigori... "Per vincere ci vuole sempre un pizzico di fortuna, ma in quella
        partita dal punto di vista del gioco meritavamo noi". Ora si riparte dalla
        Supercoppa Italiana, il 3 agosto a New York e proprio contro la Juventus: "Ci
        sarà una cornice suggestiva, loro saranno spinti dalla voglia di rivincita ma
        noi avremo il desiderio di alzare un'altra coppa, è sempre un'emozione
        incredibile". Di vincere non si è mai stancato nessuno.
        • Gość: viper Bisogna sapersi sacrificare per il gruppo IP: 62.233.150.* 18.07.03, 07:36
          Nella passata stagione il Milan ha conquistato la Champions League e la Coppa
          Italia, due successi importanti ottenuti secondo Massimo Ambrosini soprattutto
          grazie allo spirito di gruppo e al sacrificio: "La vera forza dell'anno scorso
          è stata comprendere le difficoltà e sopportare a turno i momenti più difficili
          in cui magari non si giocava molto. Siamo stati bravi a non mettere gli
          interessi personali davanti al gruppo. Questo è stato il segreto dell'anno
          scorso e spero possa diventare il segreto anche per i successi della prossima
          stagione". Il centrocampista rossonero ha poi analizzato quali sono state le
          differenze del cammino del Milan in Champions League e nel campionato: "Per
          quanto riguarda la competizione europea avevamo la consapevolezza di essere
          forti, di poter vincere dovunque e contro chiunque. Questa non era presunzione
          ma solo fiducia nelle proprie forze". A chi sminuisce il valore della Champions
          League vinta dal Milan a causa del pareggio contro l'Ajax, di quelli nel derby
          e della vittoria ottenuta solo ai rigori contro la Juventus nella finale,
          Ambrosini risponde così: "Per vincere ci vuole sempre un pizzico di fortuna,
          tutte le squadre hanno avuto degli episodi favorevoli e fortunati ma non per
          questo certe vittorie non sono state meritate. Bisogna essere bravi anche a
          cercarsela la fortuna. Nella finale contro la Juventus dal punto di vista del
          gioco la squadra che meritava la vittoria era sicuramente il Milan". La squadra
          rossonera dopo essersi laureata campione d'inverno non è però riuscita a
          conquistare il campionato: "Nel girone di ritorno abbiamo sbagliato l'approccio
          ad alcune partite nei mesi di Marzo e Aprile. In casa con Lazio, Atalanta e
          Chievo abbiamo perso delle buone occasioni, dei pareggi che con un pizzico di
          fortuna potevano tramutarsi in vittorie. A quel punto della stagione forse gli
          obiettivi in campionato sono cambiati e abbiamo puntato inconsciamente al
          secondo posto".
        • Gość: viper C'& egrave; grande entusiasmo IP: 62.233.150.* 18.07.03, 07:38
          Al raduno rossonero mancano meno di 48 ore e Massimo Ambrosini è ormai
          proiettato verso la nuova annata: "La vacanza è stata bella, però sono contento
          di ricominciare perché ho grandi stimoli. La squadra deve ripetere quanto fatto
          nella scorsa stagione, non tanto nei risultati quanto nell'atteggiamento. Siamo
          in tanti nella rosa e per l'allenatore non sarà sempre possibile accontentare
          tutti, però dovremo essere bravi a saper accettare le varie situazioni". Nella
          passata stagione i centrocampisti sono andati poche volte in gol rispetto alle
          aspettative ma per Ambro non è un problema: "Personalmente ci sono andato
          vicino parecchie volte, con più continuità nel gioco magari riuscirò a prendere
          più confidenza con i gol". D'estate non si parla d'altro che di mercato e
          allora anche il centrocampista rossonero ha voluto dire la sua: "Posso
          immaginare che per alcuni tifosi la novità di un acquisto possa portare un
          pizzico di entusiasmo in più, ma ne abbiamo veramente bisogno? I tifosi hanno
          già tanto entusiasmo grazie ai successi che abbiamo ottenuto. La campagna
          abbonamenti per il campionato sta andando benissimo e secondo me è destinata a
          salire vertiginosamente. Noi calciatori del Milan siamo fortunati perché
          possiamo giocare a San Siro davanti a un grande pubblico, è un palcoscenico che
          dà molti stimoli e anche pressioni positive. I nostri tifosi sanno farci
          percepire emozioni particolari che solo noi possiamo vivere". Il primo
          obiettivo rossonero in ordine di tempo sarà la Supercoppa Italiana contro la
          Juventus il prossimo 3 agosto a New York: "Ci sarà una cornice suggestiva, loro
          saranno spinti dalla voglia di rivincita ma noi avremo il desiderio di alzare
          un'altra coppa, perché è sempre una emozione incredibile e poi è bello prendere
          l'abitudine ad alzare le coppe al cielo".
        • Gość: viper CAMPAGNA ABBONAMENTI SERIE A 2003-2004: SUPERATA Q IP: 62.233.150.* 18.07.03, 07:38
          Ecco il dato delle 17 di oggi: vendute altre 525 tessere per il prossimo
          campionato, per un totale di 35.234 pari ad un incasso di 10.157.242,00 euro.

          L'anno scorso, stesso periodo della campagna, il Milan era a quota 25.502 per
          un incasso di 7.043.221,00 euro.

          Per la Champions League 2003-2004 sono stati acquistati dai tifosi 8.835 mini-
          abbonamenti per un totale di 453.838,00 euro.
        • Gość: viper IL CARATTERE DI RIVA IP: 62.233.150.* 18.07.03, 07:39
          Staff tecnico e compagni garantiscono che il prossimo sarà l'anno di Rivaldo.
          Carlo Ancelotti crede fermamente al grande orgoglio del fuoriclasse brasiliano
          intenzionato a mostrare a tutti il suo vero valore, finora emerso troppo a
          intermittenza: "Rivaldo farà vedere di che pasta è fatto. Lo aiuterà il
          carattere: è un tipo orgoglioso che ha voglia di dimostrare il suo talento".
          Leonardo, sempre molto attento a tutto ciò che di verde-oro splende nel Milan,
          è pronto a dare ampie rassicurazioni su di lui: "Ha sofferto appena arrivato al
          Milan, come accadde a Rui Costa. Come Rui nella passata stagione, si rivelerà
          determinante per tutta la squadra".
          Lo stesso Galliani, da settimane non fa altro che ripetere l'assoluta
          incedibilità del campione di Recife, sottolineando il fatto che pur non avendo
          mostrato grande continuità "è stato decisivo in diverse occasioni. È un
          campione di classe purissima, sono convinto che farà bene".
          Ma anche Rivaldo, dal suo ritiro brasiliano, non nasconde le sue
          intenzioni: "Non mi è mai passato per la testa di andare via, voglio vincere
          ancora com'è accaduto nella prima stagione. Sono stato accolto dalla porta
          principale, non mi va di uscire da una secondaria".

          • Gość: :) molto grazie :) IP: *.acn.waw.pl 18.07.03, 23:32
            Molto grazie.
            forum.gazeta.pl/forum/72,2.html?f=31&w=6236746&a=6736797
      • Gość: :) Milan, delirio stile Manchester IP: *.acn.waw.pl 19.07.03, 16:31
        E venne il giorno del Milan. A 52 giorni dal trionfo in Champions League la
        torcida si è trasferita a Milanello. "Siamo noi, siamo noi, i campioni
        dell'Europa siamo noi", urlano i tifosi aggrappati ai cancelli del centro
        sportivo: oggi come all'Old Trafford. La festa continua. Alemeno per i 4000
        supporter che hanno sfidato il caldo (i più coraggiosi fin dalle 10 del
        mattino) per salutare la squadra del cuore. Ora si tratta di capire se la
        continuità sarà il fiore all'occhiello della formazione di Carlo Ancelotti.
        L'unica grande a cui manca lo strillo da copertina; il colpo decisivo. C'è
        Marcos Cafu vicino al tecnico, l'unico guizzo del mercato rossonero.
        Ad aprire le danze è il vicepresidente e amministratore delegato Adriano
        Galliani che inaugura il campionato numero 18 targato Berlusconi: "Nel cuore
        c'è ancora la notte di Manchester e di San Siro con la vittoria della coppa
        Italia", soprattutto, "la stessa voglia di vincere di un anno fa". "L'impegno
        è di ricominciare con la stessa intensità, confermando la squadra campione
        d'Europa - sottolinea -. Abbiamo preso un grande laterale destro come Cafu, un
        tipo che nel passato ci ha creato grandi problemi. Abbiamo riportato a Milano
        il figliol prodigo Borriello che diffido a venire in sede a protestare in
        quanto resterà qui fino al 30 giugno, panchina o no". E il colpo? Galliani
        fissa la rosa a 25 giocatori, ma nella nota consegnata ai giornalisti ne manca
        uno. Non resta che attendere, anche se Pancaro è l'indiziato numero uno.
        Mercato sotto controllo, quindi: una responsabilità che pesa su Ancelotti che
        dovrà inevitabilmente suddividere le forze con un gruppo affiatato, ma più
        vecchio di un anno e affrontare ben sei obiettivi. "Vogliamo essere
        competitivi su tutti i fronti. Lo scorso anno ci siamo andati molto vicini,
        resta il rammarico di avere mollato in campionato. Comunque il ciclo lo
        abbiamo aperto, soprattutto sotto il profilo del gioco e della preparazione.
        Cercheremo di proseguire con questa filosofia".
        E il gap con Juve e Inter sottolineato da molti addetti ai lavori? Impensabile
        che Cafu e Borriello possano colmarlo. Galliani dissente: "Il Milan è la
        squadra che ha vinto di più. Nel nostro palmares abbiamo due ori e un bronzo.
        Siamo migliori". Ancelotti è d'accordo e ritiene Cafu una carta
        vincente: "Migliorerà la qualità a livello offensivo; darà un contributo
        decisivo. In alcun circostanze potremo utilizzare moduli diversi. Ora potrò
        pensare a una difesa a tre, ma servirà molto allenarsi. Capiterà, ma
        raramente. Ora, comunque, dobbiamo ripartire da zero, sarebbe un grande errore
        vivere sugli allori".
        E Stam? Parla Galliani: "Lo abbiamo chiesto alla Lazio, ma ci è stato detto
        che è incedibile. Tutto qui, il discorso è chiuso. Se la società romana
        dovesse fare marcia indietro noi diremo la nostra".
      • Gość: :) Sheva: "Voglio lo scudetto" IP: *.acn.waw.pl 22.07.03, 22:08
        Il rossonero sceglie un obiettivo: "Il campionato. La Champions? Emozione
        unica. Ero in forma, peccato che la stagione sia finita così presto...". C'è
        chi aspetta tutto l'anno per andare in vacanza e godersi qualche giorno di
        meritato riposo. Poi ci sono anche i casi limite: prendete Andriy Shevchenko.
        Il giocatore del Milan non avrebbe voluto andare in ferie. Se fosse dipeso da
        lui dopo la finale di Champions League si sarebbe potuto anche ripartire
        immediatamente con il campionato. Senza le soste che comportano lo "scomodo"
        riposo da trascorrere lontano dai campi di gioco. Può sembrare un paradosso,
        ma è lo stesso ucraino a spiegare i motivi di questa strana filosofia. ""Il
        finale della passata stagione, con i gol in semifinale contro l'Inter e il
        rigore di Manchester sono state emozioni indimenticabili. Mi porto ancora
        dentro la grande gioia della finale di Champions. Mi spiace solo che la
        stagione sia finita troppo presto, ho avuto appena il tempo di recuperare
        dall'infortunio e quando sono arrivato al top della forma si è conclusa. Sì,
        forse era meglio continuare…".
        Battute a parte, Shevchenko appare molto disteso e rilassato. I primi giorni
        di ritiro sono già alle spalle. Quello che invece non tramonterà mai nella
        mente di Andriy sono gli insegnamenti del suo antico maestro Valeriy
        Lobanovski: "Lui mi ha trasmesso i veri valori del calcio, mi ha insegnato a
        non mollare mai e a credere sempre in me stesso; con lui sono diventato uomo e
        ho scoperto quanto vale l'ottimismo nella vita".
        Si parla del Milan. Il leit motiv in casa rossonera è l'importanza del fattore
        gruppo. Anche l'attaccante segue la scia: "Siamo una rosa unita che ha appena
        vinto la Champions e la Coppa Italia, è giusto che la società punti ancora su
        di noi, questo gruppo è ancora in grado di fare bellissime cose". Il rischio
        per Sheva è di adagiarsi sugli allori, un po' quello che è accaduto lo scorso
        anno in campionato.
        A proposito: lo scudetto è il desiderio numero uno per l'attaccante: "Bisogna
        cercare di vincere subito ma sapendo che la stagione è molto lunga e che
        vincere tutto è quasi impossibile. Per questo bisogna stare bene, essere forti
        anche di testa e non mollare mai. Personalmente tengo molto al campionato che
        non ho mai vinto". L'altra "moda" griffata Milan è il prolungamento del
        contratto con firma in bianco (Gattuso e Inzaghi i precursori). Ecco la
        risposta dell'ucraino: "Mi auguro di cuore di restare: dobbiamo ancora parlare
        con la società ma non credo che ci saranno problemi. Il mio desiderio è
        restare qui e ho fiducia nella società".
      • Gość: :) Ancelotti: "Usa sto arrivando" IP: *.acn.waw.pl 27.07.03, 23:22
        E' un ruggito silenzioso quello di Carlo Ancelotti, alla vigilia della
        partenza per gli "States", lungo la strada che porta alla sfida di Supercoppa
        di Lega contro la Juventus (domenica 3 agosto alle 21 ora italiana). Il
        tecnico è sereno secondo costume, molto soddisfatto della condizione dei suoi
        dopo la lunghissima vacanza. "Ero un po' dubbioso su tutti quei giorni di
        ferie - esordisce -. Ma i ragazzi sono stati molto professionali e si sono
        presentati tutti in ottime condizioni fisiche e psicologiche. Per questa
        stagione stiamo sostenendo una preparazione a blocchi".
        Quindi le grandi manovre di avvicinamento al match di New York.
        Spiega: "Dobbiamo cercare di arrivare al 3 di agosto pronti, è una data
        particolare. Vogliamo iniziare subito bene. In fondo ripartiamo con entusiasmo
        e impegno sulla base solida delle due vittorie di fine stagione. Quella con la
        Juve è una partita stimolante, per noi e per loro, ma non sarà una rivincita.
        Per batterli dobbiamo soprattutto scendere in campo con lo spirito giusto".
        Un po' come accadde il 28 maggio a Manchester. Praticamente la quintessenza
        della concentrazione: sguardi tesi sì, ma sicuri; preoccupazione tanta, ma
        anche convinzione dei propri mezzi. E guarda avanti "Carletto", assediato da
        mille impegni, ma con una preferenza. "Abbiamo sei competizioni
        importantissime, ma per me la Champions League resta sempre al primo posto -
        sottolinea - . Non dico per il Milan o per i giocatori, parlo personalmente.
        Le emozioni della Champions sono uniche, basta che tutti ripensiamo a cosa
        abbiamo provato dopo il 28 maggio".
        Sull'atteggiamento tattico da adottare nella lunga stagione, Ancelotti si
        esalta. "Il bello di questa rosa è che offre tante soluzioni - spiega -. Non
        so ancora con che sistema giocheremo, si potrà anche variare a seconda
        dell'avversario. Il 4-4-2 con Serginho, oppure il modulo a una punta, come
        abbiamo fatto la scorsa stagione quando Sheva era infortunato. Vedremo, ma
        intanto credo che la difesa resterà a 4. La cosa più importante però sarà il
        gruppo. Vinceremo solo se resteremo uniti e se tutti si sentiranno coinvolti
        nel progetto. Un progetto in cui crediamo e che vogliamo continuare a
        perseguire".
        Gli ingredienti non mancano. Sentite: "Partiamo dai due nuovi acquisti. Cafu
        ci servirà sulla destra, Pancaro sulla sinistra. Il brasiliano è un ottimo
        giocatore, di grande spinta e ottima resistenza. Ma il prossimo sarà l'anno di
        Rivaldo, io non vedo perchè non dovrebbe essere così. E' un campione che vedo
        allenarsi bene tutti i giorni, affronterà la prossima stagione con la giusta
        motivazione".
      • Gość: :) Dida: "Pronto a parare tutto" IP: *.acn.waw.pl 29.07.03, 17:36
        L'operazione Supercoppa italiana è iniziata. Il Milan è decollato dalla
        Malpensa alla volta di Washington: prima tappa a stelle e strisce prima del
        trasferimento a New York dove, domenica, affronterà al Giants Stadium la
        Juventus. Gruppo quasi compatto (assenti Tomasson e Rivaldo) per tentare
        l'aggancio al primo trofeo in palio della stagione: quello che mette a
        confronto chi ha vinto lo scudetto e chi ha conquistato la coppa Italia.
        Mercoledì 30 il primo assaggio con l'umidità della costa atlantica; un test
        dal colore "blaugrana". Il Milan affronterà infatti il Barcellona in
        amichevole al Robert F. Kennedy della capitale statunitense (ore 20 locali, le
        2 di notte in Italia).
        Carlo Ancelotti la vede così: "Avremo due gare. Una di preparazione contro il
        Barça, in cui cercherò di alternare i giocatori e dare spazio a tutti. L'altra
        sarà una gara ben più importante. Si gioca in un periodo particolare, con poca
        preparazione alle spalle, ma è così sia per noi che per la Juve. In questi
        giorni ci alleneremo bene e cercheremo di presentarci al meglio e nella
        condizione migliore". E se la Supercoppa dovesse decidersi ai rigori come a
        Manchester? "Andrà benissimo anche così - ha sottolineato il tecnico
        rossonero -. Vedremo, intanto di certo posso dire che troveremo una Juventus
        agguerrita che vuole riscattare Manchester".
        E a proposito dai tiri dal dischetto non poteva mancare l'analisi di Nelson
        Dida, l'eroe dell'Old Trafford (ne parò tre): "C'è molta attesa per questa
        partita con la Juve. Si comincerà dal Barcellona, ma sarà solo un test, seppur
        prestigioso. Poi di nuovo i bianconeri: loro sono pericolosi, bravi in difesa
        e in grado di sfruttare il contropiede. Sono giocatori veloci, di classe, ma
        anche noi milanisti abbiamo tante qualità. Il Milan vuole vincere. La
        Supercoppa italiana è importante per noi giocatori e può servire a Paolo
        Maldini anche per cercare di vincere il Pallone d'Oro". Insomma si rinnova la
        sfida Dida-Buffon: "Lui vorrà vincere e anch'io voglio vincere. Se dovessero
        esserci i rigori, sono pronto a parare tutto". Rassicurante.
      • Gość: :) Milan, due sberle dal Barcellona IP: *.acn.waw.pl 31.07.03, 15:28
        Nell'amichevole di Washington, rossoneri castigati dai catalani di Rijkaard:
        in gol la rivelazione Quaresma e Ronaldinho. Non c'è molto di memorabile
        nella "prima" americana del Milan. La squadra di Ancelotti, frenata da una
        condizione ancora precaria e dal fuso orario, subisce il Barcellona e incassa
        un 2-0 che rispecchia in pieno l'andamento del match. Alla fine l'unico
        soddisfatto risulta l'ex milanista Frank Rijkaard che batte il suo amico Carlo
        Ancellotti e scopre quello che sembra destinato a diventare il nuovo Luis
        Figo, il 19enne portoghese Ricardo Quaresma.
        Ancelotti si affida alla formazione annunciata. Dida in porta, Cafu a destra a
        contrastare Overmars, Nesta e Maldini centrali e il povero Kaladze a sinistra
        a subire le sfuriate di Quaresma. Seedorf, Pirlo e Rui Costa trotterellano a
        controcampo e Gattuso deve fare gli straordinari per arginare le discese di
        Ronaldinho e Xavi. In attacco Inzaghi e Shevchenko scalpitano, ma ricevono
        palloni con il contagocce. Il Barça fa subito la partita. Overmars e Quaresma
        cercano spesso l'uno contro uno sulle fasce, Ronaldhino, pur senza macinare
        chilometri, detta i tempi con grande personalità e Saviola prova spesso la
        sponda ma quando affonda mette in difficoltà Nesta e Maldini.
        I catalani passano al 11'. Ronaldinho inventa una verticalizzazione per
        Quaresma che si inserisce centralmente e batte l'incolpevole Dida con una
        pregevole conclusione. Il Milan prova a reagire ma è il Barca a mantenere il
        pallino del gioco. Quaresma si esalta e diventa incontenibile. Duetta già con
        grande feeling con Saviola, punta, spesso con successo, Kaladze ma a volte si
        piace un po' troppo ed esagera con i preziosismi. Il talento comunque non gli
        manca. Come non manca all'attaccante argentino che al 19' fa venire il mal di
        testa a Maldini con una finta da manuale ma non trova la conclusione da
        posizione favorevole. Sheva e Seedorf a metà del primo tempo provano a
        impensierire, senza troppa convinzione, la retroguardia catalana. Il Barça,
        invece, sfiora il raddoppio con Xavi che, liberato dall'ennesima
        intelligentissima sponda di Saviola, sfiora il palo.
        Ancelotti propone il Milan-2 nella ripresa, lasciando in campo il solo
        Shevchenko. Il Barcellona raddoppia al 51' grazie alla deviazione di Roque
        Junior che rende la conclusione di Ronaldhino imparabile per Abbiati. La
        partita cala di tono nell'ultima mezz'ora ma il Milan non alza bandiera
        bianca, andando vicino al gol con Redondo prima e con una splendida rovesciata
        di Brocchi che non trova la rete per il salvataggio sulla linea di Puyol.
        Milan quindi da rivedere, ma gli alibi alla squadra di Carlo Ancelotti di
        certo non mancano.
      • Gość: :) Milan, gregari all'attacco IP: *.acn.waw.pl 02.08.03, 01:28
        Contro il Barcellona sono andati bene i neorossoneri Cafu e Pancaro. Brocchi e
        Borriello le sorprese. Fuori forma i senatori. La preparazione è quella che è.
        I muscoli sono troppo rigidi per regalare emozioni. La prima americana del
        Milan a Washington non è passata alla storia, ma era da preventivare.
        Giustamente Carlo Ancelotti ha minimizzato. C'è da chiedersi però quanto Milan
        ci vorrà per battere la Juventus in Supercoppa domenica al Giants Stadium di
        New York. Anche se il 4-1 subito dai bianconeri dal Manchester United la dice
        lunga sullo stato di salute delle due grandi italiane, al punto da rendere la
        sfida molto equilibrata.
        Dall'amichevole contro i "blaugrana" Ancelotti ha tratto però alcune
        considerazioni positive. Soprattutto dai nuovi arrivati e dai cosiddetti
        gregari. Cafu, schierato nel primo tempo all'RFK, ha dimostrato di essersi
        inserito nel gruppo rossonero, esibendo le sue doti di pendolino, in un testa
        a testa divertente con Overmars. Sempre nei primi 45', i segnali giusti sono
        arrivati da Seedorf, Shevchenko e il solito Gattuso, quasi avessero ancora
        nelle gambe il furore della finale di Champions League.
        Più soddisfacente invece la ripresa dove è sceso in campo il cosiddetto Milan-
        2, senza dubbio più tonico e intraprendente di quello "nobile" del primo
        tempo, schierato con un 4-4-2 rispetto al consueto 4-3-1-2. A salire in
        cattedra sono stati Serginho, Borriello e Brocchi, un cocktail di velocità,
        grinta e sacrificio, all'insegna di alcune occasioni da gol clamorose. Senza
        dimenticare Pancaro, abile sulla sua fascia a limitare le incursioni di
        Quaresma, e Redondo, elegante ed autorevole, senza dubbio più in forma di
        Pirlo.
        Insomma, l'acerbo Milan, così come nella passata stagione, in attesa di
        carburare può contare ancora una volta su una rosa in grado di sopperire alle
        lacune. Contro la Juve, vedremo probabilmente il Milan dell'Old Trafford con
        la variante Cafu. Ma la prestazione del secondo tempo di Washington potrebbe
        far cambiare idea al tecnico rossonero.

      • Gość: :) Costacurta eterno rossonero IP: *.acn.waw.pl 02.08.03, 20:55
        Billy non si arrende alla carta d'identità (37 anni): "Sono qui per giocare,
        c'è carenza di buoni difensori. Legrottaglie è l'eccezione. Stam? Uno normale".
        Ci sono "fenomeni" che durano appena l'arco di una stagione. Altri che
        lasciano il segno su cinque o sei campionati. E poi ci sono le leggende,
        quelli, per usare un paragone ciclistico caro ai francesi, "hors catégories".
        Ecco, Paolo Maldini e Billy Costacurta appartengono di sicuro a quest'ultima
        specie. Praticamente da sempre (19 e 16 anni) i due sono sempre lì, pronti a
        chiudere le falle che si aprono nella retroguardia rossonora. Hanno vinto
        tutto quello che c'era da vincere con la maglia di un club, eppure gli stimoli
        per ricominciare daccapo una nuova e faticosa stagione, sono gli stessi di un
        esordiente. Forse è questo il segreto di una carriera così longeva. O forse è
        l'ambiente Milan che rigenera i giocatori. Dopo Franco Baresi sono sbucati due
        nuovi marziani. Di Maldini si sa tutto. E' il capitano, ma rappresenta anche
        la storia rossonera per via di un cognome importante. Ma anche Billy ha saputo
        ritagliarsi il suo spazio di gloria nel club di via Turati.
        Ogni anno Costacurta deve affrontare lo stesso leit motiv: quando smetti? Una
        domanda legittima vista la carta d'identità (37 anni). La risposta non si fa
        attendere. "Il fatto di terminare la carriera - afferma il giocatore - non è
        solo una questione anagrafica. Sono state le soddisfazioni personali che mi
        hanno convinto a rimanere un altro anno. Soprattutto, sono qui per giocare, ci
        deve essere un rapporto in cui io servo come calciatore, e non solo
        riconoscenza per quello che ho fatto l'anno scorso. Non voglio essere
        considerato una bandiera da ammainare lentamente. Dopo il calcio giocato?
        Voglio fare esperienza all'estero, ma non come calciatore. La mia vita
        professionale si concluderà in Italia".
        A proposito di riconoscenza. Qualcuno potrebbe anche interpretarla male.
        Costacurta mette le cose in chiaro. "La gratitudine fa piacere, ma non è
        necessaria, nel senso che può esserci ma non per forza, soprattutto nel
        lavoro. Albertini ed io abbiamo fatto una scelta. Siccome per noi il rapporto
        di lavoro è sacro, avevamo interpretato alcune cose in un modo che poi non si
        è rivelato tale, ma ripeto, la riconoscenza non è un obbligo e non bisogna
        mischiare amicizia e lavoro." Poi si ritorna a parlare di "concorrenza". Billy
        dà i voti ai colleghi di reparto: "Secondo me c'è una carenza di buoni
        difensori, spesso perchè i giovani non sono all'altezza. Non dico che non ce
        ne sia nessuno, ad esempio la Juve ha fatto un grandissimo colpo con
        Legrottaglie, ma mentre una volta c'era grande abbondanza in difesa e pochi
        attaccanti e centrocampisti, ora c'è la situazione opposta. Stam? Il Milan
        l'ha chiesto e la Lazio per il momento ha detto no. E sinceramente io non so
        se sia così necessario. Stam può dare molto come centrale, e lì siamo coperti
        dai due migliori al mondo, Maldini e Nesta, che secondo me è il vero acquisto
        del Milan negli ultimi anni. Stam è un giocatore che può far fare il salto di
        qualitá se gioca in mezzo, ma come terzino ce ne sono tanti bravi quanto lui".
        Parola di un highlander che non vuole proprio smettere di stupire.

      • Gość: :) Moggi stuzzica il Milan IP: *.acn.waw.pl 06.08.03, 15:28
        "Prendono Kakà? Non mi piace e poi è pericoloso esporlo al pubblico con un
        nome così perché se gioca male... Davids? Nessun caso". Il caso Davids
        continua a tenere banco in casa Juve, ma evidentemente il problema non è poi
        così urgente se Luciano Moggi trova il tempo per stuzzicare il Milan dopo
        averlo battuto nella finale di Supercoppa. "Prendono Kakà? A me non piace, è
        pericoloso esporre un giocatore con un nome così al pubblico, perché se poi
        gioca male... Stam? La Juve è a posto così e poi non credo che il
        biancoceleste andrà via dalla Lazio".
        Ritornando a Davids, di sicurio il centrocampista olandese non ha digerito
        l'esclusione dalla finale di Supercoppa di domenica scorsa e sul volo di
        ritorno da New York il suo era il volto più scuro di tutta la compagnia
        bianconera. Luciano Moggi butta acqua sul fuoco e guarda avanti: "Davids
        domenica non ha giocato per una scelta tecnica, il contratto non c'entra
        nulla. Semplicemente Edgar non è ancora in forma e aveva giocato male una
        partita, come può capitare a tutti in questo periodo di preparazione".
        Ma non c'è dubbio che il contratto fra la Juve e l'olandese, che scadrà il 30
        giugno del prossimo anno, rappresenti un ostacolo nei rapporti fra Davids e il
        club di corso Galileo Ferraris. "Questa mi sembra la legge del calcio odierno -
        spiega il direttore generale della Juve -. Davids potrebbe restare con noi,
        lui stesso mi sembra abbia espresso questo desiderio. Altrimenti a fine anno
        andrà via a parametro zero, e noi troveremo altri giocatori in scadenza di
        contratto. La vita continua". Dal punto di vista tecnico la Juve è comunque
        coperta: "Il sostituto naturale è Appiah - chiarisce ancora Moggi - ma non
        vedo perché si debba star qui a parlare del dopo-Davids, visto che l'olandese
        è con noi".
      • Gość: :) Il Milan gioca la coppia d'assi IP: *.acn.waw.pl 06.08.03, 22:59
        Su Abbiati e Dida, il preparatore Vecchi non ha dubbi: "E' il tandem più
        forte". Intanto Ambrosini promette più gol dal centrocampo. Gettano tutti
        acqua sul fuoco. Non hanno torto. Mettiamola così: la Supercoppa italiana è
        scivolata via dalle mani del Milan per un'inezia, una distrazione. Tutto
        sommato, al Giants Stadium i rossoneri se la sono cavata bene, mostrando a
        tratti buon gioco e una preparazione adeguata. Ma Massimo Ambrosini non l'ha
        mandata giù tanto facilmente.
        "Un po' di amarezza per quello che è successo a New York c'è, il trofeo non
        era importante come la Champions, ma avrebbe comunque arricchito la nostra
        bacheca e il nostro curriculum, per cui la delusione c'è - sostiene il
        rossonero -. Consoliamoci però con il fatto che abbiamo giocato bene e che
        abbiamo creato tanto". Indiscutibile, anche se al gran gioco non corrisponde
        un numero adeguato di gol, soprattutto se a metterla dentro devono essere i
        centrocampisti. Ambrosini, parte integrante di un reparto un po' anemico in
        tema di finalizzazione, fa una grande promessa: "Arriveranno, l'importante è
        provarci e lo stiamo già facendo".
        E guai a criticare Abbiati e Brocchi. Non li toccate; parola di Rino Gattuso.
        A proposito di Abbiati, quest'anno con la maglia numero 77 (l'anno della sua
        nascita; il 18 lo ha passato a Borriello), è intervenuto nella discussione
        anche William Vecchi, il preparatore dei portieri del Milan che ha colto
        l'occasione per esaltare anche Dida, trasformato proprio da Vecchi in titolare
        della squadra, dopo due anni di anonimato o quasi. "Nelson è il titolare della
        nazionale brasiliana, Abbiati è nella rosa della nazionale italiana, a questo
        punto credo non ci siano dubbi sul fatto che la nostra coppia sia la più
        forte. Intanto vorrei ricordare che sui rigori la parata è una eccezione,
        mentre il gol è una regola. A calciare i rigori la Juve è stata brava e non ci
        sono state eccezioni. Tutto qui", ha sottolineato Vecchi.
      • Gość: :) Abbiati sostiene la causa IP: *.acn.waw.pl 07.08.03, 18:31
        E alla fine ha parlato Christian Abbiati. Temi del giorno: l'indissolubile
        amore per il colori rossoneri e la dualità con Dida (molto ben accetta). Quel
        sentirsi "legato a vita" al Milan lo esalta. Protagonista a New York contro la
        Juventus, Abbiati è entrato subito nella mentalità di chi condivide i pali
        senza distruttive rivalità.
        Sentitelo: "Sono molto contento di aver giocato a New York, è un importante
        attestato di stima e fiducia della società nei miei confronti. Del resto io
        spero di giocare tanto quest'anno, anche se sono amico degli altri due
        portieri del Milan (Dida e Fiori, ndr) e pur non avendo certo l'intenzione di
        fare la guerra a nessuno mi giocherò le mie chances. Gli stimoli sono tanti,
        voglio mettere in difficoltà il mister, fare bene tutte le volte che sarò
        chiamato in causa". Christian, in poche parole, dichiara di aver accettato le
        linee guida della società: "Al Milan la politica è di avere due grandi
        portieri: ci tengono sulla corda, a differenza di altre società dove le
        gerarchie sono chiare e stabilite dall'inizio".
        La firma sul contratto fino al 2008 significa, a meno di clamorosi eventi,
        chiudere o quasi la carriera al Milan: "Nel calcio, come nella vita, nessuno
        può conoscere il futuro - afferma saggiamnete -, ma le intenzioni mie e quelle
        della società sono state di legarci a lungo. Dopo l'offerta dell'Arsenal i
        miei procuratori sono andati in sede e trovare l'accordo non è stato
        difficile. Al Milan mi lega un amore grande".
      • Gość: :) Rui Costa "abbraccia" Kak& agrave; IP: *.acn.waw.pl 10.08.03, 21:45
        Il portoghese chiude la porta al Barça e dà il benvenuto al brasiliano. Poi
        spiega il suo obiettivo: "Voglio lo scudetto, in Italia l'ho ancora
        vinto". "Se dovesse arrivare, sarà il benvenuto: è un giovane bravo, molto
        tecnico. Tutti i giocatori che vengono per aiutarci sono i benvenuti. Se Kakà
        giocherà per il Milan faremo in modo di facilitarne l'inserimento e al limite
        aumenterà la competizione interna". Parole di Manuel Rui Costa, il fantasista
        del Milan che commenta l'arrivo del giovane trequartista brasiliano, dato dal
        sito del Milan come "eventuale nuovo acquisto rossonero". Rui Costa comunque
        dice di non sentire il canto delle sirene spagnole. "Rijkaard mi vuole al
        Barcellona? Io - dice il portoghese - sto bene dove sono. Mi piacerebbe
        vincere lo scudetto, visto che da quando sono arrivato in Italia non l'ho mai
        vinto. Ma di certo ciò non significa che non desidero la Champions League: per
        me è stata il massimo". Il prossimo impegno vedrà il Milan ancora avversario
        della Juventus (oltre che dell'Inter) nel Trofeo Tim. "Sembra che la sfida con
        la Juve - afferma Rui Costa - non finisca mai. Ma va bene così, a me piace
        affrontare subito le grandi rivali. È una bella sfida, vogliamo vincere". E
        continuare a vincere sembra il suo unico pensiero. "Come l'anno scorso
        cercherò di dare il massimo. La nostra rosa - dice il fantasista - è ampia e
        ricca di soluzioni e qualità: siamo a tutti a disposizione per il bene di
        questa squadra. Credo che nel corso della stagione ci sarà tanta competizione
        interna, ma il gruppo è unito, speriamo che possa andare come l'anno scorso.
        Quest' anno partiamo con più responsabilità, perché visto quello che abbiamo
        vinto, siamo la squadra da battere".
      • Gość: :) Milan, obiettivo Montecarlo IP: *.acn.waw.pl 11.08.03, 23:25
        Domani sera rossoneri impegnati nel trofeo "Tim" senza Rivaldo e Sheva.
        Ancelotti: "Sono gare da utilizzare in chiave Supercoppa europea". Il
        trofeo "Tim" sta alla Supercoppa come quest'ultima alla Champions League.
        Della serie: inutile parlare di rivincita. Però una sfida Milan-Juventus
        (anche se di 45') è sempre una gara da seguire. Al triangolare di Ancona, poi,
        parteciperá anche l'Inter, rendendo l'appuntamento ancora più interessante.
        Nelle file rossonere ci saranno alcune defezioni importanti: in primis
        Rivaldo, che ancora non è al meglio della condizione fisica. A casa dovrebbero
        restare anche gli acciaccati Shevchenko, Tomasson e Gattuso. Tutti e quattro,
        in ogni caso, potrebbero giocare il 17 agosto nel trofeo "Luigi Berlusconi",
        ancora contro la Juventus. Carlo Ancelotti, però, mette le mani avanti e giura
        che quello di domani sera sará solo un allenamento. "E' meglio giocare partite
        del genere ad agosto - dice il tecnico rossonero - perchè sono più
        attendibili. Ma noi stiamo lavorando per la Supercoppa europea contro il Porto
        (in programma il 29 agosto, ndr), che a breve termine è la gara che ci
        interessa di più. Perciò possiamo permetterci ancora di fare degli esperimenti
        per trovare il migliore assetto tattico". Domani ad Ancona, insomma, ci sará
        spazio per tutti i giocatori disponibili: "Sì, farò un ampio turnover. Nella
        prima partita però posso dire che giocheranno Abbiati in porta; Simic, Roque
        Junior, Maldini e Kaladze in difesa; Redondo e Ambrosini a centrocampo; e
        Seedorf, Rui Costa e Serginho dietro a Inzaghi". A proposito: il Milan fatica
        a fare gol in questo precampionato: "E' solo un caso - puntualizza Ancelotti -
        . Le occasioni le abbiamo avute, sia contro il Barcellona che contro la
        Juventus. Significa che ci siamo, anche se non siamo fortunati in fase
        conclusiva. Un problema gol non è esiste". Le condizioni generali della
        squadra soddisfano il tecnico rossonero. "Naturalmente mi auguro che cresca
        ancora. A livello individuale mi ha sorpreso in positivo Cafu, che veniva da
        una stagione difficile dal punto di vista fisico e che invece ha dimostrato di
        aver risolto tutti i suoi problemi. Fará una grande stagione". Un giudizio,
        infine, sulle avversarie di domani. "Credo che la Juve sia più avanti, anche
        perchè ha cambiato di meno. E poi l'Inter ha parecchie assenze, non sará al
        completo domani sera".
      • Gość: :) Il Milan entra duro su Materazzi IP: *.acn.waw.pl 13.08.03, 23:00
        Il d.g. Braida protesta per il fallo su Inzaghi: "Inqualificabile". L'Inter
        replica: "I due infortunati sono i nostri e Marco ha ricevuto due soli gialli".
        Il trofeo Tim non è ancora finito. O meglio la vittoria è andata all'Inter, ma
        le scintille viste in campo continuano a fare parlare del primo derby della
        stagione (vinto dall'Inter per 1-0). Sotto accusa, da parte rossonera, è un
        intervento di Marco Materazzi ai danni di Pippo Inzaghi, episodio che ha
        scatenato in campo una mini-rissa, subito sedata. A caldo Ancelotti aveva
        commentato sconsolato: "Conosciamo Materazzi, fa sempre così". Oggi è stata la
        volta del d.g. del Milan Ariedo Braida: "L'episodio di Materazzi è
        inqualificabile. Se questo giocatore non prende coscienza della portata di
        questi gesti, non potrá più finire le partite. Gli arbitri non possono non
        accorgersi di questi gesti che fanno male al calcio. Noi accettiamo tutto, i
        risultati, le sconfitte, ma non accettiamo un atteggiamento del genere, di
        sfida, di scontro continuo. Non giova a nessuno, non ce ne sono i motivi. Si
        tratta di scorrettezze reiterate, continue e molto gravi. È arrivato il
        momento di dire basta".
        Sul suo sito, il Milan ricorda poi altri episodi che hanno visto protagonista
        in negativo Materazzi: "Derby di ritorno dello scorso campionato, 12 aprile
        2003: nel primo tempo centrò il costato di Shevchenko, nel secondo tempo a
        gamba tesa ne sfiorò il sopracciglio. Derby di ritorno delle semifinali di
        Champions League, 13 maggio 2003, nel primo tempo Materazzi rifilò un calcio
        allo sterno di Rui Costa mentre il rossonero era a terra, nel secondo tempo
        stesso trattamento al pube di Shevchenko".
        Non si è fatta attendere la replica dell'Inter, che ha sua volta, dalle pagine
        del sito ufficiale, ha richiamato l'attenzione sui due infortuni occorsi a
        Coco e Cordoba, entrambi seguiti ad interventi da parte di avversari. Facile
        per l'Inter imputarne la responsabilità rispettivamente a Nesta e Borriello,
        indicati come responsabili della distorsione al collaterale interno del
        ginocchio sinistro di Coco e della distorsione alla caviglia sinistra del
        colombiano. "I giocatori dell'Inter - prosegue il comunicato nerazzurro - sono
        stati intelligenti e accorti a misurarsi e a vincere una gara sul terreno del
        gioco del calcio. Ci si meraviglia che alla fine di questa gara possano
        emergere delle accuse e appelli agli arbitri, che semmai potevano essere
        ribaltati per un atteggiamento avuto nei quarantacinque minuti , all'uscita
        dal terreno di gioco, e, il giorno dopo, sul sito internet del Milan,
        sorprendenti per una squadra che si fregia del titolo di campione d'Europa".
        Ma la difesa da parte della società nerazzurra non finisce qui. In un secondo
        comunicato infatti viene sottolineato come il giocatore sia stato ammonito
        solo due volte nella scorsa stagione. "L'apparenza televisiva in qualche
        situazione può ingannare. Materazzi ha giocato nella passata stagione 20 gare
        di campionato e 11 di Champions League, collezionando in totale oltre 2500
        minuti. Arbitrato sempre di migliori fischietti in circolazione, Materazzi ha
        meritato soltanto 2 cartellini gialli (Inter-Milan 0-1 in campionato e Ajax-
        Inter 1-2 in Champions League). In pratica un'ammonizione ogni 1250 minuti.
        Materazzi non è certo cambiato, nè i criteri di valutazione degli arbitri
        hanno subito delle variazioni".
        • juve_maciek Re: Il Milan entra duro su Materazzi 13.08.03, 23:29
          przyslij mi swoje posty przetłumaczone na polski mailem. na konto w interii.
          • Gość: :) Re: Il Milan entra duro su Materazzi IP: *.acn.waw.pl 16.08.03, 17:44
            juve_maciek napisał:

            > przyslij mi swoje posty przetłumaczone na polski mailem. na konto w interii.
            Intero se selezionato???
      • Gość: :) Col Milan quasi.... IP: *.acn.waw.pl 16.08.03, 17:41
        Col Milan quasi un'amichevole. Così Lippi introduce il Trofeo Berlusconi di
        domenica. "Tappa verso il campionato, il Milan è una grande squadra". Miccoli
        ci sarà, allenamento con Shumi. "Il Trofeo Berlusconi è una partita come le
        altre, di avvicinamento al campionato. E' però un test importante perché
        quando giocheremo la Champions League non avremo alibi". Alla vigilia del
        terzo Milan-Juventus in due settimane, Marcello Lippi difende l'utilità delle
        sfide tra le grandi del campionato nel periodo di pre-campionato. Vieri aveva
        esplicitamente chiesto di evitare partite così sentite in estate: "Non è mai
        una vera amichevole - aveva detto il bomber nerazzurro alla Gazzetta dello
        Sport - quando si giocano queste partite, che le giocassero i dirigenti in
        estate". Lippi però non è d'accordo: "Sono partite che servono comunque, e poi
        per riempire gli stadi bisogna giocare questo tipo di gare".
        Lippi conta gli uomini che sono arrivati integri dopo la preparazione estiva.
        Ed è un bilancio confortante. "Andiamo bene, fa caldo ma non troppo. In rosa
        sono tutti disponibili tranne Fresi e Legrottaglie. Miccoli si è unito al
        gruppo quindi si può dire che è pienamente recuperato e per domani è a
        disposizione". Che valore ha questo trofeo Berlusconi rispetto agli altri
        trofei estivi? "Lo stesso valore degli altri. Poco più che niente. Una volta
        si diceva che chi vinceva il Berlusconi non vinceva lo scudetto. Ormai,
        invece, non c'è più neppure questa scaramanzia (proprio la Juve ruppe per
        prima la maledizione vincendo il Trofeo e lo scudetto nel 2001). L'unica
        differenza è che non ci saranno mini partite da 45' ma si giocherà una partita
        intera. Quindi sarà più intensa". Non vi pesa giocare sempre col Milan da un
        po' a questa parte? "No, anzi fa piacere sempre rivedere lo staff, il tecnico
        e i giocatori. Poi con loro si vince e si perde, poco importa. Sono una grande
        squadra".
        All'allenamento del mattino la Juve ha avuto un ospite speciale: Michael
        Schumacher. "E' stata una bella esperienza - dice Lippi - ci ha chiesto di
        allenarsi con noi ed abbiamo accettato, ha fatto la partitella assieme a noi,
        ha partecipato al torello. Lui è uno di noi. Fa parte della nostra grande
        famiglia. Gli ho parlato, gli ho spiegato cosa avremmo fatto e lui ha detto
        che andava bene. Io tifo Ferrari perché è un team italiano e poi perché fa
        parte della nostra famiglia".
      • Gość: :) Kak& agrave;, un angelo per il Diavolo IP: *.acn.waw.pl 16.08.03, 17:54
        Nei prossimi giorni il fantasista firmerà per il Milan. La sua immagine di
        bravo ragazzo ha convinto l'Adidas a puntare su di lui. Quasi un personaggio
        da favola. Ricardo Izecson Santos Leite, calcisticamente Kakà, due piedi e un
        sorriso che hanno incantato il Brasile. L'acquisto del Milan è un ragazzo che,
        come il suo quasi coetaneo Diego del Santos, sovverte l'immagine tipica del
        calciatore brasiliano che viene da un'infanzia trascorsa nella favelas e fatta
        soprattutto di povertà. Il nuovo fenomeno del calcio brasiliano, atteso nei
        prossimi giorni a Milano per firmare per la squadra rossonera, proviene invece
        da una famiglia benestante: suo padre è un ingegnere di Brasilia trasferitosi
        a San Paolo per motivi di lavoro.
        Secondo vari sondaggi commissionati all'uopo dalle multinazionali, in patria
        il nuovo astro rossonero, 21 anni compiuti a maggio, è al top: è più amato
        perfino di Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo, grazie alla sua immagine di bravo
        ragazzo e di fidanzato ideale. Per questo l'Adidas, pesantemente su di lui, al
        punto da farne la sua nuova icona, accanto a Beckham, Raul, Del Piero e
        Zidane. Kakà è trequartista e anche attaccante; secondo Ancelotti però è il
        nuovo Cerezo, e forse è solo un omaggio al vecchio compagno di squadra
        romanista dell'attuale tecnico Milan. Ha cominciato a giocare nelle file del
        Sao Paulo quando aveva solo 8 anni; a 18 ha firmato il suo primo contratto da
        professionista per un compenso pari a 500 euro al mese. Per lui fino
        all'inizio dell'anno il Sao Paulo chiedeva 30 milioni di dollari, ora il Milan
        l'ha preso per un terzo.
        Il primo club italiano che si interessò al ragazzo di Brasilia dal sorriso
        irresistibile fu il Brescia: a gennaio 2002 il presidente Gino Corioni venne
        in vacanza in Brasile e ne approfittò per offrire al Sao Paulo dieci milioni
        di dollari. Sognava un'accoppiata Kakà-Baggio, dovette incassare un "no,
        grazie". Al tempo del ritiro mondiale si parlò invece di un interessamento
        della Lazio e il giocatore si disse lusingato. Fu meno contento quando non
        riuscì ad entrare in campo nei minuti di recupero della finale mondiale contro
        la Germania perché Collina fischiò la fine prima che mettesse piede in campo,
        ma si consolò subito inginocchiandosi e pregando, e convincendo con il suo
        esempio i compagni a fare altrettanto.
      • Gość: :) Il Milan brinda con il Porto IP: *.acn.waw.pl 29.08.03, 23:20
        I rossoneri vincono la quarta Supercoppa europea grazie a un gol di Shevchenko
        al 10' del primo tempo. Nella ripresa inutile assalto dei lusitani.
        Nel segno di Shevchenko. A Montecarlo come a Manchester. Il Milan, dopo la
        Champions League si aggiudica la sua quarta Supercoppa europea, figlia
        naturale del trofeo conquistato il 28 maggio. La vince con il minimo sforzo,
        battendo 1-0 il Porto, grazie un gol dell'ucraino nel primo tempo.
        La novità rispetto alla vigilia è Simic al posto di Cafu, ritenuto
        probabilmente più idoneo da Ancelotti a ricoprire il ruolo sulla fascia di
        Alenitchev. Mourinho non cambia di una virgola: 4-4-2 compatto sulle ali di
        Deco, controllato a distanza da Gattuso, mentre Rui Costa fa il portoghese del
        Milan sulla destra. Proprio il 10 rossonero dà un'impronta aggressiva al gioco
        del Milan, prima con un tiro dal limite dopo tre minuti di gioco, quindi
        fornendo l'assist giusto a Shevchenko al 10' per il gol del vantaggio. Milan
        aggressivo si diceva, che sfrutta molto le fasce. Pancaro si fa notare per
        alcune escursioni sulla sinistra, dialogando con Seedorf, mentre Rui sul
        corridoio opposto detta le regole. Il Porto ovviamente non sta a guardare.
        Dopo alcuni attimi di sbandamento e alcune correzioni al volo di Mourinho
        cerca soluzioni vincenti. Deco parte da dietro dialogando spesso con Derlei,
        ma non sembra sufficiente a mettere in crisi la difesa rossonera.
        Milan a sprazzi, che si illumina quando Pirlo accende la lampadina. Le sue
        aperture sono da brividi, oppure quella verticalizzazione al 29' per Sheva,
        praticamente messa sul piede dell'ucraino, altrettanto abile a servire Seedorf
        per un tiro angolato. Milan che quando vuole punge con un gioco di prima
        spettacolare: vedi Inzaghi al tiro dopo uno scambio da favola tra Shevchenko e
        Rui Costa. Ma che alterna attimi di amnesia in un evidente empasse atletico.
        Fortuna del Milan che il Porto non fa faville col suo ossessivo possesso di
        palla (addirittura 62% contro il 38% degli avversari), andando a sbattere sul
        muro rossonero dominato dall'incredibile Maldini, tranne al 38', quando
        Maniche calcia oltre la traversa, l'unico vero tentativo dei lusitani.
        Aspettando Deco, proprio Maniche inaugura la ripresa scheggiando la traversa
        in uno di quei momenti di buio del Milan per poi sfiorare all'11' con un
        esterno destro dal limite. Un buon momento per il Porto che aggredisce e
        rischia di più, ma a cui il Milan risponde sfruttando la forma di Shevchenko.
        Al 13' l'ucraino regala una palla a Inzaghi al bacio: alto di poco. Qualche
        istante prima del cambio McCarthy-Jankauskas nel Porto. Il nuovo entrato cicca
        malamente una palla d'oro davanti a Dida e lancia un segnale chiaro al Milan
        alla ricerca di un rassicurante 2-0 che Rui Costa spreca incredibilmente al
        24'. Con Bosingwa al posto di Costina, il Porto cerca maggiore penetrazione e
        Ancelotti risponde con Ambrosini richiamando Seedorf, appena luccicante come
        Pirlo.
        Il Porto cala, Inzaghi si fa anticipare da Vitor Baia e Rivaldo toglie dai
        giochi Shevchenko, alle prese con un problema all'adduttore destro. L'energia
        agli sgoccioli del Milan è proporzionale alla fame di gol del Porto che sfiora
        a ripetizione il pari. Logica la sostituzione di Rui Costa con Cafu nel finale
        in cui il palla lunga e pedalare dei rossoneri la dice lunga sul crollo dei
        rossoneri che quasi quasi si giocano Dida in uscita disperata su Derlei.
        Barber fischia dopo 3' di recupero. Il Milan aggiunge una perla in bacheca ma
        il Porto esce a testa alta dal Louis II.
        • kataryna.kataryna Re: Il Milan brinda con il Porto 29.08.03, 23:21
          też się cieszę :)
          • Gość: :) Re: Il Milan brinda con il Porto IP: *.acn.waw.pl 29.08.03, 23:22
            kataryna.kataryna napisała:

            > też się cieszę :)
            Molto grazie.
            • kataryna.kataryna Re: Il Milan brinda con il Porto 29.08.03, 23:28
              Gość portalu: :) napisał(a):

              > kataryna.kataryna napisała:
              >
              > > też się cieszę :)
              > Molto grazie.


              Grazie to będzie jak zaczniesz mówić po ludzku :)
              Uparty jesteś jak koziołek, nawet Cię podziwiam, już Ci tyle osób zwolnienie z
              tego zakładu proponowało a Ty trwasz. A za rok będziesz terepeuty potrzebował,
              że nikt Cię nie rozumie, biedaku.
              • Gość: :) Re: Il Milan brinda con il Porto IP: *.acn.waw.pl 30.08.03, 00:00
                Tu sbagliato la bella ragazza chi oggi colosco
                • kataryna.kataryna Re: Il Milan brinda con il Porto 30.08.03, 00:22
                  Gość portalu: :) napisał(a):

                  > Tu sbagliato la bella ragazza chi oggi colosco


                  Sprawdzę w słowniku bo nie wiem czy mnie nie obrażasz :)
                  • juve_maciek Re: Il Milan brinda con il Porto 30.08.03, 00:26
                    Milan to kupy. JUVE !!!
                    • Gość: :) Re: Il Milan brinda con il Porto IP: *.acn.waw.pl 30.08.03, 01:04
                      juve_maciek napisał:

                      > Milan to kupy. JUVE !!!
                      Milan vincere Juve.
                    • Gość: :) Davids riconquister& agrave; Lippi" IP: *.acn.pl / *.acn.pl 11.09.03, 23:41
                      La difesa del suo procuratore il giorno dopo l'espulsione con l'Olanda: "Edgar
                      è un professionista serio". E Trezeguet: "E' un grande giocatore".
                      Tredici minuti d'inferno: se la ricorderà a lungo, Edgar Davids, la trasferta
                      di Praga con la nazionale di Advocaat. Di fronte a Pavel Nedved, il mastino
                      olandese è sceso in campo particolarmente nervoso, tanto che gli sono bastati
                      tredici minuti per spalancare la strada verso la qualificazione europea alla
                      Repubblica Ceca: prima il fallo da rigore (evitabilissimo) su Poborsky, poi i
                      due cartellini gialli sanzionati dall'arbitro portoghese Cardoso che l'hanno
                      costretto sotto la doccia dopo nemmeno un quarto d'ora di partita.
                      La breve apparizione di Praga conferma una volta di più le inquietudini di
                      Davids, che punta comunque a riconquistare lo spazio perso ripartendo dalla
                      Juve: "Edgar è un professionista serio, ama Torino ed è riconoscente verso i
                      tifosi bianconeri - ha commentato intanto il suo procuratore Robert Geerlings
                      che nei giorni scorsi ha incontrato i vertici bianconeri -. Davids è convinto
                      di poter riconquistare la fiducia di Lippi, della squadra e della società. Se
                      poi non si troverà un accordo per il prolungamento del contratto, seppur a
                      malincuore, cambierà aria. Ma spero proprio che possa farlo in serenità, e
                      magari sollevando al cielo la Champions League".
                      E mentre lui, Davids palleggia in allenamento con un giovane Primavera, David
                      Trezeguet scende in campo per lui: "Non capisco perché si metta in discussione
                      uno come lui, è un grande giocatore e lo dimostra la sua carriera". I
                      pettegoli fanno notare che qualche minuto prima, però, l'attaccante bianconero
                      aveva parlato di Appiah e Tacchinardi come i punti di forza del nuovo modulo
                      juventino, dimenticando Davids.
                  • Gość: :) Per l`amor di Dio IP: *.acn.waw.pl 30.08.03, 01:04
                    Per l`amor di Dio.
      • Gość: :) Festival Sheva, il Milan va IP: *.acn.waw.pl 02.09.03, 19:46
        Con una doppietta dell'ucraino e un ottimo Kakà i rossoneri passano ad Ancona
        e tengono il passo delle rivali scudetto. Espulsi Maldini e Bilica.
        Due gol di Shevchenko e il Milan espugna Ancona raggiungendo in vetta le altre
        quattro rivali scudetto. L'ucraino ha aperto le marcature al 30' con una
        punizione su cui non è apparso impeccabile il portiere marchigiano Scarpi e ha
        chiuso il conto al 76' con un rasoterra su assist di Cafu, imbeccato dal
        connazionale Kakà, che all'esordio ha offerto ottime giocate. Espulsi al
        termine di una rissa al 14' del secondo tempo Maldini e Bilica.
        Da Montecarlo ad Ancona Carlo Ancelotti ha cambiato idea. Kakà sì, ma senza
        Rivaldo. Quindi consueto 4-3-1-2, con il giovane brasiliano trequartista alle
        spalle di Shevchenko e Inzaghi. Menichini, evidentemente preoccupato dalla
        quantità e dalla qualità del centrocampo rossonero, schiera in mezzo cinque
        uomini con Carrus a cui viene affidato il compito di contrastare soprattutto
        Pirlo, fonte del gioco rossonero. L'Ancora è generoso all'inizio della gara:
        aggressivo e caparbio, soprattutto nella linea centrale, nel tentativo di non
        far ragionare i rossoneri e impedire loro di far girare la palla. Sembra
        soffrire la squadra di Ancelotti. Ma è questione di poco. I campioni di Europa
        si organizzano e ricamano un gioco ossessivo, ancora alla ricerca, però, della
        fluidità. I marchigiani ce la mettono tutto, ma con un baricentro così
        arretrato quasi mai mettono Hubner nella condizione di far del male. Kakà, il
        sorvegliato speciale, fa il suo dovere. Gioca a testa alta e dà lezione di
        personalità. Ci prova prima con un bel tiro, poi dispensando saggi palloni. Ma
        alla samba prevale il suono della balalajka, perché è il solito Shevchenko a
        metterla dentro con una punizione maligna che Scarpi, piazzato male, tocca
        appena.
        Per pungere il Milan occorre altro, così Menichini nella ripresa accorcia la
        squadra. L'idea funziona, soprattutto nel pressing, ma è ancora poco per
        impensierire la formazione rossonera. Il tecnico inoltre perde Maini; al suo
        posto Bruno. Poi Ganz rileva Hubner, chissà mai che l'ex non faccia il
        miracolo. I toni della festa e del ritmo altissimo vengono rovinati al 13'
        allorché accade di tutto. Maldini e Bilica vengono alle mani dopo un
        contrasto. Collina non ha dubbi: cartellino rosso e fuori tutti e due.
        Cambiano le tattiche in campo. Escono Inzaghi e Pirlo ed entrano Laursen e
        Ambrosini. I nervi si distendono, sale in cattedra Kakà e con lui il Milan che
        brucia l'Ancona in contropiede. L'estro del giovane brasiliano si può
        sintetizzare in occasione del raddoppio di Sheva: stop, controllo, splendida
        apertura per Cafu sulla destra che offre di prima all'ucraino l'assist
        vincente. Può bastare. Ancelotti si stropiccia gli occhi, entra in campo
        esultando, mentre Shevchenko va a rendere gloria a Kakà, il cui nome non
        piacerà a Luciano Moggi, ma che, ne siamo certi, aggiunge ulteriore qualità al
        Milan.
        • Gość: :) Ancelotti: "Bene nel 2° tempo" IP: *.acn.waw.pl 02.09.03, 19:51
          Il tecnico del Milan dopo la vittoria ad Ancona: "Non mi è piaciuto il ritmo
          blando della prima parte". Menichini: "L'1-0 di Shevchenko ci ha stesi".
          Carlo Ancelotti è soddisfatto del 2-0 ad Ancona: "In Milan ha fatto quel che
          doveva fare, controllando la partita. E dopo il gol di Shevchenko ha trovato
          più spazi". Il tecnico è più critico sulla prima parte della partita della
          squadra: "Non mi è piaciuto il ritmo blando del primo tempo. Se già vogliamo
          parlare di perfezione, diciamo che lo siamo stati solo nel secondo tempo.
          Shevchenko? E' in un ottimo momento di forma, e è un giocatore molto
          importante per noi".
          Anche l'ucraino è molto soddisfatto: "Sono contento - ha detto l'attaccante -
          Non tanto per le mie reti, ma soprattutto perché fanno bene alla squadra, che
          ha potuto così cominciare il campionato con una vittoria". Alessandro Nesta
          invece ha difeso il compagno di reparto Paolo Maldini, che in occasione dell'
          espulsione "ha reagito a un intervento scorretto. Comnque è stato un buon
          Ancona, ma la nostra vittoria è meritatissima".
          Dello stesso avviso l'allenatore dei biancorossi, Leonardo Menichini
          all'esordio su una panchina di serie A: "La squadra ha risposto bene, era ben
          messa in campo e si è battuta alla pari contro il Milan, fino al gol di
          Shevchenko, che è stato per noi la svolta negativa". Ottimista anche l'ex
          Maurizio Ganz: "E' l'Ancona combattivo di questo match che deve scendere
          sempre in campo. Dovevamo fare una grande partita contro una grande squadra e
          la partita è stato equilibrata per quasi tutto il primo tempo, poi il colpo di
          Sheva ci ha penalizzato".
      • Gość: :) Rivaldo: "Milan scelta giusta" IP: *.acn.waw.pl 05.09.03, 19:56
        Il brasiliano nega di voler lasciare Milano e pensa solo a conquistare una
        maglia da titolare: "Amo questa città, sento il calore dei tifosi". Dal ritiro
        della nazionale brasiliana, impegnata domani in Colombia per le qualificazioni
        ai Mondiali del 2006, ieri era filtrata una voce allarmante: Rivaldo stanco di
        Ancelotti e di sedersi sulla panchina del Milan, pronto a lasciare il club
        rossonero. L'indiscrezione era stata riportata dal quotidiano
        carioca "Estadao", che aveva raccolto le impressioni del giocatore dopo una
        stagione non proprio da protagonista a San Siro.
        Per evitare qualsiasi equivoco, Rivaldo si è sentito subito in dovere di
        chiarire quanto affermato alla stampa del suo paese e ha negato fermamente di
        voler cambiare squadra. "Non vedo ragioni per andarmene adesso, oggi Milano è
        la mia casa e mi sento felice lì - è il pensiero del brasiliano -. Voglio
        sottolineare ancora una volta che io amo questa cittá e che i tifosi mi
        vogliono bene. Dio ha dato a noi brasiliani non solo la capacitá di giocare al
        calcio, ma anche un grande cuore e io ho bisogno di sentire il calore dei
        tifosi, un calore che sento a Milano".
        Rimpianti per aver lasciato Barcellona? Nemmeno per sogno, almeno a sentire
        lui: "Accettare l'offerta dei rossoneri è stata una scelta giusta, anche
        perché abbiamo vinto la Champions League e la Coppa Italia", riflette Rivaldo,
        che poi racconta il suo addio ai blaugrana: "Certo, è stato un grosso shock
        per me lasciare la Catalogna. Improvvisamente convocarono una riunione e Van
        Gaal lesse la lista dei giocatori che dovevano andarsene: io ero su
        quell'elenco e non me lo aspettavo. Barcellona era la mia casa e io amavo
        profondamente quella cittá e quella gente".
        L'attaccante della Seleçao non nega, comunque, di attraversare un periodo
        difficile: "Ovviamente non sono contento di non giocare spesso, ma non mi
        deprimo per questo; arriverá il mio momento e spero che arrivi presto". Il
        problema, forse, è la sua scarsa conoscenza del calcio italiano: "Il Milan
        gioca un calcio molto diverso da quello del
        Barcellona e lo scorso anno sono stato anche condizionato da qualche
        infortunio. Siamo un grande club e lotteremo anche quest'anno per
        titoli importanti, è molto difficile cambiare la squadra titolare o il modo di
        giocare". La sostanza è che Rivaldo non se ne va ed è pronto a dare grattacapi
        ad Ancelotti. Non troverete un solo allenatore, comunque, che non vorrebbe
        avere simili problemi d'abbondanza.
        • marcin_76 Re: Rivaldo: 'Milan scelta giusta' 06.09.03, 01:08
          Rivaldo powinien grać i basta!!!
          • Gość: :) Passo citato. Non basta IP: *.acn.waw.pl 09.09.03, 00:35
            Per l`amor di Dio. Molto grazie.
      • Gość: :) Volare con Inzaghi IP: *.acn.waw.pl 09.09.03, 00:33
        Con una tripletta di Pippo e un rigore trasformato da Del Piero l'Italia batte
        4-0 il Galles. Ora l'Europeo è a un passo. Missione compiuta grazie a super
        Inzaghi. A furia di spallate (quattro pali e un salvataggio sulla linea)
        l'Italia abbatte il muro gallese, vendica il 2-1 subito all'andata, ma
        soprattutto diventa padrona del proprio destino nella corsa a Euro 2004. Il 4-
        0 firmato dal bomber del Milan (tripletta, raggiunto Vieri a quota 18 gol in
        azzurro, ciliegina di Del Piero su rigore) dopo un'ora ad alta tensione
        significa qualificazione certa in caso di vittorie su Serbia-Montenegro
        (mercoledì a Belgrado) e Azerbaigian (a Reggio Calabria l'11 ottobre). E' la
        settima vittoria consecutiva dell'Italia di Trapattoni. L'uomo che oggi ha
        vinto più che mai con le sue scelte.
        Orfano di Totti, il Trap rinuncia al 4-2-3-1 che gli aveva portato sei
        vittorie consecutive nel 2003 per un apparente 4-4-2, nel senso che a sinistra
        i meccanismi tra Zambrotta e Del Piero sono talmente oliati che spesso
        quest'ultimo parte da sinistra, ma si accentra, con il compagno juventino che
        sale a centrocampo e la difesa che passa a tre. Hughes perde all'ultimo
        momento Melville e ridisegna il suo 4-3-2-1 con Davies terzino destro,
        Pembridge libero aggiunto davanti alla difesa, Savage (un nome un programma,
        sembra cercare la rissa a ogni contrasto) e Koumas ai suoi fianchi. Bellamy e
        Giggs, entrambi velocissimi, partono larghi a supporto di Hartson, una boa non
        solo tatticamente.
        L'Italia inizia a mille, tanto che tra le due squadre sembrano esserci due
        giri di pista. Gli azzurri sono subito sbilanciati a sinistra, nel senso che
        mentre dall'altra parte balbettano Panucci (che all'inizio fa di tutto perché
        Giggs arrotondi il suo bottino personale con Buffon) e Camoranesi, sulla
        corsia mancina Zambrotta è in forma imbarazzante - Davies lo vede solo
        sfrecciare - e Del Piero non gli è da meno. Corre infatti come si chiede a un
        esterno, ma trova anche la lucidità per innescare ora Inzaghi con palle basse
        e centrali ora Vieri, più per via aerea. Hughes, anche perché ha due risultati
        su tre a disposizione, chiede ai suoi marcature praticamente a uomo, con
        Davies che aspetta Del Piero, i centrali Delaney e Page che si scambiano
        Inzaghi e Vieri e capitan Speed su Camoranesi. Sono poi scintille in mezzo tra
        C. Zanetti e Savage, Perrotta e Koumas.
        La mossa gallese paga, perché dopo un ottimo quarto d'ora (squadra corta,
        palla che corre ancor prima delle gambe) gli azzurri si perdono un po' e
        iniziano a fare il gioco degli avversari, con lanci lunghi su cui vanno a
        nozze i giganteschi centrali difensivi. I rossi prendono coraggio e pungono in
        contropiede con Bellamy e il solito Giggs. Ma è soprattutto Hartson che
        utilizzando con maestria chili, centimetri e gomiti tiene palla e fa salire i
        compagni. Complice anche una rissa innescata dall'antisportività dei gallesi
        che non fermano il gioco con Nesta dolorante a terra, l'Italia alla mezzora si
        scuote. Inzaghi va a cercare fortuna a destra, entra nel match e serve ottimi
        palloni (che sia il dieci che porta sulle spalle?) a Vieri. Il forcing azzurro
        di fine tempo culmina nei doppi legni colpiti da Del Piero e Perrotta.
        La ripresa inizia con gli stessi uomini e la stessa Italia che carica a testa
        bassa. Abbandonato il fioretto di Stoccarda (di Totti ce n'è uno), gli azzurri
        vanno all'assalto del fortino di Hughes lancia in resta. Zanetti colpisce il
        terzo palo. Il segnale che l'avversario è alle corde. Sul quarto legno (Vieri,
        su sponda aerea di Del Piero, da Camoranesi) Inzaghi trova la chiave giusta e
        rivolta la gara come un guanto. Una volta che a forza di bussare i gallesi
        aprono la porta, si lasciano infatti depredare di tutto il mobilio. Razziano
        ancora il milanista e Del Piero, che su rigore chiude il conto sull'ennesima
        incursione di un commovente Zambrotta. L'unico del tridente a non portare via
        nulla da casa Galles è Vieri, che finisce comunque col ridersela quando
        inciampa da solo in area con la porta spalancata.

    Nie masz jeszcze konta? Zarejestruj się


    Nakarm Pajacyka