Gość: :) Stratosferico Milan IP: *.neoplus.adsl.tpnet.pl 24.03.04, 16:24 Nell'andata dei quarti di Champions, i rossoneri prima incassano il gol di Pandiani poi si scatenano. Due gol di Kakà, uno di Shevchenko e Pirlo: 4-1 al Deportivo. "Let's get together", avanti insieme in Champions League. Lo striscione della curva rossonera è l'icona di questo Milan. La costruzione del 4-1 sul Deportivo è da antologia. Prima i rossoneri subiscono il gol di Pandiani, poi in un crescendo emozionante abbattono i galiziani. Kakà firma con un capolavoro alla fine dei primi 45 minuti. Quindi i primi 9 minuti della ripresa che il Depor farà fatica a dimenticare: prima Shevchenko, ancora Kakà e infine Pirlo. Tutte opere d'arte. COSI' IN CAMPO - Con Dida fra i pali, recuperato dopo la botta subita contro il Parma, Carlo Ancelotti si affida al suo undici perfetto, ma con un Nesta in meno. La variante di Javier Irureta riguarda la difesa con Capdevila preferito a Manuel Pablo. Disposizioni variabili in campo: da una parte il solido 4-3-1-2 rossonero, dall'altro il 4-2-3-1 del Depor dal sapore iberico. LA SFIDA - Squadra aggressiva quella galiziana, consapevole che a nulla serve mantenere un atteggiamento compassato. Cosciente soprattutto che fra andata e ritorno non c'è differenza, avendo contro un Milan che fuori casa non si concede pause. Il Depor saggia subito le qualità dei campioni d'Europa. A cominciare da un delizioso guizzo di Kakà e un'apertura di Pirlo da applausi. Gli spagnoli giocano come sanno. Meticolosa teoria di passaggi e scatti improvvisi e la capacità di sfruttare gli spazi e le indecisioni. Proprio come a Torino con la Juve. Come quelli che la difesa del Milan gli regala in occasione del gol di Pandiani: indisturbato, prego si accomodi, colpo di testa e gol da due passi. Una rete pesantissima, che fa un male immenso. Sì, gioca proprio bene l'undici di La Coruña. Tutto di prima e a memoria. Come Ancelotti aveva dichiarato alla vigilia. Il Milan impiega qualche minuto a smaltire la sbornia, Kakà un po' meno, quando a un metro da Molina manda fuori. Tocca a Seedorf qualche istante dopo mandare a lato dalla sua posizione preferita. Forse conviene tirare da lontano. Mica semplice riorganizzarsi. Manca solo la convinzione. Sheva prima e Inzaghi poi si impappinano in zona-gol. Quando Luque tira fuori di poco, dopo un'assatanata azione personale di Valeron, è facile intuire che sarà davvero dura. Cresce il Milan e finalmente regala spettacolo con una manovra di accerchiamento che porta due volte Kakà vicino al pareggio, imitato da Inzaghi che deve fare i conti con le ginocchia di Molina. Dal canto suo i galiziani si difendono perfettamente e innescano il contropiede dove Valeron è il protagonista assoluto. Ancelotti ci pensa su e affida al ringhio di Gattuso la marcatura del centrocampista, abile nell'infilarsi in corridoi impensabili e servire in mezzo. Il Depor assorbe, ribatte, mastica e digerisce, ma quando Kakà decide di mettere la firma, cede. La rete del brasiliano è bellissima: assist di Cafu dalla destra, stop e destro al volo dell'ex paulista dove Molina non può arrivare. Samba. Ritmo mantenuto negli spogliatoi. Scatta la ripresa ed è subito Sheva. Azione ubriacante quella dell'ucraino, abile nel destreggiarsi nei piccoli spazi: tunnel ad Andrade, Naybet bevuto d'un sorso e angolino sinistro. E' un Milan fantastico, inarrestabile e insaziabile. Kakà si ripete con una delizia delle sue, tiro nell'angolino sempre sinistro, Pirlo mette la semifinale in cassaforte con una punizione che Molina sfiora appena. Al Depor non resta che tentare la via di un gol pesante, ma è il Milan a esagerare. Basterebbe solo citare un assolo di uno straordinario Pirlo che recupera palla nella sua area, macina il campo con tocchi di classe e serve Inzaghi che di testa impegna Molina. Ce la mettono tutta i galiziani. Irureta mette Fran al posto di Ducher: più incisività e qualche preoccupazione per Dida, soprattutto quando Pandiani cerca la conclusione di testa, ma troppo centrale. Fuochi di paglia, mentre Serginho prende il posto di Pancaro. Entrano anche Manuel Pablo e Tristan, fuori Sergio e Luque, mentre Ancelotti toglie Inzaghi e Sheva per Ambrosini e Tomasson. Azioni diversive verso la semifinale. Olè e ola. Ma come non applaudire lo striscione dei tifosi spagnoli: "No al terrorismo". Chapeau. Odpowiedz Link Zgłoś
Gość: :) Sheva riacciuffa il Chievo IP: *.oaza-dd.com 28.03.04, 21:24 Incredibile a San Siro: il Milan pareggia 2-2 con i gialloblu recuperando dal 2- 0. Nel primo tempo Sculli e Perrotta; Pirlo accorcia all'80', l'ucraino al 97'! . Roba da infarto al Meazza: il Milan pareggia 2-2 con il Chievo dopo avere inseguito i veronesi per l'intera gara. Splendida la prestazione della squadra di Del Neri che nel primo tempo va in gol con Sculli e Perrotta. Ma nella ripresa, al 35', Pirlo accorcia e al 52' Shevchenko firma il 2-2. Poteva essere una breccia aperta nel campionato, invece i rossoneri, poco lucidi, stanchi e fumosi, richiudono il buco, anche se la Juve guadagna due punti. Ma è una giornata tutto sommato positiva grazie alla concomitante e clamorosa sconfitta interna della Roma che scivola a -11, con un derby da giocare. LE SQUADRE IN CAMPO - Basta con le esasperazioni del turnover. Al limite una piccola variante, anche se chiamarla piccola è eccessivo. In attacco, con Inzaghi, c'è infatti Tomasson, mentre Shevchenko si accomoda in panchina al fianco di Rui Costa, per la sesta volta consecutiva spettatore a bordo campo. Luigi Del Neri conferma il suo gruppo e, soprattutto, la sua idea di calcio: 4- 4-2, nessun timore, pressing sugli avversari e gioco sulle fasce. L'ordine è: imbrigliate Pirlo, chiudete gli spazi a Pippo e Tomasson e aggredite. LA SFIDA - Infatti il Chievo gioca alto per inibire il modulo del Milan. Pressione sistematica su Pirlo, Perrotta e Baronio in raddoppio sui portatori di palla rossoneri Seedorf e Kakà, così il Milan fatica a inventare. E' questa la chiave della partita gialloblu. Insomma, il Chievo tarpa le ali per poi ripartire velocemente e ferire. L'errore del Milan, a parte la giornata no di Seedorf e gli errori elementari a centrocampo, è di tenere troppo la palla perdendosi in inutili fraseggi su cui irrompe puntualmente il Chievo. Il gol del vantaggio di Sculli né è l'esempio. Contropiede veloce di Luciano che crossa dalla sinistra, Cossato fa velo, Maldini abbocca e Sculli infila al volo alla sinistra di Dida. Un gol bellissimo, nella sua fattura. Sul fronte opposto non c'è da rallegrarsi. La staticità di Tomasson e Inzaghi è evidente, anche perché francobollati con razionalità. Se poi Superpippo fallisce gol a lui molto familiari, dribbling sul portiere e tiro alto, allora si capisce che qualcosa proprio non va. Appena Del Neri si accorge che Luciano inizia a tentennare a sinistra inverte i ruoli sulle fasce spostandolo a destra al posto di Semioli. Un'idea perfetta perché dalla destra nasce il raddoppio: Luciano lancia Perrotta che si beve Maldini e batte Dida per la seconda volta. Un 2-0 ineccepibile che mostra i limiti difensivi ultimamente sottolineati dai rossoneri. Nella ripresa il Milan riparte da Rui Costa e Shevchenko che prendono il posto di Seedorf e Tomasson. Due cambi perfetti che però non modificano la sostanza. Anche se il Chievo arretra il suo baricentro, non molla le redini in difesa, pronta a ribattere ogni tentativo rossonero. Le intenzioni sono le stesse: infilare i rossoneri in contropiede, sfruttando gli spazi. La stanchezza obbliga poi Del Neri a togliere Luciano per Malagò che potrebbe chiudere la partita, mentre Ambrosini prende il posto di Gattuso. Rui e Sheva portano qualcosa di nuovo, ma a mancare sono gli affondi di Kakà e la poca concentrazione che porta Inzaghi a fallire di nuovo una buona occasione. Al 35', in pieno forcing rossonero, Pirlo inventa un capolavoro con un tiro da trenta metri e nel concitato finale arriva il colpo di testa di Sheva: è il 97', un sibilo che trafigge Marchegiani fuori dai pali. Una dimostrazione che dell'ucraino non si può fare a meno. E' proprio il suo anno; è proprio l'anno del Milan. Odpowiedz Link Zgłoś
Gość: :) Sheva riacciuffa il Chievo IP: *.oaza-dd.com 28.03.04, 21:24 Incredibile a San Siro: il Milan pareggia 2-2 con i gialloblu recuperando dal 2- 0. Nel primo tempo Sculli e Perrotta; Pirlo accorcia all'80', l'ucraino al 97'! . Roba da infarto al Meazza: il Milan pareggia 2-2 con il Chievo dopo avere inseguito i veronesi per l'intera gara. Splendida la prestazione della squadra di Del Neri che nel primo tempo va in gol con Sculli e Perrotta. Ma nella ripresa, al 35', Pirlo accorcia e al 52' Shevchenko firma il 2-2. Poteva essere una breccia aperta nel campionato, invece i rossoneri, poco lucidi, stanchi e fumosi, richiudono il buco, anche se la Juve guadagna due punti. Ma è una giornata tutto sommato positiva grazie alla concomitante e clamorosa sconfitta interna della Roma che scivola a -11, con un derby da giocare. LE SQUADRE IN CAMPO - Basta con le esasperazioni del turnover. Al limite una piccola variante, anche se chiamarla piccola è eccessivo. In attacco, con Inzaghi, c'è infatti Tomasson, mentre Shevchenko si accomoda in panchina al fianco di Rui Costa, per la sesta volta consecutiva spettatore a bordo campo. Luigi Del Neri conferma il suo gruppo e, soprattutto, la sua idea di calcio: 4- 4-2, nessun timore, pressing sugli avversari e gioco sulle fasce. L'ordine è: imbrigliate Pirlo, chiudete gli spazi a Pippo e Tomasson e aggredite. LA SFIDA - Infatti il Chievo gioca alto per inibire il modulo del Milan. Pressione sistematica su Pirlo, Perrotta e Baronio in raddoppio sui portatori di palla rossoneri Seedorf e Kakà, così il Milan fatica a inventare. E' questa la chiave della partita gialloblu. Insomma, il Chievo tarpa le ali per poi ripartire velocemente e ferire. L'errore del Milan, a parte la giornata no di Seedorf e gli errori elementari a centrocampo, è di tenere troppo la palla perdendosi in inutili fraseggi su cui irrompe puntualmente il Chievo. Il gol del vantaggio di Sculli né è l'esempio. Contropiede veloce di Luciano che crossa dalla sinistra, Cossato fa velo, Maldini abbocca e Sculli infila al volo alla sinistra di Dida. Un gol bellissimo, nella sua fattura. Sul fronte opposto non c'è da rallegrarsi. La staticità di Tomasson e Inzaghi è evidente, anche perché francobollati con razionalità. Se poi Superpippo fallisce gol a lui molto familiari, dribbling sul portiere e tiro alto, allora si capisce che qualcosa proprio non va. Appena Del Neri si accorge che Luciano inizia a tentennare a sinistra inverte i ruoli sulle fasce spostandolo a destra al posto di Semioli. Un'idea perfetta perché dalla destra nasce il raddoppio: Luciano lancia Perrotta che si beve Maldini e batte Dida per la seconda volta. Un 2-0 ineccepibile che mostra i limiti difensivi ultimamente sottolineati dai rossoneri. Nella ripresa il Milan riparte da Rui Costa e Shevchenko che prendono il posto di Seedorf e Tomasson. Due cambi perfetti che però non modificano la sostanza. Anche se il Chievo arretra il suo baricentro, non molla le redini in difesa, pronta a ribattere ogni tentativo rossonero. Le intenzioni sono le stesse: infilare i rossoneri in contropiede, sfruttando gli spazi. La stanchezza obbliga poi Del Neri a togliere Luciano per Malagò che potrebbe chiudere la partita, mentre Ambrosini prende il posto di Gattuso. Rui e Sheva portano qualcosa di nuovo, ma a mancare sono gli affondi di Kakà e la poca concentrazione che porta Inzaghi a fallire di nuovo una buona occasione. Al 35', in pieno forcing rossonero, Pirlo inventa un capolavoro con un tiro da trenta metri e nel concitato finale arriva il colpo di testa di Sheva: è il 97', un sibilo che trafigge Marchegiani fuori dai pali. Una dimostrazione che dell'ucraino non si può fare a meno. E' proprio il suo anno; è proprio l'anno del Milan. Odpowiedz Link Zgłoś
Gość: :) Milan, ecco il piano scudetto IP: *.oaza-dd.com 01.04.04, 15:44 A 7 giornate dal termine, i rossoneri possono gestire il vantaggio su Juve e Roma. L'obiettivo è arrivare allo scontro con i giallorossi con il titolo già vinto. Forse è giunto il momento di fare un po' di calcoli. Il Milan, 68 punti, a 630 minuti dalla fine del campionato, può contare su un cospicuo vantaggio sulle inseguitrici. Nove le lunghezze dalla Juventus, 11 quelle dalla Roma, senza però dimenticare che i giallorossi potrebbero accorciare vincendo il derby contro la Lazio, in programma il 14 aprile (ore 17). Gufano la Signora e la squadra di Capello. Gianluigi Buffon esalta i rossoneri e afferma. "Non prendiamoci in giro, il Milan lo scudetto lo ha già vinto". Idem i giocatori della Capitale. Paolo Maldini e Alessandro Costacurta, che di scudetti ne hanno vinti abbastanza e conoscono a perfezione le insidie della serie A, frenano. Zittiscono gli ottimisti di natura: lo scudetto si vince solo quando lo dirà l'aritmetica. Domenica trasferta a Modena, quindi l'Empoli in casa, poi doppia trasferta: a Siena e a Udine. A seguire il super macht di San Siro contro la Roma. Infine la Reggina a Reggio Calabria e il Brescia in casa. L'obiettivo primario, con i venti di Champions che tirano, è di arrivare allo scontro con Totti e compagni con un vantaggio tale da giocare con il diciassettesimo scudetto già cucito sulla maglia all'insegna dei più clamorosi record. Il pallino, in ogni caso, è solo nelle mani del Milan, nel senso che solo il Milan a questo punto può perdere il campionato. Servirà una concentrazione assoluta soprattutto da qui alla Roma, dovendo i rossoneri disputare tre partite di fila contro chi lotta per non retrocedere. Occhio poi all'Udinese, l'unica squadra, cioè, che ha sconfitto i rossoneri. Bisognerà poi vedere cosa saranno in grado di fare Juve e Roma che già nel prossimo turno dovranno rispettivamente vedersela fuori casa con Inter e Lecce. Con il dente avvelenato dei nerazzurri, che all'andata diedero una lezione di calcio ai bianconeri e che lottano per il quarto posto. Con il furore dei salentini che devono fare punti per allontanare lo spettro della retrocessione. Tornando ai campioni d'Europa, i rossoneri a Modena dovranno cancellare i dubbi sulla tenuta in campo, apparsa affannosa domenica contro il Chievo. A Milanello affermano che tutto procede bene, che la squadra fisicamente c'è. Sarà il Braglia l'ago della bilancia. Conviene quindi affidarsi alle parole del preparatore atletico del Milan, Daniele Tognaccini, per nulla preoccupato per il mezzo passo falso di domenica scorso. "Dal punto di vista atletico tutto lo staff è tranquillo, perché la squadra sta bene e l'ha dimostrato in ogni partita da gennaio ad oggi - ha dichiarato -. Penso che il Milan abbia buone risorse per proseguire alla grande fino alla fine. Forse potevamo temere un calo a gennaio o febbraio quando i carichi di lavoro obiettivamente sono stati molto pesanti e il gruppo ha svolto un grosso lavoro. Domenica in effetti c'è stato un calo generale, difficile da spiegare. Non siamo stati brillanti come sempre, ma non si è trattato di resistenza, visto come abbiamo ribaltato il risultato. Bisogna dare i giusti meriti al Chievo: la loro tattica non ci facilitava". Odpowiedz Link Zgłoś
Gość: :) Milan a pezzi IP: *.oaza-dd.com 08.04.04, 15:53 Quattro a zero. E’ passata la notte e ancora non ci credo. Fossi milanista, piangerei sino a Pasqua. Le pene del Real Madrid, la mortificazione dell’Arsenal, la scomparsa del Manchester, l’ecatombe di stelle che ha esaltato, sbeffeggiato e rimpicciolito questa pazza edizione della Champion League non hanno insegnato nulla. Le sole esperienze che contano nella vita sono quelle che bruciano sulla propria pelle. E da ieri sera la pelle del Milan è rovente come in un rogo, il cuore dei milanisti è sotto terra, nella storia di uno dei più grandi club del mondo entra una pagina nera, di ubriacatura, di avvilimento. Da 4-1 a 0-4. Ma sì, è roba di pallone, i drammi sono altri, ma ogni tanto anche per il pallone è giusto piangere. M’inteneriscono i tifosi assai più degli onnipotenti delle alte sfere che dettano la legge e le formazioni. L’incredibile, ammesso che nel calcio esista, si è verificato nel giro di quaranta minuti. Il più entusiasmante Milan dell’anno, quello che nella ripresa aveva seppellito di gol e di bellezza il Deportivo a San Siro, è stato cancellato, travolto, rovesciato. Come se non fosse mai esistito. La squadra più affascinante dell’annata europea si è umiliata da sé con errori infantili: da Maldini a Dida, sino a Nesta. Roba da incubo, per gente di quel calibro. E l’Europa della gloria e dei tanti quattrini è svanita in questo clima di totale oscuramento. Pensate, che beffa: il cammino verso la finale era stato ripulito degli ostacoli più grandi. Dilagava lo slogan: Milan, ora tocca a te, avanza da solo, sei il nostro Schumacher del calcio. Penso alla tanta gente rossonera che cercava sino a ieri Gelsenkirchen nella carta d’Europa e preparava la spedizione per la sfida di maggio. Meglio il Chelsea o il Monaco? Oddio che mazzata, che avvilimento. Il calcio, lo sappiamo, è capace di tutto. Ma qui, caro Milan, al di là del destino, deve esserci qualcosa di mostruosamente sbagliato: nelle menti, prima che nelle gambe, negli schemi, nella tattica. In un clima di delirio generale il Deportivo ha impostato la sua avventura su un calcio che definirei primordiale, fondato su uno spirito di combattimento dentro e fuori le regole. Il Milan lo ha subìto, in un crescendo di perplessità che è diventata passività ed è poi sconfinata nelle più atroce delle paure. Ieri sera persino Gattuso sembrava un agnellino al cospetto degli invasati lottatori ispirati da Irureta. Gol di Pandiani, gol di Valeron, gol di Luque. In quale anfratto dell’inferno sei finito, caro Milan? Il primo tempo si chiude e uno pensa: ora gli spagnoli scoppiano, ora il Milan comincia veramente a essere Milan. Ma per noi non era notte da eroi. O meglio: gli eroi stavano tutti dall’altra parte. Quando ho visto quel «pacchetto rossonero» al centro del campo impegnato in una sorta di giuramento, ho avuto un doppio pensiero: quello di una rimonta ancora possibile, ma anche quello di una vistosa recitazione volta a nascondere la grande paura. Se il primo tempo del Milan è stato un incubo, la ripresa è scivolata via nella pena. Il Deportivo non aveva la stessa grinta feroce, ma paradossalmente giocava meglio. E se il Milan del primo tempo aveva costruito almeno tre palle da gol, quello della ripresa è naufragato nell’inettitudine. Gli bastava segnare un gol per riportare il mondo dalla parte giusta. E invece il gol lo ha incassato. Unico brivido per gli spagnoli, un tiro di Rui Costa, che il portiere Molina ha cacciato fuori dall’angolo alto. Era l’ultimo gemito. Abbiamo sfiorato i supplementari. Che misera fine, dopo tanto trionfalismo. Anche noi siamo mortificati per aver visto naufragare nel nulla campioni celebrati su queste pagine, come l’eterno Maldini, il fuoriclasse Pirlo, l’indemoniato Seedord. Persino l’angelo Kaka era senza ali. La botta è micidiale. E adesso bisognerà vedere cosa significa questo trauma cerebrale per il campionato del Milan. E se la notte della paura si proietterà su quella che sembrerebbe una passerella finale verso lo scudetto. I punti di vantaggio sono tanti, ma dopo quanto è avvenuto ieri sera, non esistono più le passerelle: sono scomparse, seppellite come il Milan di La Coruña. L’ultimo brandello della nostra Europa è nella mani dell’Inter. Che il cielo di Marsiglia la protegga stasera. Odpowiedz Link Zgłoś
Gość: :) Milan due, la Reggina si salva IP: *.oaza-dd.com 11.05.04, 14:56 In un Granillo rutilante la Reggina conquista la sua vittoria più bella battendo un Milan svogliato, con le bollicine di champagne nella testa. Ma, soprattutto, conquista la salvezza con una giornata d'anticipo. Gli eroi si chiamano Di Michele e Cozza, firmatari dei due gol. Il primo segna dopo soli otto minuti con una girata brasiliana da cineteca; il capitano amaranto infila Abbiati con un potente rigore. Nella ripresa spazio a Sheva che blinda la sua posizione di leader nella classifica dei cannonieri con un delizioso colpo di testa. Praticamente una pagina scontata. Da una parte una Reggina al gran completo, dall'altra un Milan infarcito di riserve. Amaranto decisi a prendersi i tre punti in velocità, rossoneri blandi, cullati dal caldo sole dello Stretto. Ancelotti schiera in campo ben sette riserve (chiamiamole così), con Abbiati in porta, Simic e Kaladze laterali di difesa, poi un centrocampo inedito con Brocchi, Redondo, Ambrosini e Serginho e la coppia d'attacco Tomasson-Sheva. La vera variante, in verità, la regala come sempre il pubblico reggino, diplomatico e abile nel rendere omaggio ai neocampioni d'Italia. Quindi un copione scontato: Milan compassato e Reggina votata al pressing e alle azioni in velocità, contro una difesa rossonera spesso impreparata a reggerne l'urto. Nasce così il bellissimo vantaggio di Di Michele e il rigore, fallo di mano di Maldini, trasformato da Cozza. Nella ripresa il Milan avanza il suo baricentro, spinge un po' di più e accorcia con Sheva, gol numero 23 in campionato e 90 da quando è al Milan, proprio come Marco Van Basten. Un gol che coincide con un calo dei calabresi che si chiudono intimoriti nella loro trequarti, pressati da un Milan che non concede più nulla, per di più con la qualità di Seedorf subentrato a Brocchi. Camolese, preoccupato, toglie Stellone per Paredes, passando a un 5-4-1. I campioni d'Italia, pur dimezzati, dimostrano, insomma, che quando vogliono giocare non ce n'è più per nessuno. Ma, con una buona dose di altruismo, non affondano come saprebbero. Finisce fra applausi e delirio. Bellissimi quelli per Paolo Maldini, salutato da tutto il Granillo che lo rivuole in nazionale. Odpowiedz Link Zgłoś