• Gość: :) Trento, storico primato IP: *.aster.pl / *.acn.pl 27.10.03, 15:40
      La giornata sarà ricordata per la vittoria di Piacenza su Treviso, anche se la
      suggestione più grande alla fine resta quella di Trento che sabato aveva vinto
      l'anticipo a Gioia del Colle e che, con la sconfitta di Perugia a Cuneo e il
      successo solo al tiebreak di Padova con Ferrara, per la prima volta nella sua
      storia è prima in classifica da sola.
      Piacenza-Treviso 3-1 (27-29, 25-14, 25-20, 25-15)
      (ma.po.) Con il miglior Osvaldo Hernandez della stagione (27 punti) la
      CoprAsystel di Julio Velasco si prende la prima grande soddisfazione dell'anno
      con un 3-1 al Sisley Treviso freschissimo vincitore della Supercoppa italiana.
      Con una grande prova di squadra, Piacenza ha ceduto il primo set condotto a
      lungo e poi ha scatenato la forza del suo attacco. Niente da fare per Treviso,
      che nel quarto set ha perso per infortunio anche il libero Alessandro Farina.
      Primo set: il Sisley comincia in scioltezza, concedendo solo qualche errore in
      battuta. Piacenza sta lì, recupera con Rosalba il break di due punti e
      accelera con le battute vincenti di Osvaldo che spingono il CoprAsystel 13-9,
      poi Marshall e il muro di Botti su Tencati valgono il 16-11. Treviso non ci
      sta e gli errori dei cubani riportano sotto il Sisley, un muro stellare di Fei
      su Osvaldo vale il 20 pari. Piacenza non sfrutta 4 set point, un muro di
      Vermiglio su Osvaldo chiude il primo per Treviso: 29-27. Secondo set: Nikola
      Grbic comincia a servire Gardini, la CoprAsystel vola 11-6, prima che 3 errori
      di Marshall (sostituito da Zlatanov) rilancino Treviso. Qui è il Sisley a
      perdersi in tanti errori (10 in questo set) e un muro di Osvaldo su Papi vale
      il 25-14 per i padroni di casa.
      Terzo set: il Sisley parte bene, con un 3-0 tutto a cura di Cisolla, il
      migliore di Treviso in attacco. Piacenza non ci sta e arma Osvaldo, il
      festival di Hernandez porta Piacenza sul 16-11. Un Dineikin ritrovato riporta
      sotto Treviso (15-17), i centrali di Piacenza (Botti e Gardini) fermano la
      rincorsa, con Rosalba protagonista del 25-20 sotto gli occhi del c.t. azzurro
      Montali. Quarto set: l’inizio di Piacenza è da Manuale, Botti e Gardini
      insuperabili a muro, Osvaldo a martellare la ricezione di Treviso, che va
      sotto 2-8 al primo time out tecnico. In un recupero si infortuna anche Farina,
      Osvaldo e Zlatanov diventano imprendibili ed è festa per gli oltre duemila di
      Piacenza.
      Cuneo-Perugia 3-0 (25-20, 31-29, 25-20)
      (c.g) In tre set, Perugia spegne le sue amibizioni a Cuneo. La
      squadra di De Giorgi, applaudito al suo rientro in quello che è stato
      per anni il suo palasport, sciupa clamorosamente l’occcasione di
      pareggiare. Conduce il 2° set con 4-5 punti di
      vantaggio, si lascia riacciuffare nel finale e cade sul muro di
      Sottile a Cuminetti. Determinante l’inserimento di Andrae su Antiga,
      vittima di una lieve distorsione alla caviglia destra sul 13-17 di
      questo set. Decisiva l’esplosione di Moro, l’opposto 21enne (l'anno scorso
      giocava in B-1, a Busca) che ha sostituito molto bene Wijsmans, e che quasi da
      solo risolve il set centrale, l’unico veramente combattuto del match, con 5
      dei suoi 6 punti (e un muro). Partita male, Perugia ha concluso peggio,
      vittima di una Noicom che ha voluto rapidamente cancellare la dèbacle di
      Parma. Bravo Sottile nel guidare i suoi compagni, tra i quali si è rivisto un
      Giba molto vicino a quello vero e un Gravina nuovamente pimpamte a muro: 5
      suoi sugli 11 di Cuneo.
      Modena-Trieste 3-1 (25-9, 25-17, 28-30. 25-14)
      Nemmeno nei tempi cupi del dopo-svendita, anno di disgrazia 1990, quando il
      compianto Peppino Panini cedette in un colpo solo Lucchetta, Cantagalli, Vullo
      e Bernardi, Modena si era trovata a giocare una sfida per evitare l'ultimo
      posto solitario. Mai nella sua storia si era abbassata tanto, la Juventus del
      volley. Mai era stata dove si è trovata oggi pomeriggio, in fondo alla
      classifica con tre soli punti, una condizione condivisa con l' avversario
      atteso per l'occasione nel suo Palapanini, il Trieste che era pure senza
      Cuturic e soprattuto senza il suo front-man, Granvorka. Anche la truppa di
      Lorenzetti era un bel po' rimaneggiata, senza Dante e Cantagalli, con la
      diagonale di banda composta da Felipe e Cernic. Eppure aveva una priorità,
      quella di far vedere chiaramente di non avere nulla a che fare con il Trieste.
      Ben sapendo che l'unico modo per riuscirci era travolgere i malcapitati
      giuliani. Detto, fatto. Primo set e un terribile 25-9. Quindi ancora furore
      agonistico nel secondo set, vinto dai gialloblù emiliani per 25-17. Finalmente
      equilibrio nel terzo set, con un lungo e avvincente testa a testa finale: la
      Kerakoll ha avuto a lungo il pallino del match ball nelle mani, fino al
      ribaltamento della situazione e al 30-28 dei giuliani. Quindi tutto è tornato
      nella normalità: 25-14 Modena e 3-1. Da rimarcare l'88% in attacco con 5 muri
      di Andrea Giani.
      Macerata-Latina 3-0 (25-16, 25-20, 27-25)
      Anche Macerata, come Cuneo, avrebbe dovuto essere senza il suo bombardiere
      principale, Ivan Miljkovic. E sarebbe bastata la sua assenza per rendere molto
      più equilibrata, almeno sulla carta, la contesa con il Latina a caccia di un
      grande risultato che potesse servire da carburante per l'agognata risalita tra
      le grandi. Invece Miljkovic ha giocato, e bene (17 punti e 59% in attacco in
      tre set), coadiuvato benissimo da un Nalbert strepitoso e da un ottimo Geric,
      tonico ex di turno. Dennis non è stato da meno per Latina (62%, 19 punti),
      così come l'ottimo Gustavo al centro. Ma non sono bastati, nemmeno nel terzo
      set in cui a lungo i pontini hanno sperato di riaprire il match.
      Padova-Ferrara 3-2 (19-25, 21-25, 25-18, 25-19, 15-12)
      Due partite in una. la prima vinta da Ferrara, nettamente. la seconda portata
      via da Padova che dal terzo parzale in avanti si è ricordata di essere in
      testa alla classifica ed è tornata a giocare abbastanza bene da raddrizzare il
      tutto. Abbastanza per prendersi i due punti della vittori l tie break, che non
      sono comunque sufficienti per restare in testa alla classifica. Dove ora
      veleggia Trento, solitaria.

      Giocate sabato
      Montichiari-Parma 1-3 (23-25, 29-27, 25-27, 20-25)
      Gioia del Colle-Trento 1-3 (20-25, 18-25, 26-24, 17-25)
    • Gość: :) Le tre di testa avanti compatte IP: *.aster.pl / *.acn.pl 01.11.03, 23:56
      Ultimo turno del massimo campionato prima della pausa per la coppa del Mondo
      che si disputerà in Giappone dal 16 al 30 novembre.
      CoprAsystel Piacenza-Unimade Parma 3-0 (25-18, 25-13, 25-20)
      I padroni di casa, con Grbic in regia migliore in campo e con una gran difesa
      di Vergnaghi, non sbagliano nulla e non lasciano scampo agli ospiti,
      decisamente sottotono, compreso Omrcen che era reduce dai 33 punti
      dell'infrasettimanale.
      Edilbasso Padova-Sisley Treviso 3-2 (23-25, 26-24, 23-25, 25-20, 15-13)
      (c.g.) Finisce col batticuore il derby veneto. Per l’infortunio alla caviglia
      sinistra, che ha tolto di mezzo Fei sul 22-18 del quarto set (addio Giappone)
      e sul servizio al fulmicotone che un redivivo Meszaros ha stampato su Casòli,
      sostituto dell’infortunato Farina. Vince Padova al tie-break una sfida
      drammatica, che l’ha visto partire male nei due set perduti, il primo e il
      terzo. Grande Simeonov (6 ace!), ma anche l’ungherese, specialmente dopo il
      rientro di Coscione, che ha migliorato la distribuzione. Treviso, partita
      bene, si è spenta gradualmente, vittima del peggior Dineikin da quando gioca
      in maglia Sisley, per due set ben sostitutio da un ottimo Decio. Cisolla,
      falloso al servizio (7 fuori), non è bastato e Papi dopo due ottimi set è
      sparito.
      Lube Macerata-Telephonica Gioia del Colle 3-0 (25-18, 25-20, 25-17)
      Terza vittoria consecutiva senza perdere set per i marchigiani che pur non
      entusiasmando sfrutta i troppi errori, specie offensivi, degli avversari pr
      mantenere la testa della classifica. Macerata, pur soffrendo all'inizio dei
      primi due parziali, si è affidata soprattutto al muro e all'eccellente serata
      di Nalbert e Miljkovic.
      Trieste-Rpa Perugia 0-3 (23-25, 23-25, 17-25)
      Tutto facile per gli umbri che si sono dimostrati superiori in tutte le fasi
      del gioco. Più costanti in difesa, più pericolosi in attacco dove Gorsen,
      Cuminetti e Lebel hanno fatto la differenza. Ai giuliani non è bastato il
      cambio in regia con Momic a sostituire uno spento Cavaliere.
      Bossini Montichiari-Icom Latina 3-1 (23-25, 25-21, 33-31, 25-23)
      I pontini sprecano il vantaggio di un set e un 19-12 nella terza frazione
      crollando alla disranza dopo non essere riusciti a trasformare 5 set point. I
      lombardi ahnnno avuto un ottima prova di Saraceni e Mauricio mentre tra gli
      ospiti si è distinto Gustavo.
      Noicom Cuneo-Itas Trentino 0-3 (21-25, 21-25, 17-25)
      (m.s.) Trento passa a Cuneo, con autorità, giocando una partita eccezionale in
      tutti i fondamentali. Con Bernardi ritrovato titolare che forse non sarà
      ancora ai suoi livelli migliori in attacco ma che ha il grande merito di dare
      equilibrio al complesso e di rendere la squadra pressoché senza punti deboli.
      Ne beneficiano gli altri martelli, sempilcemente strepitosi: 80 per cento
      Sartoretti, 87 Chulepov (con il 61 in ricezione). Con tanti complimenti a
      Tofoli. La Noicom che ritrovava titolare a sorpresa Wijsmans non è mai
      riuscita a lottare fino in fondo in nessuno dei tre parziali.

      • Gość: :) Modena, il peggio (e) passato IP: *.aster.pl / *.acn.pl 02.11.03, 22:53
        Modena ha vinto. E già così, con i tempi che corrono attorno al Palapanini, è
        una notizia. Per rendersene conto: quello giocato e vinto oggi dai gialloblù
        emiliani contro Ferrara era il posticipo della nona giornata. E ci arrivavano
        forti - si fa per dire - di due successi, a fronte di sei sconfitte. In
        pratica fin qui avevano avuto ragione solo di Padova, alla prima giornata, e
        del derelitto Trieste, neopromossa che è l'unica ad aver fatto peggio della
        Kerakoll.
        Certamente anche Ferrara non è che sia reduce da un gran bel periodo. E' vero
        che nell'infrasettimanale aveva battuto Cuneo, ma a quella partita era
        arrivata da cinque sconfitte consecutive. Insomma era un derby emiliano che
        somigliava molto ad uno spareggio per evitare la depressione. Derby che per
        Modena era cominciato col rischio di trasformarsi nell'ennesima, amarissima,
        debacle. Perché dopo aver condotto anche con un certo margine nel corso di
        tutto il primo set, alla fine, in volata, quel parziale lo ha ceduto: 26-28.
        Ma a quel punto è arrivata la bella reazione della Kerakoll. Che alla fine ha
        tirato un sospiro di sollievo. Secondo e terzo set d'autorità: 25-20, 25-21.
        Quindi un paio di break attorno alla metà del quarto parziale: 16-14 prima,
        addirittura 20-17 poi. Lì Ferrara ha piazzato l'ultimo, estremo, tentativo di
        strappare almeno il tie break che avrebbe quantomeno significato un prezioso
        punticino. Ed è arrivata al 23-22. Ma alla fine ha chiuso Modena, 25-23 e 3-1.
        Per la Kerakoll da segnalare la gran partita di Dante: 16 punti, 74% in
        attacco, 81% i ricezione. Oltre ai 22 punti di Iakovlev (3 muri) e i 15 di
        Cernic. Zanini ha preferito Loglisci al centro per Sborgia, è riuscito a
        schierare Janic, ed ha avuto 19 punti da Nummerdor.
        Con questo successo la Kerakoll abbandona il penultimo posto e aggancia la
        stessa Ferrara (oltre a Latina) alla 12ª piazza. Un primo passo nella risalita
        verso lidi più consoni alla tradizione modenese.
        Kerakoll-Estense 3-1 (26-28, 25-20, 25-21, 25-22)
        KERAKOLL MODENA: Dante 16, Cozzi 13, Ball 1, Cernic 16, Giani 9,
        Iakovlev 22; Pippi (L), Giombini 1, Gelli, n.e. Felipe, Mescoli e Cantagalli;
        all.:Lorenzetti.
        ESTENSE 4 TORRI FERRARA: Loglisci 9, Bonifante 4, Janic 11, Rodrigao 4,
        Gavotto 17, Nummerdor 19; Grappa (L), Batez 2, Desiderio, Ferrioli, n.e.
        Zappaterra, De Togni e Ricci Petitoni; all. Zanini. ARBITRI: Mastrodonato-
        Gabrielli
        NOTE: Spettatori 2.304 per un incasso di 18.000 euro circa, Durata set
        28' 23' 24' 25' per un totale di 100'; Kerakoll: B.S. 14 ? Vinc. 2, Muri 10,
        2ª L. 14, E.P. 9; Ferrara :B.S. 15 - Vinc. 1, Muro 10, 2ª L. 11, E.P.
        9).
    • Gość: :) Bella Italia, stesa la Sud Corea IP: *.aster.pl / *.acn.pl 02.11.03, 22:57
      Aveva proprio ragione Marco Bonitta quando dopo la facilissima partita contro
      l'Egitto aveva detto: "E' difficile da spiegare, ma ho la netta sensazione che
      siamo sulla strada giusta. Lo spirito è quello buono, quello che ci può
      portare lontano". Due gare vinte in un torneo che dura 15 giorni, con altre 9
      partite da giocare, sono certamente un campione ancora piccolo, ma la prova di
      forza mostrata nel match con la Sud Corea, certo contribuisce a mantenere alto
      il morale della squadra italiana. Una vittoria senza ma e senza se: l'Italia
      non ha lasciato nulla al caso e ha messo sotto le asiatiche fin dal principio,
      rendendo impossibile qualsiasi rimonta. Mai, in nessuno dei tre set, le
      coreane sono state nel match, basti dire che in tutta la gara il c.t. italiano
      ha chiamato un solo timeout a metà della terza frazione. Eccellente la prova
      di Nadia Centoni e Simona Gioli, ma tutta la squadra ha giocato su altissimi
      livelli.
      Bonitta porta qualche ritocco alla squadra rispetto al sestetto che aveva
      iniziato contro l'Egitto: con Leggeri e Mifkova in campo al posto di Rinieri e
      Barazza. Le azzurre ingranano subito la marcia giusta e per la Corea non c'è
      scampo. Il tecnico asiatico Kim, come già contro gli Stati Uniti, nella prima
      giornata, cambia formazione, ma il risultato resta invariato.
      La storia del match non muta neppure nella seconda frazione: un'ottima
      distribuzione di Lo Bianco consente alle attaccanti azzurre di trovarsi spesso
      con il muro a uno, il servizio delle ragazze di Bonitta fa il resto, assieme a
      qualche difesa spettacolare della Cardullo.
      Così fin dalle prime battute fra le due squadre si scava un solco che le
      asiatiche non riescono più a colmare, anche perché l'Italia non concede nulla.
      Fa due a zero. Stessa musica anche nella terza frazione: la Nazionale mantiene
      alto il ritmo della partita, asfissia le fonti di gioco coreane, mette
      pressione alla squadra avversaria fin dall'inizio del set e così il parziale
      finisce ben presto nella cassaforte azzurra. Poi con lucidità le campionesse
      del mondo gestiscono la frazione e la seconda preziosa vittoria in due giorni.
      Lunedì, ancora alle 7 del mattino nel nostro Paese, ci sono gli Stati Uniti
      (che domenica hanno travolto l'Argentina 3-0 e sono anch'essi a 4 punti) nella
      riedizione della finale di Berlino del Mondiale 2002: s'annuncia un'altra
      battaglia.
      Italia-Sud Corea 3-0 (25-14, 25-19, 25-17)
      ITALIA: Leggeri 8, Centoni 21, Piccinini 13, Gioli 14, Lo Bianco, Mifkova 9;
      Cardullo (L), Sangiuliano. N.e. Fiorin, Paggi, Rinieri, Barazza. All. Bonitta.
      SUD COREA: Chang 5, Yang 2, Park 4, Jung 3, Choi 5, Kang; Koo (L), Lim 11,
      S.N. Kim, H.S. Kim 5. N.e. Nam, Lee. All. Cheol Kim.
      ARBITRI: De Souza (Bra) e Sokullu (Tur).
      NOTE - Spettatori 6549. Durata set: 18', 24', 21', totale: 63'.
      Italia: battute sbagliate 7, vincenti 4, muri 6, 2ª linea 5, errori 15;
      Sud Corea: battute sbagliate 3, vincenti 0, muri 6, 2ª linea 0, errori 10.
    • Gość: :) L'Italia si scioglie con gli Usa IP: *.aster.pl / *.acn.pl 03.11.03, 15:41
      Alla prima vera difficoltà l'Italia affonda in coppa del Mondo, lasciando gli
      Stati Uniti al comando della classifica. Di fatto la gara delle azzurre si è
      fermata a metà del primo set, quando si sono trovate in vantaggio 16-12 con la
      possibilità di arrivare a 17-12. Sbagliata quell'occasione, poi non c'è stato
      più nulla da fare e tutto il match è diventato un gigantesco inseguimento alle
      americane che hanno pienamente meritato la vittoria.
      Ancora un cambio per Bonitta in avvio: torna in campo Barazza e va in panchina
      Leggeri. Proprio la neo centrale di Bergamo propizia il break d'avvio delle
      azzurre firmando 4 dei primi 8 punti. Ma gli Usa - che schierano l'occhialuta
      Phipps fin dall'inizio - non stanno a guardare e con le battute di Tom tengono
      in apprensione la ricezione azzurra. L'Italia è comunque ancora davanti al
      secondo time out tecnico (16-12), ma proprio qui si blocca e con la An Mow in
      battuta gli Stati Uniti volano 16-17. Con una grande Phipps (7 punti) le
      americane non si fanno scappare il set.
      Gli Usa partono bene anche nel secondo parziale: 8-5, grazie all'ex reggiana
      Haneef. Un punto più tardi entra Rinieri per Mifkova, ma le Usa restano
      davanti: 16-12. Le azzurre si rimettono in corsa, ma il muro-difesa delle
      americane non concede nulla, mentre l'Italia - nei primi due set - ne realizza
      uno solo. Troppo poco per sperare di vincere.
      Avvio disastroso nel terzo parziale per le azzurre: 4-0. Ma l'Italia si
      rimette in corsa, appesa alle bordate dei suoi martelli (ancora una buona
      prova della Centoni) resta attaccata alla partita (19-18), ma un paio di muri
      della Scott (ottima prova per lei) chiudono definitivamente il discorso. Per
      conquistare il pass per Atene la strada resta tutta in salita. Martedì il
      trasferimento, mercoledì si ricomincia a Nagoya contro le padrone di casa del
      Giappone.
      Italia-Stati Uniti 0-3 (22-25, 22-25, 19-25)
      ITALIA: Barazza 9, Centoni 15, Piccinini 9, Gioli 5, Lo Bianco, Mifkova 3;
      Cardullo (L), Sangiuliano, Rinieri 5, Leggeri 1. N.e. Fiorin, Paggi. All.
      Bonitta.
      STATI UNITI: Phipps 12, Bown 10, Haneef 9, Tom 10, Scott 13, An Mow 1; Sykora
      (L), Cross Battle, Berg, Metcalf 2. N.e. Noriega, Bachman. All. Yoshida.
      ARBITRI: Sokullu (Tur) e Dietrich (Ger).
      NOTE - Spettatori 7123, durata set: 26', 25', 21', totale: 72';
      Italia: battute sbagliate 9, vincenti 2, muri 1, 2ª linea 6, errori 18;
      Stati Uniti: battute sbagliate 10, vincenti 0, muri 10, 2ª linea 4, errori 16.
    • Gość: :) L'Italia riparte, Giappone battuto IP: *.aster.pl / *.acn.pl 05.11.03, 20:46
      Le azzurre si rimettono subito in marcia battendo 3-1 il Giappone nella quarta
      giornata della coppa del Mondo. La netta sconfitta con gli Stati Uniti lascia
      qualche scoria nella testa delle ragazze di Bonitta che non appaiono così
      spietate come nelle prime giornate, ma alla distanza l'Italia trova le giuste
      misure e conquista il terzo successo agganciando le padrone di casa in
      classifica.
      C'è da soffrire per l'Italia nel primo set. La squadra di Marco Bonitta parte
      molto contratta e tutte le volte che sta per prendere in mano il parziale e
      allungare nel punteggio, sbaglia la battuta o commette un altro errore. Si fa
      rimontare da 21-18 a 21-21, poi due colpi della Piccinini e un errore delle
      padrone di casa fanno zittire le diverse migliaia di tifosi nipponici. Il
      Giappone, però, riparte forte nel secondo set con un'Oyama scatenata e le
      azzurre subiscono ancora: 8-5. L'Italia, grazie il muro, torna in partita e
      passa a condurre 11-13. Le azzurre adesso credono nelle proprie possibilità e
      tengono le padrone di casa a distanza: Piccinini e Centoni sono i grimaldelli
      che riescono a scardinare la difesa giapponese e il set non ha più storia.
      Inutili i tentativi del tecnico Yanagimoto di cambiare il corso del match con
      la panchina.
      L'Italia ci mette un po' a carburare nel 3° (dopo il secondo ci sono 10 minuti
      di interruzione con tanto di spettacolino a uso tv) e le padrone di casa,
      sfruttando la difesa, ne sanno approfittare: 8-4. L'Italia continua a
      sbagliare: il Giappone fugge (11-6). Bonitta cambia: entrano Paggi (per
      Barazza) e poi Rinieri (per Mifkova) e Sangiuliano (per Lo Bianco), ma il set
      è segnato. Nel quarto tornano in campo Lo Bianco e Barazza: il set perso
      rivitalizza l'Italia che parte molto concentrata: 9-4. Rinieri è spietata in
      attacco, il muro diventa invalicabile e anche (adesso) la difesa gira al
      meglio. Così per Centoni e compagne non è un problema chiudere frazione e
      partita.
      Giappone-Italia 1-3 (22-25, 19-25, 25-15, 11-25)
      GIAPPONE: Kurihara 5, Sugiyama, Takahashi 8, Oyama 19, Yoshihara 10,
      Takeshita; Sano (L), Rimura, Omura 9, Sasaki 2. N.e. Tsuji, Horai. All.
      Yanagimoto.
      ITALIA: Centoni 15, Piccinini 21, Gioli 12, Lo Bianco, Mifkova 8, Barazza 11;
      Cardullo (L), Sangiuliano, Paggi, Rinieri 6. N.e. Leggeri, Fiorin. All.
      Bonitta.
      ARBITRI: De Souza (Bra) e Adonoulis (Gre).
      NOTE - Spettatori 6500, durata set: 24', 23', 21', 19', totale: 87'; Giappone:
      battute sbagliate 3, vincenti 2, muri 3, 2a linea 1, errori 17; Italia: b.s.
      9, v. 1, m. 17, 2a l. 6, e. 24.
    • Gość: :) L'Italia travolge l'Argentina IP: *.aster.pl / *.acn.pl 06.11.03, 14:32
      Non si arresta la marcia dell'Italia in coppa del Mondo: nella quinta giornata
      della qualificazione olimpica per Atene 2004 le azzurre travolgono anche
      l'Argentina in poco più di un'ora facendo ruotare quasi tutte le giocatrici.
      Nulla da fare per le sudamericane, che non sono mai state in grado di entrare
      in partita.
      Bonitta mette in pratica il turnover annunciato: cambia la coppia di centrali
      (in campo per tutta la gara Leggeri e Paggi) e dà spazio a Rinieri fin dal
      primo fischio. Per le azzurre non ci sono problemi: la testa è quella giusta e
      subito il divario fra le due squadre appare incolmabile. Nessuna difficoltà per
      chiudere il discorso in appena 17 minuti, ma prima il c.t. dell'Italia ha tempo
      di sostituire Piccinini e inserire Fiorin e per uno scampolo di set anche la
      Gioli opposta. La musica non cambia nel secondo parziale, anzi le azzurre
      limano qualche errore che avevano commesso nel primo, confinando le
      vicecampionesse del Sudamerica in un angolo. Molta gloria per Rinieri. Bonitta
      continua con i cambi (come il collega argentino Jaregui, che però ha molta
      minor fortuna) entra anche la Sangiuliano per la Lo Bianco e la Gioli continua
      a fare l'opposta (ipotesi alternativa alla Centoni già provata in allenamento)
      con discreti risultati.
      Certo l'Argentina non è il Giappone, ma le azzurre - pur con le "seconde" linee
      in campo - non mollano la presa e conquistano altri due punti che la fanno
      salire ulteriormente in classifica. In attesa di un altro trasferimento: sabato
      a Sapporo si cambia il panorama delle avversarie, prima della lista la
      Repubblica Dominicana che l'altro giorno ha fatto tribolare il Brasile.
      Italia-Argentina 3-0 (25-12, 25-16, 25-18)
      ITALIA: Leggeri 10, Centoni 4, Piccinini 4, Paggi 8, Lo Bianco 1, Rinieri 11;
      Cardullo (L), Gioli 9, Fiorin 5, Mifkova 2, Sangiuliano 1. N.e. Barazza. All.
      Bonitta.
      ARGENTINA: Paredes, Vincente 13, Burgos 1, Pinedo 8, Pacheco 2, Parisi
      5;Kostolnik (L), Kobetic 2, Borghi, Midenberger 1, Costant 1. N.e. Preiti. All.
      Jaregui
      ARBITRI: Li Juan (Cina) e Tonegawa (Giap).
      NOTE - Spettatori 2800, durata set: 18', 19', 22', totale: 59'; Italia: battute
      sbagliate 3, vincenti 4, muri 10, 2a linea 5, errori 13; Argentina: b.s. 6, v.
      3, m. 2, 2a l. 4, e. 20.


    • Gość: :) L'Italia vola, dominicane battute IP: *.aster.pl / *.acn.pl 09.11.03, 20:49
      La coppa del Mondo si fa sempre più interessante, almeno per i sogni di
      qualificazione olimpica delle azzurre Da una parte le ragazze di Marco Bonitta
      hanno battuto la Repubblica Dominicana, infilando il 5° successo in 6 giornate
      (tanti quanti ne avevano conquistati in tutta la World Cup del 1999),
      dall'altra fanno un altro passo in avanti in classifica dal momento che le
      campionesse d'Europa della Polonia - trascinate dalla Niemczyk - hanno
      battuto, in una partita palpitante, gli Stati Uniti, che quindi adesso si
      trovano alle spalle delle azzurre nella graduatoria, con gli stessi punti, ma
      con un peggiore quoziente set.
      Si comincia con Arias Done, ex Agrigento, che abbandona - con la tuta addosso -
      l'arena, messa fuori gioco dall'influenza. Le azzurre tornate alla
      formazione "titolare" partono alla grande e ipotecano subito il parziale con
      una grande prestazione a muro e in battuta. E' uno dei successi più netti
      dell'Italia. La musica non cambia nel secondo set, anzi per le dominicane
      peggiora: con un'incredibile parziale di 10-0 (evento quasi impossibile nel
      rally point system), propiziato dalle battute della Centoni, le azzurre si
      portano a condurre 11-1, mettendo così al sicuro anche questo set. Inutili i
      cambi proposti dal tecnico cubano della Repubblica Dominicana Jorge Garbey:
      l'Italia stravince e fa due a zero. Stessa storia anche nel terzo e ultimo
      parziale, una battuta sempre molto aggressiva mette alle corde le caraibiche
      che si arrendono in poco più di un'ora di gioco, nonostante qualche lampo
      della modenese Cabral.
      E domenica alle 4.30 ora di Roma, l'Italia se la deve vedere con la Polonia,
      per continuare ad alimentare il proprio sogno greco.
      Italia-Dominicana 3-0 (25-13, 25-15, 25-17)
      ITALIA: Rinieri 8, Barazza 3, Centoni 11, Piccinini 14, Gioli 12, Lo Bianco 5;
      Cardullo (L), Fiorin. N.e. Leggeri, Mifkova, Sangiuliano, Paggi. All. Bonitta.
      DOMINICANA: Bautista 6, Gonzales 1, Cabral 13, Rivera 3, Rodriguez 4, Vargas
      3; Carrera (L), Moreta 2, Mercedes 2, Jackson. N.e. Angeles. All. Garbey
      ARBITRI: Kim (S. Cor) e Bjelic (Scg).
      NOTE - Spettatori 6570, durata set: 19', 20', 22', totale: 51'; Italia:
      battute sbagliate 7, vincenti 6, muri 9, 2a linea 6, errori 10; Dominicana:
      b.s. 5, v. 3, m. 6, 2a l. 1, e. 22.
    • Gość: :) E' super-Italia, Polonia abbattuta IP: *.aster.pl / *.acn.pl 09.11.03, 21:00
      Nessuna pausa, nessuna flessione: l'Italia si è vestita da rullo compressore
      per le feste di Halloween e infila il quinto 3-0 in coppa del Mondo, quello
      che la conferma al secondo posto in classifica alle spalle della Cina. Dopo la
      Repubblica Dominicana anche le campionesse d'Europa della Polonia sono state
      schiantate dalla squadra di Marco Bonitta, come era già accaduto in Turchia.
      Con una prova senza sbavature e con un muro-difesa eccezionale le azzurre
      hanno soffocato ogni possibilità di Sliwa e compagne. A nulla sono valsi i
      cambi di Niemczyk, a nulla è valsa la reazione della Glinka, l'Italia adesso
      ha una marcia in più e la qualificazione olimpica non pare un miraggio.
      L'Italia parte subito bene: Centoni è in palla e Lo Bianco la chiama spesso in
      causa. La battuta delle polacche riporta il set in equilibrio, ma le azzurre
      hanno una marcia in più rispetto alle campionesse d'Europa e quando Jenny
      Barazza va al servizio sul 16-15 trova la maniera di chiudere il set. Nove
      battute molto insidiose mettono alle corde la ricezione della Polonia: muro e
      difesa azzurri completano il lavoro.
      Il secondo set comincia come era terminato il primo con l'Italia in grande
      spolvero: la Polonia soffre l'aggressività delle ragazze di Bonitta e va in
      affanno. Il tecnico Niemczyk cambia buona parte di una squadra che sbaglia
      troppo: è ancora il servizio polacco, però, a minacciare il primato
      dell'Italia. Si tratta solo di un momento: una travolgente Centoni (avesse
      giocato di più all'Europeo forse la storia in Turchia sarebbe stata diversa) e
      una impressionante coppia di centrali, a muro, chiudono il discorso.
      La Polonia cambia ancora la formazione nel terzo parziale e complice un calo
      dell'Italia guadagna un break: 8-6. Ma le azzurre non vogliono regalare nulla,
      si riorganizzano e chiudono con il punteggio più netto. Lunedì mattina alle 7
      italiane il match con la Turchia chiude il weekend di Sapporo. Prima
      dell'ultima tappa a Osaka.
      Italia-Polonia 3-0 (25-15, 25-17, 25-22)
      ITALIA: Piccinini 12, Gioli 6, Lo Bianco, Rinieri 10, Barazza 6,
      Centoni 19; Cardullo (L), Sangiuliano. N.e. Leggeri, Mifkova, Fiorin,
      Paggi. All. Bonitta.
      POLONIA: Sliwa, Glinka 12, Skowronska 5, Fratczak 12, M. Niemczyk 7, Mroz 2;
      Barbachowska(L), Podolec, Liktoras, Zebrowska, Belcik 2,
      Przybysz. All. R. Niemczyk.
      ARBITRI: Bjelic (Scg) e Kim (S. Cor).
      NOTE - Spettatori 3150, durata set: 20', 22', 21', totale: 63'; Italia:
      battute sbagliate 6, vincenti 2, muri 7, 2a linea 5, errori 14; Polonia:
      b.s. 6, v. 2, m. 9, 2a l. 8, e. 22.
    • Gość: :) Brividi Italia, ma la Turchia & egrave; k.o. IP: *.aster.pl / *.acn.pl 11.11.03, 18:58
      Sofferenza all'Hokkaido Prefectural Sports Center fino all'ultima palla, ma
      alla fine la squadra di Bonitta conquista la preziosissima settima vittoria
      che la porta a 14 punti in classifica alla vigilia degli scontri diretti (a
      Osaka) che valgono tre posti per i Giochi di Atene.
      Parte benissimo la Turchia con una difesa mozzafiato che blocca tutti gli
      attacchi delle azzurre: così l'Italia si trova sotto pesantemente, prima 5-10,
      poi 10-14. Sul 14-17 entra la Leggeri per la Barazza, ma la squadra di
      Yaziciogullari fugge ancora: 18-14 per le vice campionesse d'Europa. Entrano
      anche Mifkova (per Piccinini chiaramente sotto tono rispetto alle ultime
      uscite) e Sangiuliano, ma la Turchia - con giocate davvero spettacolari - non
      molla nulla e chiude 25-20.
      Nel secondo set partono Piccinini e Leggeri nel sestetto: le azzurre
      cominciano decisamente meglio, forzando molto il servizio, ma le turche non
      cedono e stanno sempre incollate alle italiane (che sprecano anche un
      vantaggio di tre punti da 16-13 a 16-16). Ma proprio dalla grande paura nasce
      il break decisivo. Con Centoni in battuta le ragazze di Bonitta prendono il
      largo: 23-16 con Gioli superstar, è 1-1. E la stessa centrale di Perugia fa
      scattare anche il break nel parziale successivo: con lei al servizio l'Italia
      vola 8-4. Stillicidio di emozioni (con fughe e rimonte) perché la formazione
      di Ankara è decisa a fare il gran colpo.
      Ma l'Italia, pur soffrendo, resta davanti: 16-12, un vantaggio che Leggeri -
      molto positivo il suo ingresso - e compagne mantengono fino alla termine.
      E' un'Italia a trazione Gioli-Centoni, sono loro a guidare il gruppo azzurro
      al primo vantaggio, 8-4 nel quarto set. Adesso le italiane ci credono e il
      fisico le sostiene, mentre le turche sono in calando. Per l'Italia - alla
      vigilia del trittico terribile di partite, da giovedì a Osaka - è la settima
      vittoria.
      Italia-Turchia 3-1 (20-25, 25-18, 25-21, 25-20)
      ITALIA: Barazza, Centoni 23, Piccinini 8, Gioli 22, Lo Bianco 3, Rinieri 17;
      Cardullo (L), Leggeri 6, Mifkova 2, Sangiuliano. N.e. Fiorin, Paggi. All.
      Bonitta.
      TURCHIA: Ozcelik 11, Demir 15, Gumus 8, Ozbek 7, Urcu 5, Hanikoglu 17; Kayalar
      (L), Tokatlioglu 1, Celik, Akap. N.e. Denkel, Kirdar. All.
      Yaziciogullari.
      ARBITRI: Kim (S. Cor) e Bjelic (Ser).
      NOTE - Spettatori 3900. Durata set: 22', 20', 22', 22'; totale: 86'.
      Italia: battute sbagliate 11, vincenti 4, muri 15, 2ª linea 6, errori 20;
      Turchia: battute sbagliate 7, vincenti 6, muri 9, 2ª linea 7, errori 14.
    • Gość: :) In viaggio con la calcolatrice IP: *.aster.pl / *.acn.pl 11.11.03, 19:03
      Carta, penna e calcolatrice: nei prossimi giorni ce ne sarà bisogno. Perché il
      finale di questa coppa del Mondo (e non bisognava essere maghi del thriller
      per intuirlo) è indecifrabile: a tre giornate dalla fine, ci sono ancora 6
      squadre che lottano per i 3 posti che portano ad Atene: oltre alla Cina che ha
      già un passo sulla scaletta dell'aereo (praticamente le basterà vincere una
      partita) sono in lotta per un pass olimpico Italia, Brasile, Usa, Giappone e
      Cuba. Con le caraibiche oggettivamente agganciate solo al quoziente set: dando
      per scontato che tutti diano il massimo e che nessuno vada in campo per
      perdere.
      Ogni squadra e ogni calendario ha i suoi pro e contro: l'Italia - ad esempio -
      potrebbe affrontare una Cina già qualificata e quindi con una motivazione
      inferiore, mentre è certo che Cuba - se non dovesse andare essa stessa - si
      augurerà che almeno stacchino il pass per Atene gli Usa, così da non
      trovarseli davanti nel torneo di qualificazione Norceca a gennaio. Insomma gli
      incroci sono assolutamente impossibili da perscrutare. Anche perché nelle
      ultime 3 gare (dopo una mezza giornata di trasferimento e un giorno
      di "riposo") saranno decisivi sia l'aspetto fisico, ma ancora di più quello
      mentale.
      Perdere il primo confronto (per chiunque) anche se matematicamente non
      significherebbe nulla di definitivo, di certo avrebbe un effetto boomerang
      dopo un torneo tanto massacrante. Allo stesso tempo una squadra che dovesse
      essere certa della qualificazione difficilmente riuscirebbe a mantenere alta
      la pressione anche nelle restanti gare.
      Insomma un giallo in piena regola in cui noi proviamo a scoprire "l'assassino"
      in anticipo. Ecco il borsino delle possibili qualificate.

      CINA 90%: due set persi e 24 vinti per non andare ai Giochi deve accadere
      quasi l'impossibile, anche per quello che ha messo in mostra finora.
      ITALIA 55%: la partita con Cuba è molto dura ed è un avversario che le azzurre
      hanno storicamente sempre sofferto, anche ai tempi del Mondiale. Perdendo la
      prima con che animo giocheranno con Cina e Brasile? In più c'è il dubbio Gioli
      dopo la pallonata rimediata in faccia nella partita dell'altro giorno con la
      Turchia potrà giocare?
      BRASILE:55% grande esperienza, ma donne contate.
      USA 50%: A parte il successo con la Dominicana è apparso in calo, soprattutto
      dopo il match col Giappone.
      GIAPPONE 30%: Deve fare tre imprese e finora non ha mai dato l'impressione di
      poter battere le squadre che sono teoricamente più forti. Gioca in casa con
      l'entusiasmo alle stelle.
      CUBA 20%: Grazie alla classe delle sue giocatrici può battere chiunque, ma
      anche tre vittorie potrebbero non bastare: con 5 squadre davanti deve
      augurarsi che tutto s'incastri a meraviglia…
    • Gość: :) L'Italia si complica la vita IP: *.aster.pl / *.aster.pl 13.11.03, 17:49
      E adesso è davvero dura. L'Italia viene travolta da Cuba e vede allontanarsi la
      qualificazione olimpica. La squadra di Marco Bonitta praticamente non è mai
      riuscita ad entrare in partita, come se fosse bloccata, sia di testa che nelle
      gambe. Dopo il minuto di raccoglimento osservato in memoria delle vittime
      dall'attentato di Nassirya, le azzurre solo in qualche rara occasione sono
      riuscite a contrastare lo strapotere fisico delle caraibiche che hanno fatto la
      differenza con un servizio strepitoso e un muro acchiappamosche. Ma al di là
      dei meriti della squadra di Calderon, ci sono demeriti delle azzurre che non
      sono riuscite mai ad imporre il gioco che avevano preparato.
      Cominciano bene le azzurre che scattano 8-5 prima che una lunga sequenza di
      servizi della Barros rovesci la situazione: 13-16 per le cubane. Le azzurre
      restano attaccate al set, ma le bordate di Ortiz e Ruiz difendono i 2-3 punti
      che consegnano la frazione alle caraibiche.
      La stessa situazione si crea nel secondo parziale: quando ancora le battute
      della Barros e gli attacchi della Ortiz tengono a debita distanza l'Italia. In
      un paio di occasioni la squadra di Marco Bonitta riesce anche a mettere il naso
      davanti, ma regolarmente poi spreca le possibilità per consolidare il
      vantaggio. Così Cuba - squadra dalla forza esplosiva e dal futuro dichiarato -
      ha buon gioco pure a gestire un discreto numero di errori.
      Nel terzo set il c.t. azzurro tenta la carta della panchina: mandando in campo
      Leggeri per Barazza e Mifkova per Piccinini, ma le cubane mantengono sempre un
      incollatura di vantaggio. Quando l'Italia ha la possibilità di andare in
      vantaggio poi la spreca miseramente: si chiude così con un netto 0-3 la peggior
      partita disputata dalle azzurre in coppa del Mondo. La strada per Atene adesso
      diventa tutta in salita. Venerdì le azzurre affrontano la Cina che battendo gli
      Stati Uniti 3-2 ha di fatto messo in archivio la qualificazione olimpica con
      due giornate d'anticipo, mentre sabato chiusura contro il Brasile.
      Italia-Cuba 0-3 (22-25, 22-25, 22-25)
      ITALIA: Gioli 7, Lo Bianco 1, Rinieri 8, Barazza 5, Centoni 15, Piccinini 7;
      Cardullo (L), Mifkova, Leggeri 2, Sangiuliano. N.e. Fiorin, Paggi. All. Bonitta.
      CUBA: Mesa 4, Ruiz 12, Carrillo 8, Munoz 4, Ortiz 14, Barros 14; R. Calderon.
      N.e. Santos, Ramirez, Martinez (L), Tellez, Sanchez. All. L. Calderon.
      ARBITRI: Tonegawa (Giap) e Leuthasser (Ger).
      NOTE - Spettatori 1854, durata set: 23', 25', 23'; totale: 71'; Italia: battute
      sbagliate 9, vincenti 3, muri 3, 2a linea 4, errori 21; Cuba: b.s. 9, v. 6, m.
      11, 2a l. 4, e. 19.
      • Gość: :) Italia, ora serve un miracolo IP: *.aster.pl / *.acn.pl 14.11.03, 17:51
        E adesso ci vuole quasi un miracolo. L'Italia deve sperare di battere il
        Brasile (aritmeticamente già ad Atene con una giornata di anticipo dopo il
        netto successo contro gli Stati uniti) nell'ultima giornata di coppa del Mondo
        e poi aspettare i risultati degli altri incontri, nella speranza che
        s'incastrino favorevolmente sia nel contenuto che nella forma (perché quasi
        certamente sarà determinante il quoziente set). Con la Cina le azzurre sono
        state veramente in partita solo nel primo set, quando hanno avuto anche la
        concreta possibilità di effettuare il break e portarsi in vantaggio. Persa
        quella frazione hanno potuto solo continuare a inseguire. Vanamente.
        Bonitta ha cambiato ancora formazione e ha riportato nel sestetto Manuela
        Leggeri al posto di Barazza. È tutta un'altra Italia rispetto alla gara con
        Cuba, difende, attacca (ha pure quattro palle break) e cerca di fare la
        partita: ma la Cina ha una difesa super che le procura un bel vantaggio (21-
        17). L'Italia ricuce lo strappo con orgoglio (23-23), ma al secondo set ball
        si arrende. È ancora Cina nel parziale successivo, l'Italia resta in parità
        fino all'8-8, quando inizia a sbagliare troppo in attacco e le campionesse
        d'Asia volano: 15-10 aggrappate ai colpi della centrale Zhao. Il divario è
        enorme e le azzurre regalano troppo: 8 errori nel set, la Cina è 2-0. Zhao e
        compagne partono alla grande anche nella terza frazione: 4-1. L'Italia non ci
        crede quasi più, ha un guizzo verso metà frazione, ma alle asiatiche riesce
        tutto facile, anche chiudere il 76° punto che le avvicina (dopo aver ottenuto
        la qualificazione olimpica) alla terza vittoria in questa stagione dopo il
        Grand Prix e i Giochi Asiatici.
        Italia-Cina 0-3 (24-26, 18-25, 20-25)
        ITALIA: Piccinini 7, Gioli 10, Lo Bianco 2, Rinieri 8, Leggeri 8, Centoni 10;
        Cardullo (L), Sangiuliano, Mifkova 1. N.e. Barazza, Fiorin, Paggi. All.
        Bonitta.
        CINA: Zhou 3, Yang 17, Zhao 17, Feng 5, Wang 7, Liu 10; N. Zhang (L), Li, N.e.
        Y. Zhang, Chen, Song, P. Zhang. All. Chen.
        ARBITRI: Adonuulis (Gre) e Kim (S.Cor).
        NOTE - Spettatori 3831, durata set: 25', 19', 21'; totale: 65'; Italia:
        battute sbagliate 5, vincenti 1, muri 4, 2a linea 2, errori 17; Cina: b.s. 8,
        v. 2, m. 9, 2a l. 4, e. 16.
        • Gość: :) Italia, l'Olimpiade .... IP: 62.233.201.* 17.11.03, 10:27
          Le speranze delle azzurre durano solo venti minuti, il tempo del primo set
          vinto dal Brasile, quello che sommato con il precedente successo degli Stati
          Uniti su Cuba (3-0) uccide i sogni dell'Italia. Per andare ad Atene Bonitta e
          le sue ragazze dovranno trovare un'altra strada: il torneo europeo a Baku, in
          Azerbaigian, dal 5 al 10 gennaio 2004. La coppa del Mondo va alla Cina che, con
          Brasile e Stati Uniti, si è qualificata per l'Olimpiade.
          Anche contro il Brasile le azzurre partono bene: volano 6-1, aggrappati agli
          attacchi di Mifkova (la Piccinini non viene fatta giocare, ha un piccolo
          stiramento che si potrebbe aggravare), ma l'illusione dura un amen, le
          sudamericane si riprendono subito. Sul 12-13 la svolta del match e la sentenza
          della coppa del Mondo azzurra: Raquel va in battuta e ne esce sul 13-16. Il
          Brasile vince il primo set e per l'Italia la partita e 20 giorni di Giappone
          non hanno più tanto senso. Bonitta cambia la squadra: entrano Paggi, Fiorin e
          Sangiuliano, ma non mutano il corso del set che in poco tempo diventa una
          disfatta per l'Italia.
          Migliorano sensibilmente le cose nel terzo (con altri cambi), le azzurre
          tornano in partita e dopo un lungo inseguimento agganciano il Brasile a 22. Due
          ace della Mifkova consegnano il set alle italiane, che appaiono pimpanti anche
          nella frazione successiva e tengono la gara in equilibrio. Poi il Brasile passa
          e infila un altro successo: il decimo. L'Italia, invece, chiude con la quarta
          sconfitta e inizia a pensare a Baku dove dal 5 al 10 gennaio se la vedranno con
          le migliori d'Europa (questa volta Russia compresa) per un'altra chance
          olimpica. L'ultima possibilità di andare ad Atene - invece - sarà (o sarebbe)
          ancora qui in Giappone a maggio. La strada per l'Olimpiade è lunghissima e
          sempre in salita per le campionesse del mondo.
          Le azzurre adesso passano il testimone alla Nazionale di Gian Paolo Montali che
          domenica alle 4.30 (ora italiana) inizia la sua quinta avventura in coppa del
          Mondo. Per Giani e compagni il primo avversario, a Nagano, è la Tunisia di
          Antonio Giacobbe, ex c.t. dell'Italia femminile. Montali dovrebbe utilizzare
          questo match per iniziare il turn over: mandando in campo Meoni-Biribanti,
          Cozzi-Mastrangelo, Cisolla-Cernic. Papi, infortunatosi agli addominali quando
          era ancora in Italia, dovrebbe poter scendere in campo lunedì col Venezuela.
          Sulla carta l'Italia si contende uno dei tre posti per Atene con Brasile,
          Serbia, Francia e Stati Uniti.
          Italia-Brasile 1-3 (20-25, 12-25, 25-23, 19-25)
          ITALIA: Rinieri 2, Leggeri 3, Centoni 21, Mifkova 12, Gioli 4, Lo Bianco 3;
          Cardullo (L), Paggi 11, Fiorin 8, Sangiuliano, Barazza 3. N.e. Piccinini. All.
          Bonitta.
          BRASILE: Fernanda 3, Virna 18, Valeskinha 12, Raquel 15, Erika 8, Walewska 15;
          Arlene (L), Paula 4, Fofao, Sassa. N.e. Bia, Fabiana. All. Ze Roberto.
          ARBITRI: Kim (S. Cor) e Tonegawa (Giap).
          NOTE - Spettatori 7181. Durata set: 20', 18', 24', 21'; totale: 93'.
          Italia: battute sbagliate 14, vincenti 5, muri 8, seconda linea 5, errori 23;
          Brasile: battute sbagliate 4, vincenti 4, muri 15, seconda linea 2, errori 11.
    • Gość: :) Trento balla da sola IP: *.acn.waw.pl 08.12.03, 21:27
      Era già successo alla settima giornata. Si era alla fine di ottobre, anche
      allora Trento giocava in anticipo, a Gioia del Colle, dove vinse piuttosto
      agevolmente. Le due con cui condivideva il primato in classifica, Perugia e
      Padova, lasciarono punti per strada, e come per incanto, per la prima volta
      nella sua storia l'Itas si ritrovò da sola in testa alla classifica. Posizione
      che ha poi mantenuto, anche se non più in esclusiva per via di un successo
      solo al tiebreak su Modena. Ma adesso ci risiamo, Trento è ancora lassù da
      sola. Sabato a Perugia non ha avuto alcun problema a sbarazzarsi della Rpa,
      poi si è messa in poltrona ad aspettare gli esiti delle gare della domenica.
      Piacenza e la decimata Macerata hanno perso, ed è così ricominciata la fuga.
      Che non stupisce proprio nessuno. L'Itas è uno squadrone, forte, equilibrato,
      con tutte le caratteristiche che occorrono per lottare per lo scudetto. E
      anche per la volata d'inverno è quella messa meglio di tutte. Non solo per via
      dei punti. Ma soprattutto perché a differenza delle altre ha già affrontato
      praticamente tutte le grandi (con la sola eccezione di Piacenza, che sarà suo
      ospite domenica prossima), e, cosa ben più importante, tutte le ha battute
      (Treviso, Macerata, Modena, Cuneo).
      La volata coppa Italia
      Trento, per quel che può valere, è l'unica già aritmeticamente certa di essere
      qualificata per la Final Eight di coppa Italia, alla quale avranno accesso le
      prime otto classificate al termine del girone di andata. Detto che anche
      Macerata e Piacenza comunque non avranno problemi, tutte le altre sono più o
      meno a rischio. Comprese Padova e Treviso, appaiate al quarto posto con 18
      punti, tre in più del terzetto Parma, Perugia e Cuneo. Le otto nominate ad
      oggi sarebbero le finaliste. Al momento esclusa dunque Modena, eventualità che
      se dovesse concretizzarsi farebbe certamente scalpore. Così come l'esclusione
      di Latina, che solo l'anno scorso della coppa Italia giocò la semifinale.
      Verosimile quindi che tanto gli emiliani (decimi con 13 punti) quanto i
      pontini (dodicesimi con 12) si rifaranno sotto, tanto più che la Kerakoll ha
      un calendario tutto sommato abbordabile (trasferta a Gioia, Parma in casa,
      chiusura a Perugia), così come l'Icom (Trieste in casa, viaggio a Ferrara,
      Padova a casa). Senza sottovalutare Ferrara che condivide il decimo posto con
      Modena e che domenica ha battuto niente meno che Macarata, ammaccato e
      decimato finché si vuole, ma pur sempre una delle grandissime del torneo.
      Nemec, Torre e Ihosvany Hernandez, che numeri
      Prestazioni individuali da rimarcare nella decima giornata. A Richard Nemec,
      terzo centrale di lusso di Treviso promosso titolare dall'infortunio a Fei,
      bastavano due punti per arrivare a quota 1000 in carriera. Ne ha messi a segno
      13. Ma soprattutto ha preso 9 muri, un'enormità. Che non è un record per poco.
      Il primato infatti è di 10, detenuto in condominio da Daquin, Mester e Geric,
      quest'ultimo capace di prenderli in una gara di soli 4 set. Cinque muri per
      Paolo Torre, e questo sì è un record, seppure solo eguagliato. Mai nessun
      palleggiatore ne ha realizzati di più: a cinque sono arrivati Nik Grbic (2
      volte, una in semifinale scudetto nel 2001) e Sintini (quest'anno in Perugia-
      Montichiari). Sempra a muro da sottolineare anche gli 8 presi da Ihosvany
      Hernandez. Note di merito anche per Vince Simeonov che contro Cuneo, da cui
      era stato scaricato in estate, ha oltrepassato per la prima volta in carriera
      la soglia dei 30 punti, fermandosi a 32 (il suo primato personale era di 28).
      Infine da consegnare agli archivi l'86% in attacco di Gustavo (12 su 14).
    • Gość: :) Champions, Macerata bastonata IP: *.acn.waw.pl 09.12.03, 22:48
      Peggio di così non poteva cominciare, la Champions League della Lube Macerata.
      Ad Ancona, eletta sua casa per tutta la rassegna continentale, i marchigiani
      cedono per 1-3 all'Iraklis Salonicco, nella gara d'esordio del girone C in cui
      sono inseriti anche i cechi del Dukla Liberec e i campioni in carica russi del
      Lokomotiv Belgorod.
      Certo, Macerata era in emergenza. Infortunati Nalbert, Mastrangelo e Aiello,
      ecco che il Lozano deve ricorrere alla sua panchina comunque ricchissima,
      ragion per cui le assenze non possono certo essere presentate né come
      attenuante né tanto meno come alibi. Quindi Vullo-Miljkovic diagonale
      collaudata e confermata, Bracci in banda con Paparoni e poi Ravellino al
      centro con Geric. L'Iraklis, se è in Champions League, deve ringraziare
      proprio Raul Lozano, il tecnico di Macerata. L'anno scorso al termine del
      girone di andata la squadra di Salonicco era quinta. Chiamò Lozano e con la
      sua guida chiuse al secondo posto. Ora, con Leonidis come tecnico, i greci
      hanno in formazione Ioannidis, immarcescibile anche in nazionale, e poi tre ex
      della nostra serie A, gli slovacchi Andrey Kravarik che giocò a Montichiari
      nel 1998/99 (opposto, ebbe una convivenza difficile con Nuzzo e
      Sartoretti... ), Branko Pistovic, a due riprese a Verona (1998/99 e 2001/02),
      oltre al centrale bulgaro Nikolai Jeliazkov, al Fochi Bologna nel 1993/94.
      Primo set. All'inizio le assenze sembrano non pesare proprio per nulla.
      Macerata batte che è una meraviglia. E di conseguenza mura. Si va 16-11, e poi
      18-13. Pare fatta. Ma è solo un'impressione. All'improvviso, come per un
      maleficio, l'attacco della Lube non passa più. Il muro greco tocca tutto, a
      punto e in appoggio alla difesa e alla ricostruzione. L'ultimo vantaggio
      significativo per Vullo e per i suoi è sul 22-20. Lì va a in battuta Kravarik,
      e sul suo servizio il Salonicco arriva per primo al set ball: 24-22. La Lube
      annulla il primo, non il secondo: primo tempo di Jeliazkov e 25-23 Iraklis.
      Secondo set. Tra i big superstiti della Lube nessuno ha un'espressione che
      possa convincere i compagni che si può ancora vincere. Il 4-1 iniziale non
      dura. Fino al 13-11 per i greci potrebbe essere ancora buona. Ma Macerata non
      c'è proprio. Vullo non sa dove girarsi, nessuno dei suoi schiacciatori passa.
      L'emergenza chiamerebbe Miljkovic a far da condottiero. Ma il serbo sbaglia
      molto, quasi tutto. In pochi secondi si va 19-14, poi 22-15 per Salonicco.
      Lozano mette Muzio che non può ricevere, e poi anche l'acciaccato Aiello.
      L'unico filotto della Lube arriva quando è ormai tardissimo e serve solo a
      rendere meno umiliante il parziale: da 17-24 a 20-25 Iraklis.
      Terzo set. Finalmente un po' di equilibrio. Poi due episodi svegliano
      Macerata. Sull'11-10 Iraklis, va in battuta Kravarik che tira una fiondata
      impressionante. Corsano non fa una piega e scodella la palla sulle mani di
      Vullo. L'azione si dilunga e dà modo ai marchigiani di esibirsi in un paio di
      belle difese, fino alla veloce punto di Geric. Poi, sul 15-13 per Macerata,
      una palla finisce dietro la panchina della Lube, ma Bracci ha uno scatto
      felino e la rimette in gioco. Ioannidis fa un pallonetto: le immagini tv
      certificano che la palla era dentro. Gli arbitri sono di parere opposto: 16-
      13. Una ace di Bosidis e un muro di Ioannidis riportano sotto i greci. Ma dopo
      un bell'attacco di Bracci in schema (23-21), Miljkovic spara una battuta punto
      tanto bella quanto importante: 24-21. E poi un attacco out di Pistovic sigilla
      il 25-22 Macerata.
      Quarto set. Non c'è storia. Pronti via e l'Iraklis è avanti 6-1. E la Lube non
      si avvicina mai, non significativamente. Il margine si ricompone fino al 9-12,
      quando un altro filotto in battuta di Kravarik dà la buonanotte a tutti. Un
      suo ace, due muri di Jeliazkov e dello stesso Pistovic lo lasciano al servizio
      fino al 18-9. Poi si aspetta tutti insieme il 25-18 Iraklis.
    • Gość: :) Trento vola, Modena precipita IP: *.acn.waw.pl 15.12.03, 16:38
      L'undicesima giornata comincia a delineare nuovi scenari per la vetta della
      classifica e, soprattutto, per la volata coppa Italia. Trento batte Piacenza e
      porta da 3 a 4 i suoi punti di vantaggio sulla seconda che ora è Treviso,
      vincitrice a Perugia. Nella lotta per l'accesso alla Final Eight di coppa
      Italia Parma fa un passo importante a scapito di Ferrara. Ma è quello di Gioia
      del Colle il risultato eclatante. La Telephonica ha battuto Modena per 3-1. E
      ora i gialloblù emiliani rischiano grosso: per loro la Final Eight di Coppa
      Italia adesso è lontana davvero. Treviso vince più facilmente del previsto a
      Perugia e Latina come da pronostico regola Trieste.
      Trento-Piacenza 3-1 (23-25, 25-16, 25-20, 25-23)
      TRENTO - (c.g.) Continua la fuga sempre più solitaria di Trento, che si avvia
      a consolidare il suo primato diventando campione d’inverno, con 5 punti su
      Treviso, sei su Piacenza e Macerata. Questa sera anche la Coprasystel si è
      arresa al sestetto di Prandi, che è scivolato sul finale del 1° set su due
      errori di Chulepov (murato da Grbic) e di Bernardi, per poi dominare il match
      nei due set centrali, quando Piacenza si è lasciata sopraffare dal nervosismo
      (con battibecco tra Bovolenta, che scagliava la paletta per terra dopo il
      cambio e Velasco), per risvegliarsi nel 4° dove ha combattuto alla pari.
      Grande Tofoli, perfetto in regia, che ha scatenato i suoi centrali. Bene
      Bernardi dopo un 1° set altalenante, grande il muro, marca Prandi, dove ha
      brillato il ceco Rak, 8 per terra. Piacenza è vissuta sulle mani pesanti di
      Hernandez, il migliore per continuità ed efficacia nella pattuglia di Velasco
      e poi di Marshall, handicappato dalla sua scadente ricezione. Che ha poi
      contrassegnato la prestazione degli emiliani, molto deficitaria in questo
      fondamentale (52% contro 67%). Ed ora anche Velasco deve conquistarsi il suo
      posto in coppa Italia.
      Gioia del Colle-Modena 3-1 (19-25, 25-22, 31-29, 25-20)
      Modena cade a Gioia. E adesso per i blasonati gialloblù emiliani tutto diventa
      terribilmente più difficile nella lotta per rientrare tra le prime otto al
      termine del girone di andata (mancano due giornate) e dunque accedere alla
      Final Eight di coppa Italia. Modena resta a 13 punti, i 6 ancora in palio
      potrebbero non bastarle. Ottima la prestazione di Gioie del Colle. Strepitoso
      soprattutto Schuil, autore di 34 punti, nuovo record assoluto per una gara di
      4 set. E bene anche il centrale Marcello Forni, nato e cresciuto
      pallavolisticamente a Modena, capace di prendere 4 pesantissimi muri.
      Perugia-Treviso 3-0 (28-30, 17-25, 14-25)
      Treviso si è rimessa in marcia. Perentoria, senza duscussioni la sua vittoria
      a Perugia. La Rpa di Fefé Di Giorgi ha giocato alla pari solo nel primo set,
      protrattosi lungo tutta una lunghissima volata al termine della quale l'ha
      spuntata Treviso per 30-28. Dopodiché solo Sisley, con un terzo set chiuso
      addirittura con un eloquentissimo 25-14. Da registrare i 20 punti di Dineikin
      e il 64% in attacco di Cisolla. Nel Perugia bene Lebl (89% in attacco, 8/9).
      Treviso scavalca così Macerata e si attesta al provvisorio secondo posto
      dietro Trento. Attendendo l'esito di Trento-Piacenza....
      Parma-Ferrara 3-0 (29-27, 25-23, 28-26)
      Vittoria netta e importante, quella di Parma su Ferrara. Intanto perchè
      consente ai ducali di salire a quota 18 punti, quindi sopra Montichiari e
      Perugia, a pari con Cuneo. E poi perché in questo modo l'Unimade ha
      praticamente escluso dalla corsa una diretta concorrente, l'Estense. Che in
      tutti e tre i set ha perso solo ai vantaggi, dunque risulta punita in modo
      senza dubbio più severo di quanto non dica il 3-0.
      Latina-Trieste 3-0 (25-18, 25-18, 25-19)
      Tutto come da pronostico a Latina. I pontini regolano il derelitto Trieste con
      un 3-0 senza incertezze. Nessuno si è accorto dell'assenza di Gustavo, ben
      sostituito da Cipollari. Partita buona per rimettere in moto Biribanti, autore
      di 17 punti. Unico triestino in doppia cifra Granvorka, autore di 11 punti.
      Giocate ieri:
      Montichiari-Padova 3-2 (25-17, 25-19, 20-25, 30-32, 15-11)
      Macerata-Cuneo 1-3 (26-24, 22-25, 23-25, 23-25)
    • Gość: :) Trento indica il primo traguardo IP: *.aster.pl / *.aster.pl 23.12.03, 15:26
      Trento a meno uno dal primo traguardo stagionale, il titolo di campione
      d'inverno, platonico, eppure significativo per un club poco più che neonato.
      All'Itas basterà un punto nelle prossime due giornate, e siccome domenica
      prossima affronta Trieste pare probabile che già domenica sera potrà
      festeggiare allegramente. E al di là del valore che potrà avere il primato al
      termine del girone di andata, quel che conta è notare che Trento davvero si
      pone di fronte alla avversarie più pretenziose come squadra da battere visto
      che nel corso dell'andata ha vinto contro tutte: Treviso, Macerata, Modena,
      Cuneo e ora anche Piacenza.
      La scalata di Treviso
      Appena quattro giornate fa, dopo il 7° turno, i tricolori di Treviso erano in
      settima posizione in classifica, al pari di Parma. Davanti avevano Perugia,
      Cuneo, Piacenza, Macerata, Padova e Trento. Nel frattempo hanno dovuto fare a
      meno di Fei ed hanno pure Papi meno che a mezzo servizio. Però sei delle
      squadre citate le hanno già sorpassate. Con le sconfitte abbinate di Macerata e
      Piacenza sono balzati dal quarto a secondo posto. Trento è lontano e non perde
      colpi. Ma adesso l'alternativa più credibile tra i candidati ad andarlo a
      riprendere la offre proprio il Sisley. Anche se il calendario le ha lasciato
      due scontri diretti nelle ultime due giornate: Cuneo fuori e Macerata a casa.
      Modena mai tanto giù
      La Kerakoll ha perso anche a Gioia del Colle. E adesso è penultima, alla pari
      di Ferrara, sopra solo al povero Trieste. Per i gialloblù emiliani è il peggior
      girone di andata da quando è stato introdotto il rally point. In 11 giornate
      hanno già messo insieme 7 sconfitte, una in più di quante avevano dovuto
      subirne nell'intera stagione regolare dell'anno scorso. Anche prendendosi tutti
      e 6 i punti che il calendario mette ancora in palio da qui alla fine del girone
      di andata (da contendere a Parma nel derby casalingo e poi a Perugia in
      trasferta) potrebbe non averne abbastanza per rientrare tra le prime otto e
      dunque per accedere alla Final Eight di coppa Italia. Per lei che di coppe ne
      ha vinte dieci (di gran lunga record assoluto) è una bella disdetta.
      Corsa coppa Italia
      Parma e Cuneo hanno fatto gran bei colpi, Padova ha perso un'occasione,
      Montichiari conserva una speranza, Ferrara può rassegnarsi. Cominciamo da Cuneo
      che andando a vincere a Macerata pur senza Gravina, Wijsmans e Antiga sale a
      quota 18, avvicina Padova e resta perfettamente in tabella: ma ora deve fare
      ancora qualche punto e non sarà facile (riceve Treviso e va a Gioia). A 18 è
      anche Parma che ha fatto definitivamente fuori dalla corsa Ferrara e in più ha
      la rassicurante sensazione datale dall'ultima giornata in cui incrocia Trieste
      nel suo Palaraschi. Detto che Trento e Treviso non avranno problemi ad essere
      tra le prime otto, così come Macerata e Piacenza, resta da considerare Padova
      che a Montichiari ha preso un solo punto, lasciando in corsa anche i bresciani
      e trovandosi ora nella condizione di dover fare per forza qualche punto con
      Gioia (in casa) e/o Latina (trasferta). Teoricamente Montichiari s' è mantenuta
      in corsa con i 2 punti presi contro Padova, ma gliene servono altri e non sarà
      un scherzo sottrarli a Macerata e Piacenza. Paradossalmente è messa meglio
      Latina, anch'essa ora fuori dalle otto, con un punto in meno della Bossini ma
      con calendario leggermente meno arduo (Ferrara e Padova). Come già descritto è
      disperata la situazione di Modena.
      Schuil, un record da 34 punti
      Nello storico successo per 3-1 di Gioia del Colle contro Modena, spiccano i 34
      punti messi a segno dall'opposto dei pugliesi Richard Schuil. L'olandese ha
      messo a segno 34 punti, nuovo record per una gara di 4 set. Il primato
      precedente apparteneva a Leo Giombini che ne aveva messi a segno 33 in Ancona-
      Padova 3-1 giocata lo scorso 29 dicembre quando militava nella formazione
      marchigiana e Igor Omrcen che quest'anno con Parma ne ha messi a segno 33 nel 3-
      1 inflitto a Padova. .
    • Gość: :) Treviso in testa, Macerata giu IP: *.aster.pl / *.aster.pl 23.12.03, 15:28
      Stati d'animo opposti per le italiane protagoniste in Champions League. Treviso
      vince in casa (a Jesolo) con i campioni di Germania del Berlino. Mentre
      Macerata accentua la sua crisi incappando nella seconda sconfitta consecutiva
      nella manifestazione, la quarta in assoluto negli ultimi dieci giorni. I
      marchigiani sono stati sconfitti in Russia dai campioni d'Europa in carica del
      Belgorod
      Sisley-Ssc Berlino 3-1
      JESOLO (Ve) - La Sisley Volley vince per 3-1 contro i tedeschi del Berlino e
      vola in testa al gruppo A della European Champions League. Primo set
      all’insegna dell’equilibrio che il Sisley porta a casa i vantaggi 27-25 grazie
      ad un ottimo Tencati che con 6 muri fa dimenticare la pericolosa amnesia
      sofferta dagli orogranata in chiusura di parziale quando l’S.C.C. Berlino si
      era rifatto sotto recuperando 4 punti con aces di Bakumovski ed un muro di
      Kromm.
      Nel secondo set parte forte Berlino con Bakumovski: suo il muro su Dineikin
      dell’8-10, Papi e Vermiglio provano a rintuzzare ma una serie di errori di uno
      spento Dineikin lasciano un minimo margine agli ospiti (14-16). Sisley falloso,
      l’S.C.C. ne approfitta sornione e con 2 muri in fila firmati da Spirovski
      chiude il secondo set 21-25.
      Nel terzo parziale dentro Casòli per Papi, il Sisley comincia a girare a dovere
      migliorando in ricezione ed aggredendo in battuta: arrivano i primi aces
      dell’incontro in casa orogranata con Cisolla (7-4), Nemec (11-5) e Dineikin (2
      in fila per il 19-11) mentre il coach tedesco Culic fa rifiatare i titolari. Un
      muro di Nemec su Spirovski vale il 21-11, un diagonale di Dineikin firma il 2-1
      Sisley (25-16).
      Gli orogranata tengono alto il ritmo anche nel quarto set e con i muri di Nemec
      e Tencati firmano il primo allungo sul 9-4, si fa sentire anche Casoli in
      diagonale e Dineikin in battuta sigla il 17-9. Chiude la contesa l’ennesimo
      muro di Tencati per il 25-16 finale.
      Lokomotiv-Lube 3-1
      BELGOROD (Rus) - (m.g.) L'illusione di violare il taraflex dei Campioni
      d'Europa in carica dura appena un set: poi la Lube Banca Marche si deve
      arrendere alla forza fisica e tecnica della Lokomotiv che, guidata da un
      inarrestabile Baranov, piega la resistenza di Macerata incapace di opporsi dal
      secondo set in poi. La battuta è sicuramente stato il fondamentale che ha fatto
      la differenza: la squadra di Raul Lozano, dopo un buon inizio, è calata
      notevolmente, al contrario dei russi che, partiti male, sono poi cresciuti
      migliorando proprio da questo fondamentale per poi imporsi anche in
      attacco. "Qualche piccolo passo avanti c'è stato rispetto alle nostre ultime
      gare - ha ammesso a fine gara il diesse Recine, ma non è bastato a tenere botta
      contro il Belgorod. Non voglio accampare scuse per la stanchezza causata dal
      lungo viaggio e dagli inconvenienti accaduti, ci sono situazioni tecniche che
      dobbiamo assolutamente migliorare".
      La partita si gioca in un palas gremitissimo e dal tifo infuocato: nella Lube,
      dopo aver provato in mattina, Mastrangelo è in campo dall'inizio, tra i russi
      gioca Verbov libero al posto di Meana. L'avvio dei biancorossi è promettente:
      la battuta efficace consente di tenere sotto pressione il Lokomotiv che accusa
      un 15-17 prima ed un 19-21 poi. Protagonista nel finale di set Miljkovic con 4
      punti consecutivi regala il parziale alla sua squadra.
      Nel secondo set, però, la musica cambia: i russi partono a razzo ed è 5-2. Un
      vantaggio che il Belgorod mantiene per l'intero parziale, con Macerata che si
      avvicina solo fino al 13-9 prima che una palla contestata (out di Mastrangelo)
      non lanci la volata dei padroni di casa. Nel terzo e quarto parziale il film
      della partita non muta. Il Lokomotiv batte forte e mette in costante difficoltà
      la ricezione avversaria: nel terzo Macerata arriva vicinissima a riaprire la
      partita (21-20) ed il quarto vede la Lube iniziare bene ma poi disunirsi
      lasciando via libera al Belgorod che chiude in scioltezza infliggendo a
      Macerata la seconda sconfitta in Champions e la quarta consecutiva negli ultimi
      dieci giorni.
      Sisley-Ssc Berlino 3-1 (27-25, 21-25, 25-16, 25-14)
      SISLEY TREVISO: Vermiglio 2, Papi 6, Tencati 17, Dineikin 15, Cisolla 15, Nemec
      8; Farina (L), Casoli 5, Karipidis. N.e.: Barbaro, Decio. All.: D. Bagnoli.
      SCC BERLINO: Spirovski 10, Liefke 15, Bakumowski 16, Gunther 4, Skach 5,
      Prusener 2; Huttunen (L); Kromm 3, Eichbaum, Rieke, Fischer. All.: Culic
      ARBITRI: Bajci (SVK), Collados (FRA).
      NOTE- Spettatori 647. Durata set: 27¹, 22¹, 22¹, 20; totale incontro 91¹.
      Sisley: battute sbagliate 14, battute vincenti 8, muri 14, seconda linea 6,
      errori 25. Berlino: b.s. 17, b.v. 7, m. 11, s.l. 5, e. 30.

      Lokomotiv-Lube 3-1 (20-25, 25-20, 25-20, 25-20)
      LOKOMOTIV BELGOROD: Khamuttskikh 3, Kuleshov 10, Tetiukhin 9; Baranov 19,
      Egorchev 9, Kossarev 18; Verbov (L), Kozlov, Yurakov n.e., Meana, Kolodinsky,
      Danilov. All. Shipulin.
      LUBE MACERATA: Vullo 1, Ravellino 2, Nalbert 17, Miljkovic 18, Geric 9, 17,
      Bracci 9; Corsano (L), Paparoni, Mastrangelo 5, Muzio 1, Corvetta. All. Lozano.
      ARBITRI: Hodon (SVK) - Cuk (SCG).
      NOTE - Spettatori 4000. Belgorod: battute sbagliate 18, vincenti 9, muri 6,
      errori punto 27. Lube: battute sbagliate 12, vincenti 4, muri 5, errori punto
      26.


    • Gość: :) Padova sorride, Modena spera IP: *.aster.pl / *.aster.pl 23.12.03, 15:37
      In un vero festival degli errori, l’Edilbasso conquista la vittoria della
      sicurezza per le Final Eight di coppa Italia. Una mano generosa viene offerta
      dalla Telephonica, che dopo avere intascato il primo set con una doppietta di
      Schuil decisiva, rotola su una serie interminabile di battute sbagliate che
      consentono ai padovani di sopperire alla giornata nera di Simeonov, alla sua
      peggior partita di stagione. Ma c’è un Morsut colossale a sollevare di peso
      Padova, che capovolge le sorti della gara quando Dall’Olio toglie Meggiolaro,
      molto impreciso, per Coscione, che restituisce ordine e fiducia al gioco e allo
      stesso Simeonov. Troppi gli errori a rete dei pugliesi, sorretti da un
      fantastico Pascual e da Schuil, che nel finale si perde per stanchezza. Ma
      senza centrali e con un Bellini di così basso livello, Gioia non è riuscita a
      centrare l’obiettivo tie-break. Peggiore in campo, l’arbitro Sobrero. Da
      dimenticare.
      Edilbasso-Telepohonica 3-1 (23-25, 25-21, 25-21, 25-19)
      EDILBASSO PADOVA: Meggiolaro, Tovo 9, Morsut 19, Simeonov 15, Jeroncic 5,
      Stelmach 2; Vicini (L), Cavallini 3, Coscione, Meszaros 6. N.e. Garghella. All.
      Dall’Olio.
      TELEPHONICA GIOIA DEL COLLE: Bellini 1, Herpe 9, Barbone 1, Schuil 20, Pascual
      19, Forni 5; Bari (L), Sahlberg, Garnica, Giretto 4. N.e. Ruggiero, Carrozzo.
      All. Di Pinto.
      ARBITRI: Sobrero e Bartolini.
      NOTE: spettatori 1.463, incasso 3.858,08. Durata set: 25’, 26’, 25’, 23’;
      totale 99’.
      Edilbasso: battute sbagliate 18, vincenti 7, muri 11, seconda linea 11, errori
      26;
      Telephonica: battute sbagliate 23, vincenti 4, muri 5, seconda linea 13, errori
      28. Giallo a Schuil sul 5-5 del 2° set.
      Trofeo: 6 Morsut, 5 Pascual, 4 Tovo, 3 Coscione, 2 Simeonov, 1 Schuil.
      MODENA, 20 dicembre 2003 - (ma.po.) La Kerakoll Modena rialza la testa
      superando Parma nella partita più importante. Il successo 3-1 è firmato da un
      super Cernic e dai senatori Cantagalli e Iakovlev. L'Unimade, partita bene nel
      primo set, si è dovuta arrendere alle grandi difese di Modena. Da queste sono
      nati i contrattacchi che nel secondo set hanno rimesso in corsa la Kerakoll,
      che ha rallentato solo sul finale del quarto set, quando il muro di Parma si è
      svegliato riportando il risultato sul 18
      pari. A questo punto è salito in cattedra Iakovlev, autore degli ultimi tre
      punti.
      Kerakoll-Unimade 3-1 (24-26, 25-21, 25-16, 25-23)
      KERAKOLL MODENA: Giani 7, Iakovlev 20, Cantagalli 17, Cozzi 11, Ball 4, Cernic
      18; Pippi (L), Felipe, Dante. N.e. Mescoli, Giombini, Gelli. All. Lorenzetti.
      UNIMADE PARMA: I. Hernandez 11, Omrcen 22, Giurdas 11, Held 6, Meoni 3,
      Castellano 13; Vianello (L), Brogioni, Gallotta 1. N.e. Cazzaniga, Curti,
      Walter. All. Berruto.
      ARBITRI: Giani e Satanassi.
      NOTE - Spettatori 2153, incasso 15.822,75 euro. Durata set: 24', 25', 21', 27';
      totale 97'. Kerakoll: battute sbagliate 11, vincenti 5, muri 7, seconda linea
      11, errori 19. Unimade: b.s. 14, v. 3, m. 10, s.l. 11, e. 19.
      Trofeo: 6 Cernic, 5 Meoni, 4 Cantagalli, 3 Cozzi, 2 Omrcen, 1 Giani.
    • Gość: :) Treviso continua la sua marcia IP: *.acn.waw.pl 27.12.03, 21:34
      Vince Treviso 3-1 e continua così la sua marcia: 10 punti nelle ultime 5
      partite, con un altro successo pieno, arrivato sul campo di una rivale ormai
      storica come Cuneo. Che in meno dei trevigiani ha avuto il muro: pressoché
      nullo. Sul fronte degli altri fondamentali le due squadre si sono infatti
      equivalse. Treviso ha attaccato meglio e con più regolarità, ma ha faticato di
      più in ricezione e ha ottenuto molto meno dalla battuta rispetto ai
      piemontesi. La differenza allora l'ha fatta il muro, fondamentale in cui Cuneo
      è latitante: appena 3 in tutto il match, contro i 13 di Treviso.
      Non a caso il primo e il terzo set, vissuti entrambi sul filo, sono stati
      risolti nel finale dalla murate distribuite da Tencati nell'uno e da Nemec
      nell'altro parziale. In mezzo c'è stato il set targato Cuneo, per merito del
      suo servizio, ottimo per tutta la partita, addirittura strepitoso in quel
      frangente con Cardona, il grande assente a muro (zero per lui). Poi il quarto
      set dall'11-11 è volato via per Treviso, in sofferenza in ricezione, ma
      regolare in attacco con Cisolla e Dineikin e alla fine ancora una spanna sopra
      a muro, con Tencati. La rincorsa di Treviso nella scia di Trento continua.
      Mentre Cuneo per essere certo di andare in coppa Italia deve far punti martedì
      sera a Gioia del Colle.
      NOICOM-SISLEY 1-3 (22-25, 25-17, 21-25, 21-25)
      NOICOM CUNEO: Andrae 17, Sala 5, Wijsmans 13, Giba 13, Cardona 7, Sottile 3;
      Checchin (L), Antiga, Gravina, Moro. N.e. Pesenti, Mattera. All.Anastasi.
      SISLEY TREVISO: Tencati 9, Dineikin 20, Cisolla 18, Nemec 12, Vermiglio 2,
      Papi 8; Farina (L), Karipidis, Casòli. N.e. Barbaro, Decio. All. D.Bagnoli.
      ARBITRI: Boris e La Micela
      NOTE: Spettatori 3173, incasso 14.884 euro. Durate set: 24', 22', 24', 24';
      totale 94'. Noicom: battute sbagliate 14, vincenti 9, muri 3, seconda linea
      12, errori 23. Sisley: b.s. 19, v. 3, m. 13 , s.l. 9, e. 31.
      Troffeo: 6 Dinekin, 5 Cisolla, 4 Andrae, 3Nemec, 2 Tencati, 1 Vermiglio.
    • Gość: :) NEL TEST POLACCO L'ITALDONNE CEDE AL TIE BREAK IP: *.acn.waw.pl 27.12.03, 21:39
      Polonia-Italia 3-2
      (22-25 25-21 29-27 25-23 15-11)
      Polonia: Sliwa 5, Glinka 19, Skowronska 15, Swieniewicz 21, Niemczyk 9, Mroz
      8, Barbachowska (L). Belcik 1, Podolec 4, Przybysz. .All. Niemczyk
      Italia: Lo Bianco, Mifkova 16, Barazza 4, Centoni 16, Piccinini 8, Gioli 14.
      Cardullo (L). Anzanello 2, Fiorin ne, Secolo 9, Borrelli 5, Ferretti.
      Allenatore: Bonitta.
      Le azzurre sono uscite sconfitte al tie-break al termine della prima partita
      amichevole con la Polonia. Le due squadre, in preparazione per il Torneo di
      Qualificazione Olimpica Europea, hanno offerto, al numeroso e competente
      pubblico polacco, oltre due ore di buona pallavolo. Le polacche campioni
      d’Europa (nelle cui file è rientrata la Swieniewicz) è uscita vincente di
      misura.
      Le azzurre, che sono scese in campo poche ore dopo l’arrivo in Polonia e senza
      nessun allenamento alle spalle, hanno giocato una buona gara, sfiorando il
      successo. Grande rammarico per il vantaggio di cinque punti (8-3) non
      sfruttato nel secondo set dopo essersi imposte con personalità nel primo;
      molta rabbia per la conclusione del terzo parziale, in cui hanno avuto per
      quattro volte l’occasione di chiudere, prima di cedere 29-27, con gli arbitri
      che non hanno segnalato un fallo della Skowronska sul 27-27, per poi chiudere
      il set con un tecnico assegnato per proteste a Marco Bonitta.
      Il ct azzurro ha utilizzato questa gara per provare alcune soluzioni tecniche
      e tattiche. L’Italia è scesa in campo con il sestetto base con Lo Bianco in
      regia, Centoni opposto, Gioli e Barazza centrali, Piccinini e Mifkova
      martelli, Cardullo libero. Poi nel corso della gara tanti cambi con Borrelli
      utilizzata sia in opposta che come martello ricevitore, con la Ferretti spesso
      in campo al posto della Lo Bianco, con le centrali che si alternavano. Spazio
      anche per Manuela Secolo, che nel quarto e nel quinto set ha potuto far vedere
      le sue qualità.
    • Gość: :) Swiderski 1 IP: *.acn.waw.pl 02.02.04, 16:37
      Due anticipi della 17ª giornata di A-1: l'Icom vince sul campo della Kerakoll
      3-1 e rovina l'esordio del nuovo coach Menarini, Gioia del Colle batte Perugia
      3-1.

      MODENA, 31 gennaio 2004 - La crisi di Modena si fa davvero pericolosa. Oggi,
      incurante della festa del Santo Patrono, la Kerakoll accusa la sconfitta
      numero 11 e adesso deve veramente preoccuparsi di non retrocedere.

      Latina espugna il PalaPanini, teatro di antichi trionfi gialloblù, con
      nettissimo merito. Senza qualche palla sprecata, avrebbe potuto aggiudicarsi
      anche il 1° set e chiudere sul 3-0. Migliore in attacco (grande Biribanti), ma
      anche nel muro-difesa con un Rinaldi onnipresente, l’Icom ha demolito
      l’avversaria ai fianchi lasciandola sbizzarrire nel set d’avvio e poi
      macinandola col suo gioco. I tre punti decisivi dei set vittoriosi sono stati
      tutti firmati da Vujevic, sempre grande protagonista.

      Modena ha accusato il calo degli uomini di banda, irriconoscibile Iakovlev,
      sostituito forse troppo tardi da un Felipe che ha entusiasmato il pubblico,
      poco numeroso (alle 15, data scelta dalla tv, non si farà mai il pienone) e
      troppo freddo da apparire cloroformizzato.
      Come è la sua squadra. Il compito di Menarini, esordiente sfortunato in
      panchina, appare disperato. Invece Santilli registra la sua prima vittoria
      alla guida dei laziali, che ora si piazzano in una posizione più tranquilla di
      centroclassifica.
      Kerakoll-Icom 1-3 (28-26, 20-25, 21-25, 21-25)
      KERAKOLL MODENA: Ball 6, Dante 7, Giani 11, Iakovlev 10, Cantagalli 13,
      Giombini 7; Pippi (L), Mescoli, Felipe 7, Cernic 1. N.e. Gelli. All. Menarini.
      ICOM LATINA: Torre 2, Vujevic 19, Fortunato 6, Biribanti 24, Dennis 14,
      Gustavo 7; Rinaldi (L), Spanakis. N.e. Cipollari, Bruno, Giosa, Saitta. All.
      Santilli.
      ARBITRI: Medici e Castagna.
      NOTE: spettatori 1989, incasso 14.503,75. Durata set: 28’, 21’, 25’, 23’;
      totale 97’.
      Kerakoll: battute sbagliate 16, vincenti 3, muri 9, seconda linea 5, errori
      28;
      Icom: battute sbagliate 19, vincenti 5, muri 10, seconda linea 14, errori 28.
      Trofeo: 6 Biribanti, 5 Vujevic, 4 Rinaldi, 3 Ball, 2 Felipe, 1 Torre.
      Gioia vola, Perugia si ferma

      (g.d.s.) Quinto successo consecutivo in casa per la Telephonica Gioia del
      Colle che batte 3-1 la Rpa Perugia e aggancia provvisoriamente Padova in
      ottava posizione. Primo set di grande intensità a favore dei padroni di casa
      che sprecano il secondo subendo un parziale di 0-6 con Gortzen e Cuminetti in
      evidenza tra gli umbri. E' solo un passaggio a vuoto, Herpe è una sicurezza e
      attorno a lui girano che è un piacere non solo Pascual e Schuil, ma anche
      Giretto e Barbone.
      Telephonica-Rpa 3-1 (25-22, 15-25, 25-14, 25-23)
      TELEPHONICA GIOIA DEL COLLE: Schuil 17, Pascual 12, Giretto11, Bellini 2,
      Herpe 14, Barbone 8; Bari (L), Forni, Suela, Garnica. N.e. Ruggiero, Carrozzo
      All. Di Pinto
      RPA PERUGIA: Sintini 1, De la Fuente 7, Tomalino 5, Cuminetti 17, Gortzen 14,
      Lebl 8; Trimarchi (L) Bastianini 1, Bernabè 2, Swiderski 1, Bucaioni, N.e.
      Giovi. All. De Giorgi
      ARBITRI: Pasquali e Marchello
      NOTE - Spettatori 1553; incasso 12.000 euro; Durata set: 26', 22', 19', 26'
      totale: 93'.
      Telephonica: battute sbagliate 8, vincenti 2, muri 17, 2ª linea 12, errori 28;
      Rpa: battute sbagliate 15, vincenti 4, muri 9, 2ª linea 13, errori 26. Trofeo:
      6 Herpe, 5 Bellini, 4 Giretto, 3 Gortzen, 2 Pascual, 1 Schuil.


      • Gość: aasiek Re: Swiderski 1 IP: *.neoplus.adsl.tpnet.pl 04.03.04, 20:22
        :)proszę,napisz coś więcej.Może być nawet po włosku;)

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Nakarm Pajacyka