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Smierc tlumacza w Iraku

IP: *.dialup.sprint-canada.net 20.09.03, 03:54
Wydaje sie ,ze tlumacze sa bardziej narazeni na smierc ,niz zolnierze
ktorejkolwiek armmii w Iraku .Zginelo tych tlumaczy juz kilkunastu .
Wczoraj amerykanski zolnierz na punkcie kontroli miedzy miastami spanikowal i
zaczal strzelac do samochodu , w ktorym jechal wloski ambasador i jego
tlumacz .Tenze tlumacz zginal na miejscu , ambasador jest jeszcze w szoku i
nie ma tlumacza . Podaje za wloskim dziennikiem www.repubblica.it




L'incidente sulla strada tra Mosul e Tikrit, città natale di Saddam:
l'ambasciatore è rimasto illeso, ma il suo interprete è stato ucciso
Fuoco amico colpisce auto
del diplomatico italiano Cordone
Si consegna agli americani l'ex ministro della Difesa


L'ambasciatore italiano
in Iraq Pietro Cordone

MOSUL - Fuoco amico sull'ambasciatore italiano in Iraq Pietro Cordone: l'auto
su cui viaggiava il diplomatico è stata colpita per errore da un soldato
americano a un posto di blocco sulla strada tra Mosul e Tikrit. Cordone è
rimasto illeso mentre è morto l'interprete iracheno con cui il diplomatico
viaggiava.

L'incidente in cui è rimasto coinvolto Cordone risale a ieri pomeriggio. A
quanto si apprende, mentre l'auto sulla quale viaggiava Cordone era nelle
vicinanze del posto di blocco, è partito un colpo di arma da fuoco, in
circostanze non ancora del tutto chiarite, che ha ucciso l'interprete che si
trovava con il diplomatico italiano.
Le autorità civili americane hanno espresso, al più alto livello, il loro
rincrescimento per l'accaduto.

Noto arabista ed esperto in affari mediorientali, l'ambasciatore Pietro
Cordone ha l'incarico
di consigliere per gli affari culturali presso il governo provvisorio
iracheno - composto da 14 funzionari, 13 dei quali statunitensi - nominato
dalle forze della coalizione per ricostituire l'infrastruttura statale
dell'Iraq e ripristinare il patrimonio culturale e archeologico danneggiato
dai saccheggi seguiti alla caduta di Saddam.

Intanto l'ex ministro della Difesa iracheno Sultan Hashim Ahmed si è arreso
stamane alle forze americane. A darne notizia è stato Dawood Bagistani, un
operatore umanitario iracheno che ha svolto le funzioni di mediatore tra gli
alleati e lo stesso Ahmed. Stamane l'ex ministro è stato preso in consegna
coi suoi familiari da militari statunitesi nella loro abitazuone di Mosul,
400 chilometri a nord della capitale dell'Iraq. "Penso che adesso sia in
viaggio per Baghdad", ha dichiarato il mediatore puntualizzando che "con gli
americani ho messo in chiaro che noi non siamo informatori, e che non abbiamo
venduto loro Sultan Hashim, il quale merita apprezzamento e rispetto".
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Qualche giorno fa fonti americane avevano riferito che gli Stati Uniti
avevano offerto all'ex responsabile della Difesa una via d'uscita. Il
generale americano David Petraeus - secondo le fonti - aveva scritto all'ex
ministro in fuga impegnandosi a trattarlo "con dignità e rispetto". Erano
stati i famigliari dell'ex ministro e i capi tribali di Mosul, la città
natale di Hashim Ahmed, a chiedere agli Usa di togliere l'ex ministro dalla
lista dei 55 super-ricercati, non avendo egli commesso crimini di guerra.

Con l'ex ministro della Difesa del raìs cade un'altra carta dal mazzo dei
gerarchi del vecchio regime ricercati dalle forze anglo-americane.
Nell'elenco dei super-latitanti Ahmed era il numero 27, contrassegnato
dall'otto di cuori.


(19 settembre 2003)

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